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Lo sai che? Multe stradali per i residenti all’estero: come avviene la notifica

Lo sai che? Pubblicato il 12 marzo 2018

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> Lo sai che? Pubblicato il 12 marzo 2018

Quali infrazioni vengono contestate alle auto con targa straniera? Come ed entro quando viene notificato il verbale? Quali i tempi di prescrizione?

Chi pensa di venire in territorio italiano, violare il Codice della strada e farla franca perché tanto è residente all’estero, si sbaglia di grosso. Le multe stradali arrivano anche oltre confine quando si viene «beccati» a velocità eccessiva, quando si è passati con il semaforo rosso, quando si è entrati in una zona a traffico limitato ed una telecamera ha registrato tutto, quando non è stato pagato un pedaggio autostradale. Bisogna tener presente che ogni Paese (anche quelli all’interno dell’Unione europea) ha il proprio Codice della strada, cioè la propria normativa autonoma ed indipendente rispetto agli altri Stati. Ciò significa che se un cittadino residente all’estero viene in Italia deve rispettare le regole stabilite nel nostro Paese e non in quello in cui la sua auto o la sua moto è immatricolata. Ad esempio, se in un certo Stato è legittimo guidare una moto senza casco, il centauro dovrà sapere che, varcati i confini italiani, il casco è obbligatorio e che se viene sorpreso senza deve pagare una multa. Così come un automobilista italiano deve sapere che se va in Spagna l’uso dell’auricolare del telefono alla guida è vietato. Lo stesso succede con i limiti di velocità: non sono gli stessi in tutti i Paesi. Quindi, bisogna adeguarsi a quelli stabiliti in ogni singolo Stato. Ma come avviene la notifica delle multe stradali per i residenti all’estero? Evidentemente non a mano, a meno che il trasgressore sia stato fermato da una pattuglia o da un agente della Polizia municipale subito dopo aver commesso l’infrazione. E quando cadono in prescrizione queste multe? Ci sono dei tempi massimi per contestarle o per non pagarle se non arriva una comunicazione? Vediamo nei vari casi di infrazione come avviene la notifica delle multe stradali per i residenti all’estero e come comportarsi.

Multe stradali per i residenti all’estero: la notifica mi arriva a casa?

Non c’è via di scampo: un cittadino residente all’estero, specialmente in un Paese dell’Unione europea, che prende una multa stradale in Italia si vedrà arrivare la notifica, a meno che agenti o funzionari se ne dimentichino il che, francamente, è poco probabile.

Bisogna tenere presente che il Consiglio europeo, in una decisione quadro [1] recepita anche in Italia [2], prevede il reciproco riconoscimento delle sanzioni pecuniarie all’interno dell’Unione. Significa che se una persona che abita, ad esempio, in Francia si vede arrivare una notifica per una multa presa in Italia, lo Stato francese non solo è tenuto a riconoscere formalmente tale sanzione ma è anche obbligato ad adottare i provvedimenti necessari affinché la sanzione venga pagata.

A dire il vero, c’è un solo caso in cui lo Stato può negare questo riconoscimento: si tratta delle sanzioni che non superano i 70 euro. Ciò non vuol dire, però, che l’automobilista (o il motociclista) residente all’estero non debba pagare la multa stradale.

E uno può pensare: non è detto che risalgano a me, tanto ho la targa straniera. Sì è detto, invece. È scritto a chiare lettere in un’altra direttiva europea [3] che prevede delle agevolazioni per gli Stati membri per quanto riguarda lo scambio di informazioni relative ai proprietari dei veicoli. Quindi diventa difficile scappare.

Multe stradali per i residenti all’estero: per che cosa mi arriva una notifica?

Un’infrazione è un’infrazione, ovunque abiti chi la commette. Difficilmente, però, una multa per divieto di sosta arriva al destinatario se è residente all’estero, a meno che il Comune sia troppo zelante.

