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Lo sai che? Cartelli stradali senza ordinanza sindacale

Lo sai che? Pubblicato il 8 febbraio 2018

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> Lo sai che? Pubblicato il 8 febbraio 2018

Segnaletica stradale verticale che non riporta l’ordinanza sindacale di autorizzazione: cosa succede? E se l’ordinanza manca del tutto?

Non tutti sanno che i cartelli stradali presenti nelle strade dei nostri comuni devono essere autorizzati prima dell’installazione. Nello specifico, la segnaletica stradale fissata ai margini della strada deve riportare, sul retro, gli estremi dell’ordinanza comunale di autorizzazione all’apposizione del cartello stesso.

Se ci fate caso, i segnali di divieto di sosta, limiti di velocità, avvisi della presenza di autovelox, ecc. riportano, di norma, i dettagli del provvedimento amministrativo con il permesso.

Cosa accade se questa autorizzazione manca oppure non è apposta sul retro del segnale? Sono legali i cartelli stradali senza ordinanza sindacale? Cerchiamo di fornire una risposta.

Cartelli stradali: cos’è l’autorizzazione?

La legge italiana [1] dice che i cartelli stradali verticali da apporre sulle strade per segnalare agli utenti un pericolo, una prescrizione o una indicazione devono avere, nella parte anteriore visibile dagli utenti, forma, dimensioni, colori e caratteristiche conformi alle norme del presente regolamento e alle relative figure e tabelle allegate che ne fanno parte integrante.

il retro dei suddetti cartelli stradali, invece, deve essere di colore neutro opaco. Su esso devono essere chiaramente indicati l’ente o l’amministrazione proprietari della strada, il marchio della ditta che ha fabbricato il segnale e l’anno di fabbricazione, nonché il numero dell’autorizzazione concessa dal Ministero delle infrastrutture e dei trasporti alla ditta medesima per la fabbricazione dei segnali stradali.

Per i segnali di prescrizione (cioè per quelli che impongono una condotta, come i segnali di divieto e di obbligo), ad eccezione di quelli utilizzati nei cantieri stradali, devono essere riportati, inoltre, gli estremi dell’ordinanza di apposizione.

Cartelli stradali: se l’autorizzazione non è richiamata?

In passato, i giudici di pace e i tribunali italiani sono stati sommersi da ricorsi contro multe comminate in ragione del mancato rispetto di quella segnaletica stradale che non riportava, sul retro, l’ordinanza sindacale di autorizzazione. In altre parole, numerosissime contravvenzioni venivano contestate per la presenza di questo vizio formale.

La Suprema Corte di Cassazione, però, ha oramai chiarito che l’assenza dell’ordinanza sindacale sul cartello non è un valido motivo di impugnazione della multa [2]. Secondo i giudici, la multa resta ugualmente valida anche se sulla parte posteriore del cartello stradale manca il richiamo all’ordinanza comunale.

Così la Corte di Cassazione: «in tema di segnaletica stradale, la mancata indicazione, sul retro del segnale verticale di prescrizione, degli estremi dell’ordinanza di apposizione non determina la illegittimità del segnale e, quindi, non esime l’utente della strada dall’obbligo di rispettarne la prescrizione. Con l’ulteriore conseguenza che detta omissione non comporta l’illegittimità del verbale di contestazione dell’infrazione della condotta da osservare».

Questo orientamento non pare criticabile: anche in assenza, sul retro del cartello stradale, del richiamo all’ordinanza sindacale, il segnale resta ben visibile e nessuna scusa può accampare l’automobilista che non lo rispetta.

Cartelli stradali: se l’autorizzazione non c’è?

Diverso è il caso in cui il cartello stradale sia installato senza alcuna autorizzazione, cioè senza che neanche sia stata emanata un’ordinanza sindacale in merito. In questo caso, quindi, ciò che manca non è il richiamo sul retro del segnale, ma l’ordinanza stessa!

In questa ipotesi, deve ritenersi illegale l’installazione del cartello stradale verticale, in quanto privo della legittimazione derivante dall’ordinanza sindacale.

Ed infatti, l’obbligatorietà della prescrizione contenuta nel segnale stradale deve ritenersi condizionata alla legittimità del provvedimento amministrativo che l’ha imposta, a prescindere, come ricordato, dall’eventuale mancanza delle indicazioni sul retro del segnale.

Il precetto da rispettare, infatti, è quello contenuto nel provvedimento che disciplina la circolazione: il cartello stradale costituisce solo il mezzo con il quale si porta a conoscenza del pubblico l’avvenuta emanazione di quel provvedimento.

Non è quindi, sufficiente la mera esistenza del cartello stradale, ma occorre invece la prova, da parte dell’amministrazione o dell’ente proprietario della strada, che questo sia stato apposto legittimamente, e cioè in base ad un legittimo provvedimento dell’organo competente a disciplinare, in quella zona, la circolazione.

note

[1] Art. 77 regolamento di esecuzione del codice della strada.

[2] Cass., sent. n. 7709/2016 del 19.04.2016.

Autore immagine: Pixabay.com


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