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Pensione 15 anni di contributi per gli iscritti alla Gestione Separata

9 febbraio 2018 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 9 febbraio 2018



Gli iscritti alla gestione separata possono ottenere la pensione con 15 anni di contributi?

Chi è iscritto alla gestione Separata può ottenere diverse tipologie di pensione agevolata, come la pensione anticipata a 63 anni e 7 mesi di età, o la pensione di vecchiaia con soli 5 anni di contributi. Quest’ultima pensione, però, si può ottenere soltanto con 70 anni e 7 mesi di età: per ottenere la pensione anticipata a 63 anni, invece, ci vogliono 20 anni di contributi, più un assegno almeno pari a 2,8 volte l’assegno sociale, e per ottenere la pensione di vecchiaia ordinaria, a 66 anni e 7 mesi, ci vogliono 20 anni di contributi, più un assegno almeno pari a 1,5 volte l’assegno sociale.

Ci si chiede, allora, se è possibile avvalersi, nella gestione Separata, delle tre deroghe Amato [1], ossia della possibilità di ottenere la pensione 15 anni di contributi per gli iscritti alla gestione Separata.

Quali requisiti per ottenere la pensione con 15 anni di contributi?

Per rispondere a questa domanda, vediamo nel dettaglio quali sono i requisiti delle cosiddette tre deroghe Amato [1].

Secondo la prima deroga, è possibile pensionarsi con 15 anni di contributi se si possiedono 15 anni di contribuzione (780 settimane) accreditate prima del 31 dicembre 1992; sono utili tutti i contributi: volontari, obbligatori, figurativi, da riscatto e ricongiunzione, anche quelli versati all’estero, in Paesi europei o convenzionati con l’Italia.

Per beneficiare della deroga è necessario essere iscritti all’assicurazione generale obbligatoria dell’Inps, cioè al fondo lavoratori dipendenti o alle gestioni speciali dei lavoratori autonomi dell’Inps (bisogna sottolineare, a questo proposito, che la gestione Separata è la gestione dei liberi professionisti, non è una gestione speciale dei lavoratori autonomi). La deroga si applica anche agli iscritti ex Inpdap, ex Enpals, ex Ipost.

La seconda deroga Amato prevede la possibilità di pensionarsi con 15 anni di contributi, se si è stati autorizzati al versamento dei contributi volontari, con un provvedimento di autorizzazione anteriore al 26 dicembre 1992 (non è necessario l’effettivo versamento di contributi volontari).

La deroga vale per i lavoratori dipendenti e autonomi iscritti all’assicurazione generale obbligatoria dell’Inps e per gli iscritti ex Enpals (non per gli iscritti all’ex Inpdap ed all’ex Ipost o a diversi fondi o gestioni).

Per raggiungere i 15 anni di contribuzione, anche in questo caso, sono utili tutti i contributi: volontari, obbligatori, figurativi, da riscatto e ricongiunzione e esteri.

La terza deroga Amato prevede la possibilità di pensionarsi con 15 anni di contributi, per i soli lavoratori dipendenti, iscritti all’Assicurazione generale obbligatoria o ad un fondo sostitutivo o esonerativo della medesima, se si possiedono:

  • 25 anni di anzianità assicurativa (vale a dire che il primo contributo deve essere versato almeno 25 anni prima della data di maturazione dei requisiti per la pensione: può essere contato qualsiasi contributo, a tal fine, anche per attività di lavoro autonomo o svolte all’estero in un Paese Ue o convenzionato);
  • 15 anni di contribuzione: valgono i soli contributi da lavoro dipendente versati all’Assicurazione generale obbligatoria o ad un fondo sostitutivo o esonerativo;
  • almeno 10 anni lavorati per periodi inferiori alle 52 settimane; non sono considerati gli anni lavorati interamente in cui risultano meno di 52 contributi settimanali, a causa del fatto che il part time non arrivi a coprire tutte le 52 settimane per retribuzione inferiore al minimale (pari a 202,96 euro settimanali nel 2017); al contrario, un anno può risultare interamente coperto da contributi, ma non interamente lavorata, se è presente un periodo di disoccupazione indennizzato durante il quale sono accreditati i contributi figurativi. Sono utili anche gli anni in cui il lavoratore risulta iscritto negli elenchi dei lavoratori agricoli a tempo determinato (cosiddetti otd).

Si possono utilizzare gli accrediti nella gestione Separata per ottenere la pensione con 15 anni di contributi?