La più recente direttiva europea in materia [4] contiene una serie di infrazioni in materia di sicurezza stradale che con ogni probabilità faranno partire la notifica. Si tratta di:

  • eccesso di velocità;
  • mancato uso della cintura di sicurezza;
  • mancato rispetto del semaforo rosso;
  • guida in stato di ebbrezza o sotto l’effetto di stupefacenti;
  • circolazione su corsia vietata;
  • mancato uso del casco alla guida di una moto;
  • uso indebito del cellulare alla guida.

Sulla guida in stato di ebbrezza o sotto l’effetto di droghe e sull’uso del cellulare alla guida c’è poco da aggiungere. Vediamo, però, negli altri casi per quale motivo può arrivare una multa ai residenti all’estero.

Multa per eccesso di velocità

Sono inclusi non solo il superamento dei limiti di velocità previsti dal Codice della strada [5] ma anche i casi di velocità «non commisurata» alle circostanze di luogo e di traffico [6] che ricorre quando il conducente, pur rispettando i limiti, guida in modo da perdere o poter perdere il controllo del veicolo (ad esempio perché l’asfalto è scivoloso a seguito di una pioggia o del ghiaccio notturno o perché ci sono delle buche).

Multa per mancato uso delle cinture di sicurezza

Sono inclusi i casi di mancato uso o uso improprio dei seggiolini per bambini [7], ed ogni altro comportamento che ne ostacoli o alteri il normale funzionamento.

Multa per passaggio col semaforo rosso

Si intende non solo il mancato rispetto del semaforo rosso (o giallo quando è possibile fermarsi in sicurezza) ma anche ogni altra violazione dell’obbligo di fermarsi imposto dalla segnaletica o dalla Polizia. Vi rientrano, ad esempio, il mancato rispetto dello stop, l’attraversamento dei passaggi a livello con treno in arrivo, alt intimato da agenti, ecc.

Multa per mancato uso del casco

Comprende anche l’utilizzo improprio del casco (in pratica, indossarlo senza allacciarlo). Resta esclusa l’ipotesi di importazione, produzione e commercializzazione di caschi non omologati.

Multa per circolazione su corsia vietata

Vi rientrano tutti i casi di «uso indebito delle corsie» quali, ad esempio, la percorrenza vietata di una corsia di scorrimento o di emergenza, di una corsia preferenziale per il trasporto pubblico o di una corsia provvisoriamente chiusa.

Tuttavia, è possibile che arrivi la notifica di una multa stradale di qualche altro tipo, come quella dell’ingresso senza autorizzazione in una zona a traffico limitato (una Ztl), delimitate da un apposito cartello che, però, non tutti vedono o sono in grado di identificare.

Se le autorità italiane intendono andare fino in fondo per far pagare a sanzione al trasgressore, dovranno inviare una lettera di informazione al proprietario dell’auto, sulla quale è obbligatorio riportare:

  • la natura dell’infrazione;
  • luogo, data e ora in cui è stata commessa;
  • la normativa nazionale violata;
  • i dati che riguardano il dispositivo utilizzato per rilevare l’infrazione (ad esempio, dell’autovelox);
  • la sanzione applicata.

Questa lettera deve essere inviata nella lingua del documento di immatricolazione o in una delle lingue ufficiali dello Stato membro in cui è stata immatricolata l’auto.

Multe stradali per i residenti all’estero: da chi arriva la notifica?

Non è detto che la persona residente all’estero che ha preso una multa stradale in territorio italiano si veda arrivare a casa una notifica direttamente dalla Polizia Stradale, dai Vigili Urbani o dai Carabinieri. Spesso succede che quella busta sia stata inviata da un’agenzia privata incaricata dal Comune in cui è stata commessa l’infrazione o dalle Forse di Polizia alla riscossione di una sanzione. Pertanto, la notifica va presa in considerazione.

Multe stradali per i residenti all’estero: come avviene la notifica?

Quando un automobilista residente all’estero commette una violazione al Codice della strada, le possibilità sono due:

  • che l’infrazione venga contestata subito da un agente di Polizia;
  • che l’infrazione venga rilevata da un apparecchio automatico (autovelox, tutor, telecamera di controllo) e debba essere contestata in un secondo momento.

