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Differenza tra decreto legge e decreto legislativo

20 Marzo 2020
Differenza tra decreto legge e decreto legislativo

In quali casi il Governo può emanare atti aventi forza di legge?

Se c’è una cosa che al nostro Parlamento non si può rimproverare è quella di essere poco prolifico. L’Italia conta, infatti, un’infinità di leggi che regolano diversi settori.

Forse non sai che, in alcune circostanze, anche il Governo può emanare una serie di atti aventi forza di legge: ad esempio, in caso di materie che richiedono una specializzazione tecnica e delle conoscenze che i parlamentari non posseggono oppure per fronteggiare situazioni che richiedono una certa urgenza e tempestività. Ma esattamente, qual è la differenza tra decreto legge e decreto legislativo? Quali materie regolano? Occorre una delega da parte del Parlamento? Lo scopriamo in questo articolo.

Cos’è la legge?

Prima di capire qual è la differenza tra decreto legge e decreto legislativo è utile ricordare cos’è una legge. Si tratta di un provvedimento obbligatorio emanato dal Parlamento, emblema puro della democrazia della nostra Repubblica e unico organo a cui è attribuito il potere di legiferare, cioè di emanare leggi vincolanti per tutti.

L’esercizio della funzione legislativa può anche essere delegato al Governo con una legge e a determinate condizioni (si parla, in tal caso, di decreti legislativi); oppure lo stesso organo esecutivo può, di sua iniziativa, far fronte a casi straordinari e urgenti mediante l’adozione di provvedimenti provvisori con forza di legge (in tal caso, si parla di decreti legge).

Come si forma una legge?

Come già detto, il Parlamento ha il compito discutere e approvare le leggi. Il lungo iter che conduce all’approvazione di una legge prevede le seguenti fasi:

  • iniziativa legislativa: Governo, singoli parlamentari, 50.000 elettori, Consiglio Nazionale dell’Economia e del Lavoro (CNEL) e consigli regionali possono presentare alla Camera dei deputati o al Senato un progetto di legge;
  • istruttoria: presentato il progetto di legge, questo viene trasmesso alle commissioni competenti per materia, le quali hanno il compito di esaminare, discutere ed eventualmente modificare il testo;
  • approvazione: il progetto di legge giunge in aula affinché venga discusso, votato (articolo per articolo) e approvato da Camera e Senato;
  • promulgazione: entro un mese dall’approvazione, la legge va promulgata, cioè dichiarata valida ed efficace, dal Presidente della Repubblica;
  • pubblicazione ed entrata in vigore: la legge viene pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale e, trascorsi 15 giorni, entra ufficialmente in vigore. 

Cos’è il decreto legislativo?

La Costituzione ammette la possibilità che la funzione legislativa (ossia, il potere di emanare leggi) venga delegata dal Parlamento a favore del Governo: si parla, in questo caso, di legge delega. Perché il trasferimento di funzioni sia legittimo occorre che la delega determini in maniera puntuale:

  • l’oggetto su cui il Governo è autorizzato a dettare la disciplina normativa;
  • i principi e i criteri a cui attenersi;
  • il termine entro cui esercitare la delega. Se così non fosse, il Governo potrebbe appropriarsi a tempo indeterminato del potere di emanare leggi.

Una volta ricevuta la delega da parte del Parlamento, il Governo può adottare il decreto legislativo, il quale va trasmesso al Presidente della Repubblica, per l’emanazione, entro venti giorni prima della scadenza.

Lo strumento del decreto legislativo è utilizzato spesso per affrontare argomenti tecnicamente molto complessi: come, ad esempio, il pubblico impiego.

Cos’è il decreto legge?

In casi straordinari di necessità e d’urgenza, la Costituzione consente al Governo di adottare, sotto la sua responsabilità, i decreti legge, cioè provvedimenti provvisori aventi forza di legge. Tali atti devono specificare le circostanza che ne giustificano l’emanazione ed entrare in vigore fin da subito in via provvisoria.

La particolarità è che i decreti legge devono essere presentati alle camere, per la conversione in legge, entro sessanta giorni dalla loro pubblicazione, altrimenti perdono efficacia sin dall’inizio.

Come puoi notare, in tal caso, non occorre alcuna delega da parte del Parlamento. Ciò non significa, però, che il Governo possa fare ciò che vuole senza alcuna limitazione.

Solo la presenza di eventi eccezionali giustifica l’emanazione del decreto legge che consente di fronteggiare immediatamente una situazione che il passare del tempo potrebbe rendere irreversibile.

Tuttavia, il Governo, in diverse occasioni, ha disciplinato anche situazioni che non erano né straordinarie né urgenti, oltre a non aver rispettato più volte il termine della conversione (cioè 60 giorni). Tale ultimo aspetto ha portato al fenomeno della cosiddetta “reiterazione dei decreti legge”, vale a dire la riproduzione in nuovi decreti del contenuto di quelli non convertiti tenendo conto degli emendamenti già approvati dalle Camere. 

Differenza tra decreto legge e decreto legislativo

Passiamo, infine, ad analizzare schematicamente le principali differenze che intercorrono tra i due atti aventi forza di legge: 

  • il decreto legge è un atto adottato autonomamente dal Governo in casi straordinari di necessità e di urgenza (cioè quando si tratta di qualcosa fuori dall’ordinario, una situazione d’emergenza che va fronteggiata subito e che non è possibile differire). Sussiste comunque una forma di tutela rappresentata dal Parlamento, il quale è chiamato a intervenire per salvare il decreto dalla decadenza tramite la conversione in legge entro il breve termine di sessanta giorni;
  • il decreto legislativo è emanato solo a seguito di una formale legge delega da parte del Parlamento che fissa i termini e i criteri a cui deve attenersi il Governo.

In conclusione, nel caso del decreto legislativo il Parlamento interviene a monte, conferendo la delega e così legittimando il potere legislativo del Governo, nell’ipotesi del decreto legge le Camere intervengo a valle, solamente dopo che il potere è stato esercitato per via di motivi straordinari.

Tratto comune è che hanno lo stesso valore della legge ordinaria e la capacità di abrogare una norma.


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