In base ai requisiti esposti, per ottenere la pensione con 15 anni di contributi per gli iscritti alla gestione Separata non è possibile avvalersi in nessun caso dei contributi versati nella gestione Separata stessa, per nessuna delle tre deroghe Amato, nemmeno utilizzando la totalizzazione (per la quale sono richiesti un minimo di 20 anni di contributi) e il cumulo.

In particolare, l’Inps ed il ministero del Lavoro hanno precisato [2] che si può accedere alla pensione di vecchiaia in regime di cumulo con il requisito contributivo di 15 anni solo se vengono cumulate gestioni contributive alle quali si applica la deroga Amato. Dunque per poter avvalersi del cumulo bisogna verificare se le singole gestioni coinvolte nel cumulo riconoscono, nel proprio ordinamento, la possibilità di pensione con 15 anni di contributi invece che con 20 anni.

Le gestioni previdenziali che ammettono questa deroga sono quelle elencate nel paragrafo precedente, come precisate da una nota circolare Inps [3]. In questo documento è stato dunque precisato che la facoltà di accedere alla pensione con 15 anni di contributi è riconosciuta:

  • ai lavoratori dipendenti del settore privato (iscritti al fondo pensione lavoratori dipendenti);
  • agli iscritti nelle gestioni dei dipendenti pubblici (ex Inpdap);
  • agli iscritti delle gestioni speciali dei lavoratori autonomi e dei lavoratori iscritti al fondo di previdenza dello spettacolo e sportivi professionisti (ex Enpals).

In buona sostanza la facoltà di cumulo ai fini del pensionamento con 15 anni di contributi non può essere esercitata se si intendono considerare i contributi presso il Fondo FS, il fondo quiescenza Poste, nella gestione Separata dell’Inps o per chi svolge lavori saltuari.

Negli altri casi, invece, il cumulo può essere utilizzato sempreché il lavoratore abbia raggiunto 15 anni di contributi al 1992 o possieda l’autorizzazione ai versamenti volontari entro il 26 dicembre 1992.

Si possono ricongiungere gli accrediti nella gestione Separata per ottenere la pensione con 15 anni di contributi?

In merito alla gestione Separata, bisogna poi considerare che non è possibile nemmeno la ricongiunzione dei contributi, in quanto quest’operazione non è consentita relativamente alla contribuzione accreditata presso la gestione Separata.

Pensione per chi possiede 15 anni di contributi nella gestione Separata?

Chi possiede 15 anni di contributi presso la gestione Separata ha comunque diverse possibilità di pensionarsi:

  • ottenere la pensione di vecchiaia richiedendo il cumulo dei contributi a 66 anni e 7 mesi di età, se possiede contributi accreditati non coincidenti presso altre gestioni, in modo da sommare almeno 20 anni; ci sarebbe un unico problema nell’avvalersi di quest’ipotesi: poiché secondo la normativa che ha istituito il cumulo, per la pensione di vecchiaia bisogna possedere non solo il requisito di età e contributivo, ma anche gli ulteriori requisiti richiesti dalle singole gestioni a cui si è iscritti, si dovrebbe verificare che la pensione ottenuta superi di almeno 1,5 volte l’assegno sociale, come richiesto agli iscritti presso la gestione Separata (sul punto, però, si attendono chiarimenti dell’Inps);
  • ottenere la pensione di vecchiaia richiedendo la totalizzazione dei contributi a 65 anni e 7 mesi di età, se possiede contributi accreditati non coincidenti presso altre gestioni, in modo da totalizzare almeno 20 anni; in questo caso si subirebbe il calcolo integralmente contributivo della prestazione, relativamente alle altre gestioni (salvo il diritto ad autonoma pensione) e si porrebbe la stessa problematica presente per le ipotesi di cumulo, relativa all’importo soglia dell’assegno;
  • ottenere la pensione di vecchiaia presso una qualsiasi altra gestione e chiedere in via immediata una pensione supplementare presso la gestione Separata stessa;
  • ottenere la pensione di vecchiaia contributiva, per la quale sono sufficienti 5 anni di contributi, a 70 anni e 7 mesi di età (71 dal 2019; in seguito il requisito dovrebbe aumentare di 3 mesi ogni biennio); non sono previsti importi soglia.

note

[1] Art.2, Co. 3 Dlgs 503/1992.

[2] Inps Circ. 120/2013.

[3] Inps Circ. 16/2013


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