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Lo sai che? Falsa fatturazione: cosa si rischia?

Lo sai che? Pubblicato il 17 febbraio 2018

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> Lo sai che? Pubblicato il 17 febbraio 2018

Emettere o utilizzare una fattura fasulla è un reato tributario: conseguenze e caratteristiche dell’illecito comportamento del contribuente.

La fatturazione di operazioni relative all’acquisto, fornitura, ecc, ecc di beni o servizi, se inesistenti, è una palese violazione della legge. Scatta la responsabilità per chi utilizza il documento contabile falso e, a maggior ragione, è altrettanto sanzionato colui che emette la fattura falsa. Trattasi di condotte illecite evidentemente finalizzate a realizzare la ben nota evasione fiscale e i responsabili non possono certamente dormire sonni tranquilli: ed allora con la falsa fatturazione cosa si rischia? Scopriamolo insieme.

Falsa fatturazione: che cos’è?

L’obiettivo di evadere le tasse può essere realizzato in tanti modi. Ad esempio, quello più semplice è rappresentato dalla mancata dichiarazione di quanto è stato ricevuto per una determinata prestazione o a fronte della vendita di un bene. In questi casi, magari il pagamento è avvenuto in contanti e non essendoci traccia dello stesso, sarà più semplice eludere il fisco. Con la falsa fatturazione, invece, l’evasione avviene attraverso il documento contabile: ad esempio, si dichiara di aver acquistato qualcosa, ma in realtà si tratta di un’operazione del tutto o in parte inesistente. La falsa fattura potrebbe servire a diminuire, tramite detrazione, l’importo complessivamente dovuto per le imposte già maturate oppure per attenuare il reddito complessivo dell’evasore. Ovviamente si tratta di un comportamento non consentito dalla legge.

Falsa fatturazione: cosa rischia l’emittente?

Nel caso della falsa fatturazione, è necessario distinguere due soggetti responsabili:l’emittente, cioè colui che materialmente produce ed emette la fattura e l’utilizzatore, cioè colui che la riceve e la sfrutta per evadere le tasse. In particolare, a proposito dell’emittente, la legge affronta la condotta di chi ha materialmente emesso un documento contabile, in cui si attesta che è stata realizzata una determinata operazione, in realtà inesistente del tutto o in parte. In altri termini, si dichiara, ad esempio, di aver fornito una certa prestazione, ma in verità non è stato fatto alcunché. La condotta appena decritta è sanzionata dalla legge [1] con la reclusione da un anno e mezzo a sei anni. Se la falsa fatturazione è realizzata più volte, cioè mediante più fatture, ma all’interno di uno stesso periodo d’imposta, il reato commesso è considerato unico. Si tratta, quindi, di un reato tributario, che si caratterizza per lo scopo di favorire terze persone nell’evasione delle imposte.

Falsa fattura: e se non viene utilizzata?

La Cassazione [2] ha precisato che il reato tributario in questione ha le caratteristiche del reato di pericolo. In altri termini, non è importante se la fattura falsa venga utilizzata o meno dal destinatario. L’emittente è responsabile perché ha emesso e consegnato il documento contabile falso, creando i presupposti anche solo per un’eventuale evasione fiscale. In particolare, gli ermellini dichiarano …il delitto di emissione di fatture per operazioni inesistenti di cui all’art. 8, d.lgs. n. 74 del 2000 ha natura di reato di pericolo o di mera condotta (Sez. U, n. 1235 del 28/10/2010), per la cui sussistenza non è nemmeno necessario che le fatture siano annotate nella contabilità del destinatario il quale, in astratto, potrebbe anche decidere di non avvalersene….

Falsa fatturazione: cosa rischia l’utilizzatore?

Ovviamente, la legge [3] sanziona anche chi utilizza il documento contabile falso e ricevuto ai fini di eludere il fisco. Nel caso esaminato, il responsabile rischia la reclusione da un anno e mezzo a sei anni. Affinché sia chiamato a rispondere di questa condotta illecita, è necessario che si registri nelle scritture contabili la fattura attestante un’operazione inesistente. Evidentemente, il reato qui in contestazione non è di pericolo, ma si fonda su un’effettiva utilizzazione del documento fiscale per evadere le imposte sui redditi o gli obblighi in materia di imposta sul valore aggiunto.

note

[1] Art. 8 D.lvo 74/2000.

[2] Cass. pen. sent. n. 42892/2017.

[3] Art. 2 D.lvo 74/2000.


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