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Differenza tra decreto legge e decreto legislativo

9 febbraio 2018 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 9 febbraio 2018



Legge in senso formale e legge in senso sostanziale. Casi straordinari e legge delega: quando il Governo può emanare atti aventi forza di legge?

Se c’è una cosa che al nostro Parlamento non si può rimproverare è quella di essere poco prolifico in termini di provvedimenti emanati. L’Italia conta un’infinità di leggi: nessuno al mondo può stabilire il numero esatto delle leggi vigenti nel nostro Paese.

La Costituzione consente al Parlamento di emanare non soltanto la “classica” legge, ma anche provvedimenti diversi, ai quali partecipa un altro organo costituzionale: il Governo. Parliamo del decreto legge e del decreto legislativo, atti aventi forza di legge e, pertanto, in grado di abrogare la legge stessa. Qual è la differenza tra decreto legge e decreto legislativo? Scopriamolo insieme.

Legge ordinaria: cos’è?

È direttamente la Costituzione a stabilire qual è la differenza tra decreto legge e decreto legislativo. Prima di vedere ciò, è però utile ricordare che viene definita legge in senso formale quella che è emanata direttamente dal Parlamento, nel rispetto della procedura fissata dalla Costituzione [1] e dai singoli regolamenti di Camera e Senato.

La legge in senso formale (quella che, in altre parole, definiremmo legge ordinaria, oppure “classica” o, ancora, “tradizionale”) non prevede l’intervento del Governo o di altro organo costituzionale: essa è il frutto dei lavori parlamentari, emblema puro della democrazia della nostra Repubblica.

Non dobbiamo infatti dimenticare che l’organo elettivo per eccellenza è il Parlamento: solo il Parlamento rappresenta la cittadinanza, ed è pertanto giusto che solo ad esso la Costituzione abbia dato il potere di legiferare, cioè di emanare leggi vincolanti per tutti.

Legge in senso sostanziale: cos’è?

Ad ogni regola c’è l’eccezione. Se la legge ordinaria è proiezione della sola volontà parlamentare, la legge in senso sostanziale è il frutto di una combinazione un po’ più complessa. Cos’è la legge in senso sostanziale?

Quando si parla di legge in senso sostanziale ci si riferisce sia al decreto legge che al decreto legislativo. Questa particolare denominazione proviene dal fatto che, seppur decreto legge e decreto legislativo non rispettino l’iter parlamentare in senso stretto, essi sono comunque in grado di innovare l’ordinamento e, se del caso, di abrogare leggi passate che con essi confliggono.

In altre parole, cambia la forma ma non la sostanza: tutti e tre i “tipi” di legge (legge parlamentare, decreto legge e decreto legislativo) producono gli stessi effetti vincolanti per tutta la società, si rivolgono indistintamente a tutti e stabiliscono norme generali e astratte.

Legge in senso formale e in senso sostanziale: qual è la differenza?

La prima differenza, come già detto, è di tipo procedurale: la legge in senso formale (ordinaria,  classica o tradizionale, che dir si voglia) viene dibattuta nelle aule parlamentari (Camera e Senato) e, una volta approvata in entrambi i rami, viene emanata e infine promulgata dal Presidente della Repubblica.

Il decreto legge e il decreto legislativo, invece, prevedono una procedura diversa: ed è proprio qui la differenza. Vediamola insieme.

Decreto legislativo: cos’è?

La Costituzione ammette la possibilità che la funzione legislativa (ossia, il potere di emanare leggi) venga delegata dal Parlamento a favore del Governo: si parla, in questo caso, di legge delega (o legge di delega). Perché il trasferimento di funzioni sia legittimo occorre che la legge delega determini in maniera puntuale i principi e i criteri direttivi cui il Governo dovrà attenersi, nonché l’oggetto della delega e il termine entro cui esercitarla [2].

In altre parole, l’eccezionale potere legislativo conferito dall’originario titolare (Parlamento) all’esecutivo (Governo) può riguardare solo determinati oggetti, entro limiti di tempo ben precisati. Se non fosse così, il Governo potrebbe appropriarsi a tempo indeterminato del potere di emanare leggi.

In questo non ci sarebbe niente di male, se non fosse che, come detto, l’organo rappresentativo della volontà popolare è il Parlamento, unico organo costituzionale ad essere eletto democraticamente, a differenza del Governo, il quale si forma solamente dopo le consultazioni tra Presidente della Repubblica e membri parlamentari eletti.

Una volta ricevuta la delega (la quale, come ricordato, è una vera e propria legge) da parte del Parlamento, il Governo può esercitare il potere ricevuto entro i limiti stabiliti. Il provvedimento che verrà emanato a seguito di questo iter si definisce decreto legislativo.

Il decreto legislativo, pertanto, è l’atto con forza di legge emanato dal Governo nell’esercizio della delega conferitagli dalla legge stessa. Lo strumento del decreto legislativo è utilizzato spesso per affrontare argomenti tecnicamente molto complessi. Tantissimi testi normativi non sono leggi in senso formale ma decreti legislativi: si pensi al testo unico sul pubblico impiego [3], al codice della privacy [4], al codice del processo amministrativo [5].

Decreto legge: cos’è?