Nel primo caso non si scappa: con la paletta davanti bisogna fermarsi, favorire patente e libretto e pagare la multa. Altrimenti si prosegue a piedi, perché l’auto viene sottoposta a fermo amministrativo. E se si vive all’estero, hai voglia a camminare con le valige in mano.

Non è, comunque, necessario pagare tutto di un botto. Anche perché così facendo si perde il diritto a contestare la multa. È possibile pagare una parte a titolo di cauzione e riservarsi in questo modo la facoltà di fare ricorso davanti al Prefetto o al Giudice di Pace

Nel secondo caso, invece, scatta il meccanismo per fare arrivare la notifica al destinatario presso la sua residenza all’estero:

  • prima di tutto, la procedura che consente l’identificazione del proprietario del veicolo che, come accennato, viene agevolata dallo scambio di informazioni autorizzato dall’Unione europea;
  • in secondo luogo, la procedura per la notifica del verbale. In questo caso, può variare da Stato a Stato in funzione degli accordi tra un Paese e l’altro.

Secondo il Codice della strada [8], la notifica delle multe stradali ai residenti all’estero deve avvenire entro 360 giorni dall’accertamento dell’infrazione (cioè quasi un anno, tolti Natale, Santo Stefano, Pasqua, Capodanno e Ferragosto, per dire). Tempi che si possono dilatare se l’automobilista residente all’estero guidava al momento della violazione del Codice un’auto a noleggio: in questo caso, il verbale viene prima notificato alla società di autonoleggio entro 90 giorni, dopodiché partono gli altri 360 giorni per inviare il verbale nella residenza estera del trasgressore.

Le sanzioni per violazione del Codice della strada si prescrivono in 5 anni. Significa che se, trascorso quel tempo, non è arrivata una notifica, la multa non è da pagare.

Multe stradali per i residenti all’estero: se non pago il pedaggio mi arriva la notifica?

Non è facile non pagare un pedaggio. Ma nemmeno impossibile. Può capitare, infatti, che ci sia un problema al casello automatico con il biglietto. Di norma, un operatore ci parla al citofono, ci chiede qual è il problema e, se non risolvibile al momento, fa in modo che la macchinetta ci rilasci di nuovo il biglietto timbrato con il nostro numero di targa (lo rilevano le telecamere) e ci lascia passare. Toccherà a noi, online o negli appositi uffici (di solito il Punto Blu sulla stessa autostrada) pagare il pedaggio non corrisposto.

Succede anche di percorrere qualche tratto di autostrada a pagamento senza caselli. La Pedemontana, in Lombardia, è una di queste. Le telecamere rilevano il passaggio e mandano a casa il pedaggio da pagare.

In tutti questi casi, l’automobilista residente all’estero può essere tentato di fare orecchie da mercante e di non pagare la multa, giusto per vedere se arriverà successivamente la notifica. In quel caso ci penserà.

Tranquilli: la notifica arriverà eccome. L’automobilista residente all’estero che non ha pagato il pedaggio riceverà una richiesta di pagamento per posta dal gestore dell’autostrada oppure dalla società incaricata del recupero crediti. L’aver buttato via lo scontrino non è un alibi: c’è tanto di foto che dimostra il passaggio da quel casello.

L’obbligo di pagamento del pedaggio si prescrive in 5 anni. Significa, come nel caso precedente, che se entro questo termine non arriva una notifica, allora sì che è possibile buttare via lo scontrino e dimenticare di avere transitato su quell’autostrada.

Multe stradali per i residenti all’estero: come fare ricorso?

I cittadini residenti all’estero che ricevono la notifica di una multa stradale possono fare ricorso al Prefetto o al Giudice di Pace entro 60 giorni dalla notifica attraverso il modulo di risposta contenuto nella lettera di informazione inviata dalle autorità italiane. Il ricorso deve essere presentato in lingua italiana.

note

[1] Consiglio Ue, decisione 2005/214/GAI

[2] Dlgs. n. 27/2016 del 15.02.2016.

[3] Direttiva 2011/82/UE.

[4] Direttiva 2015/413/UE.

[5] Art. 142 cod. str.

[6] Art. 141 cod. str.

[7] Art. 172 cod. str.

[8] Art. 201 cod. str.


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