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Lo sai che? Segnali stradali senza autorizzazione: sono validi?

Lo sai che? Pubblicato il 12 marzo 2018

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> Lo sai che? Pubblicato il 12 marzo 2018

Segnaletica stradale verticale installata senza l’ordinanza sindacale di autorizzazione: cosa succede? La multa è valida?

Quando siamo in strada, alla guida della nostra autovettura, diamo per scontato tante, troppe cose: ad esempio, riteniamo superflui, quasi inutili, alcuni segnali stradali, tanto da rispettarli solamente quando nei paraggi ci sono le forze dell’ordine. Quando facciamo così, dimentichiamo che i segnali stradali altro non sono che la manifestazione visibile di un precetto, cioè di un ordine che proviene direttamente dall’autorità, e che il mancato rispetto dei cartelli comporta la violazione di un provvedimento ben preciso. Non tutti, infatti, sono consapevoli del fatto che i segnali stradali presenti nelle vie dei nostri comuni devono essere autorizzati prima di essere installati. Nello specifico, la segnaletica stradale fissata ai margini della strada deve riportare, sul retro, gli estremi dell’ordinanza comunale di autorizzazione all’apposizione del cartello stesso. Se ci fate caso, i segnali stradali più diffusi (divieto di sosta, limite di velocità, divieto di transito, ecc.) riportano, di norma, i dettagli del provvedimento amministrativo con il relativo permesso. Cosa accade se questa autorizzazione manca oppure non è apposta sul retro del segnale? Sono validi i segnali stradali senza autorizzazione?

Segnali stradali: serve l’autorizzazione?

La legge italiana [1] dice che i segnali stradali verticali da apporre sulle strade per avvertire gli utenti di un pericolo, una prescrizione o un’indicazione devono avere, nella parte anteriore visibile dagli utenti, forma, dimensioni, colori e caratteristiche conformi alle norme.

Il retro dei suddetti cartelli stradali deve essere di colore neutro opaco. Su esso devono essere chiaramente indicati l’ente o l’amministrazione proprietari della strada, il marchio della ditta che ha fabbricato il segnale e l’anno di fabbricazione, nonché il numero dell’autorizzazione concessa dal Ministero delle infrastrutture e dei trasporti alla ditta medesima per la fabbricazione dei segnali stradali.

Per i segnali di prescrizione (cioè per quelli che impongono una condotta, come i segnali di divieto e di obbligo), ad eccezione di quelli utilizzati nei cantieri stradali, devono essere riportati, inoltre, gli estremi dell’ordinanza comunale di apposizione.

Come anticipato, i segnali stradali forniscono informazioni agli utenti secondo quanto stabilito dall’ente proprietario della strada e sulla scorta di uno specifico progetto riferito ad una intera area o a singoli itinerari, a garanzia della sicurezza e della fluidità della circolazione pedonale e veicolare.

Detto davvero in maniera semplice, i segnali stradali non possono essere collocati “a caso”.

Segnali stradali: se l’autorizzazione non è richiamata?

Abbiamo detto che l’autorizzazione per i segnali stradali rileva sotto due profili: quello del richiamo dell’autorizzazione sul retro del cartello e quello dell’esistenza stessa del provvedimento permissivo.

Sotto il primo punto di vista, in passato, i giudici di pace e i tribunali italiani sono stati sommersi da ricorsi contro multe comminate in ragione del mancato rispetto di quella segnaletica stradale che non riportava, sul retro, l’ordinanza sindacale di autorizzazione. In altre parole, numerosissime contravvenzioni venivano contestate per la presenza di questo vizio formale.

La Suprema Corte di Cassazione ha oramai chiarito che l’assenza dell’ordinanza sindacale sul cartello non è un valido motivo di impugnazione della multa [2]. Secondo i giudici, la multa resta ugualmente valida anche se sulla parte posteriore del cartello stradale manca il richiamo all’ordinanza comunale.

Così la Corte di Cassazione: «la mancata indicazione, sul retro del segnale verticale di prescrizione, degli estremi dell’ordinanza di apposizione non determina la illegittimità del segnale e, quindi, non esime l’utente della strada dall’obbligo di rispettarne la prescrizione. Con l’ulteriore conseguenza che detta omissione non comporta l’illegittimità del verbale di contestazione dell’infrazione della condotta da osservare».

Questo orientamento non pare criticabile: anche in assenza, sul retro del cartello stradale, del richiamo all’ordinanza sindacale, il segnale resta ben visibile e nessuna scusa può accampare l’automobilista che non lo rispetta.

Segnali stradali: se l’autorizzazione non c’è?

Diverso è il caso in cui il segnale stradale sia installato senza alcuna autorizzazione, cioè senza che neanche sia stata emanata un’ordinanza sindacale in merito. In questo caso, quindi, ciò che manca non è il richiamo sul retro del segnale, ma l’ordinanza stessa!

In questa ipotesi, deve ritenersi illegale l’installazione del cartello stradale verticale, in quanto privo della legittimazione derivante dall’ordinanza sindacale.

Ed infatti, l’obbligatorietà della prescrizione contenuta nel segnale stradale è condizionata alla legittimità del provvedimento amministrativo che l’ha imposta, sebbene, come ricordato, su questa legittimità non incida l’eventuale mancanza delle indicazioni che vanno riportate sul retro del segnale.

Il precetto da rispettare, infatti, è quello contenuto nel provvedimento che disciplina la circolazione: il segnale stradale costituisce solo il mezzo con il quale si porta a conoscenza del pubblico l’avvenuta emanazione di quel provvedimento.

Non è quindi, sufficiente la mera esistenza del cartello stradale, ma occorre invece la prova, da parte dell’amministrazione o dell’ente proprietario della strada, che questo sia stato apposto legittimamente, e cioè in base ad un legittimo provvedimento dell’organo competente a disciplinare, in quella zona, la circolazione.

In definitiva, i segnali stradali senza autorizzazione non sono validi e, di conseguenza, non lo sono nemmeno le sanzioni che derivano dalla loro infrazione.

note

[1] Art. 77 regolamento di esecuzione del codice della strada.

[2] Cass., sent. n. 7709/2016 del 19.04.2016.


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