Se per l’emanazione di un decreto legislativo occorre la legge di delega del Parlamento, lo stesso non si più dire per il decreto legge.

La Costituzione dice che, in casi straordinari di necessità e d’urgenza, il Governo adotta, sotto la sua responsabilità, provvedimenti provvisori con forza di legge [6]. Sono i famosi decreti legge i quali, se non presentati al Parlamento e convertiti in legge entro sessanta giorni dalla loro pubblicazione, perdono efficacia sin dall’inizio.

I decreti legge sono, come i decreti legislativi, atti avente forza di legge, nel senso che hanno lo stesso valore della legge ordinaria. La loro particolarità, però, è quella di essere provvisori: un decreto legge non convertito dalle Camere entro sessanta giorni dalla sua pubblicazione perde completamente i suoi effetti, come se non fossero mai esistiti.

Decreto legge: quando viene emanato?

La Costituzione lascia l’iniziativa inerente all’emanazione del decreto legge direttamente al Governo. In altre parole, non occorre alcuna delega da parte del Parlamento perché l’esecutivo possa provvedere con decreto legge. Ciò non significa, però, che il Governo possa fare ciò che voglia senza alcuna limitazione.

Ed infatti, un decreto legge può essere emanato solo in presenza di occasioni straordinarie, eventi eccezionali che necessitano di un intervento urgente ed immediato. Anche da ciò si evince la differenza tra decreto legislativo e decreto legge: una delle caratteristiche del decreto legge, infatti, è la velocità con il quale viene adottato. I tempi di deliberazione di una legge ordinaria sono noti a tutti: occorrono mesi, a volte anche anni.

Il decreto legge, invece, essendo espressione di una volontà molto più compatta di quella parlamentare (disgregata in tanti partiti politici), consente di affrontare immediatamente una situazione che il passare del tempo potrebbe rendere irreversibile.

Decreto legge: quali sono i casi straordinari di necessità e urgenza?

La Costituzione dice che un decreto legge può essere emanato soltanto in casi straordinari di necessità e d’urgenza. Cosa significa?

La Costituzione, consapevole della diversità delle ragioni che possono indurre a legiferare d’urgenza, non ha specificato quali casi concreti rientrino in quelli straordinari. È toccato alla giurisprudenza e, quindi, alla prassi fornire indicazioni più chiare.

In teoria, si definisce “straordinario” ciò che, per l’appunto, è fuori dall’ordinario, cioè che non capita spesso. La necessità e l’urgenza, invece, si riferiscono al bisogno indifferibile di intervenire il prima possibile per fronteggiare una situazione d’emergenza.

Questi requisiti, tuttavia, sono stati molte volte disattesi dal Governo il quale, spesso e volentieri, ha abusato della possibilità di utilizzare il decreto legge, provvedendo a disciplinare anche situazioni che di straordinario e urgente non avevano nulla.

Decreto legge e decreto legislativo: qual è la differenza?

La differenza tra decreto legge e decreto legislativo è chiara: mentre il primo è adottato autonomamente dal Governo in casi straordinari di necessità e di urgenza, il decreto legislativo è emanato solo a seguito di formale legge di delega da parte del Parlamento.

Anche nel caso del decreto legge, però, sussiste la tutela rappresentata dal Parlamento: questo, infatti, è chiamato a intervenire per salvare il decreto legge dalla decadenza, convertendo lo stesso in legge entro il breve termine di sessanta giorni.

Quindi: mentre nel caso del decreto legislativo il Parlamento interviene a monte, conferendo la delega e così legittimando il potere legislativo del Governo, nell’ipotesi del decreto legge le Camere intervengo a valle, solamente dopo che il potere è stato esercitato per via di motivi straordinari.

Nel caso del decreto legislativo la legittimazione proviene dalla delega parlamentare; nel caso del decreto legge, invece, la legittimazione deriva da una situazione eccezionale cui far fronte, situazione che non consente di attendere la delega del Parlamento.

L’iter parlamentare, infatti, è sempre più lungo e complesso di quello che si svolge in seno al Governo, in quanto le Camere sono espressione di una molteplicità di partiti, ognuno portatore di interessi differenti, mentre il Governo è organo omogeneo, composto di poche persone che condividono una politica comune.

Possiamo schematizzare quanto detto ponendo l’attenzione su due momenti: il ruolo del Parlamento e la legittimazione, cioè la fonte dalla quale deriva il potere legislativo del Governo.

Decreto legislativo Decreto legge
Parlamento Conferisce il potere con legge Converte il decreto entro 60 gg.
Legittimazione Legge di delega Casi straordinari di necessità e d’urgenza

Questa semplice tabella fa capire che la garanzia parlamentare è sempre presente, soltanto che nel caso del decreto legislativo viene prima ancora dell’emanazione dell’atto, mentre nell’ipotesi del decreto legge il controllo avviene successivamente, in sede di conversione. Sarà il Parlamento, quindi, a stabilire in definitiva se sussistevano i presupposti della necessità ed urgenza alla base dell’emanazione del decreto legge.

note

[1] Art. 72 Cost.

[2] Art. 76 Cost.

[3] D. lgs. n. 165/2001.

[4] D. lgs. n. 196/2003.

[5] D. lgs. n. 104/2010 del 02.07.2010.

[6] Art. 77 Cost.

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