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Lo sai che? Chi fa parte delle categorie protette

Lo sai che? Pubblicato il 8 marzo 2018

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> Lo sai che? Pubblicato il 8 marzo 2018

Gli invalidi delle categorie protette possono iscriversi nelle liste del collocamento mirato e rientrare nelle quote obbligatorie di assunzione.

La Costituzione italiana dice che gli inabili al lavoro hanno diritto all’educazione e all’avviamento professionale [1]. Lo Stato italiano, in attuazione di questo precetto, tutela le persone che, a causa della loro disabilità, non hanno le stesse opportunità di inserirsi nel mondo del lavoro rispetto alle persone che, invece, non sono afflitte da patologie invalidanti.

Tra i tanti provvedimenti presenti nel nostro ordinamento giuridico c’è una legge [2] che ha come scopo la promozione dell’inserimento e della integrazione lavorativa delle persone disabili nel mondo del lavoro attraverso servizi di sostegno e di collocamento mirato.

Le persone a cui è dedicata la legge in commento rientrano tra le cosiddette categorie protette. Chi ne fa parte? Scopriamolo insieme.

Categorie protette: cosa sono?

Per categorie protette si intendono quelle persone che, a causa della loro patologia oppure delle particolari condizioni sociali in cui versano, potrebbero non riuscire a trovare un lavoro senza l’aiuto dello Stato. Per questi soggetti la legge italiana prevede delle agevolazioni, essenzialmente riconducibili ad una corsia preferenziale al momento dell’assunzione.

Categorie protette: chi ne fa parte?

La legge distingue  i lavoratori appartenenti alle categorie protette in “disabili” e “altre categorie”.

I disabili sono:

  • gli invalidi civili con percentuale minima di invalidità pari o superiore al 46%;
  • gli invalidi del lavoro con percentuale minima di invalidità pari o superiore al 34%;
  • i non vedenti (comprese anche le persone con residuo visivo non superiore a un decimo in entrambi gli occhi, anche con correzione di lenti);
  • i non udenti (individui colpiti da sordità dalla nascita o prima dell’apprendimento della lingua parlata, purché la sordità non sia di natura esclusivamente psichica o dipendente da causa di guerra, di lavoro o di servizio);
  • gli invalidi di guerra, invalidi civili di guerra, invalidi di servizio.

Categorie protette: quali sono le altre categorie?

La legge ha cura di tutelare anche le persone che, pur non essendo disabili, si trovano in una posizione di svantaggio. Secondo la legge, le  altre categorie protette sono:

  • gli orfani e i coniugi superstiti di coloro che siano deceduti per cause di lavoro, di guerra e di servizio svolto nelle pubbliche amministrazioni (inclusi gli orfani, le vedove e i familiari delle vittime del terrorismo e della criminalità organizzata);
  • i soggetti equiparati, ovvero coniugi e figli di soggetti riconosciuti grandi invalidi per causa di guerra, lavoro e servizio;
  • i profughi italiani rimpatriati.

Categorie protette: cosa sono le assunzioni obbligatorie? 

Al fine di promuovere l’integrazione lavorativa dei disabili, la legge prevede l’obbligo di riservare ai lavoratori appartenenti alle categorie protette una quota di assunzioni. Questa quota varia a seconda del numero di lavoratori alle dipendenze del datore.

Schematicamente, possiamo dire che:

  • per i datori di lavoro con più di cinquanta dipendenti, c’è l’obbligo di assumere una quota di lavoratori disabili pari al sette per cento dei lavoratori occupati;
  • per i datori di lavoro che occupano dai trentasei ai cinquanta dipendenti, l’obbligo di assunzione è di due lavoratori;
  • per i datori di lavoro che occupano dai quindici ai trentacinque dipendenti, l’obbligo di assunzione è di un lavoratore.

Categorie protette: quando non c’è l’obbligo di assunzione?

Eccezionalmente, il datore di lavoro può chiedere di essere esonerato dall’assunzione obbligatoria se la sua attività rientra in uno dei seguenti settori:

  • edile;
  • trasporto aereo, marittimo, terrestre: per il personale viaggiante/navigante;
  • impianti a fune;
  • minerario.

A questi casi si aggiungono quelli di seguito elencati:

  • aziende che si trovino in fase di ristrutturazione, riorganizzazione o conversione aziendale ed abbiano adottato interventi straordinari di integrazione salariale;
  • aziende in liquidazione o in stato di fallimento dichiarato;
  • aziende che abbiano stipulato contratti di solidarietà;
  • aziende in mobilità per il solo periodo in cui perduri la mobilità. Tale periodo può essere incrementato di un anno se la mobilità si conclude con il licenziamento di un numero di dipendenti superiore a cinque.

Categorie protette legge: cos’è il collocamento mirato?

Affinché l’azienda possa procedere con l’inserimento delle categorie protette all’interno del proprio organico, il lavoratore con le caratteristiche di cui sopra deve iscriversi alle liste di collocamento mirato presso il centro per l’impiego di residenza.

Uno degli strumenti forniti dalla legge per aiutare i disabili è, infatti, il collocamento mirato. Per esso si intendono tutti gli strumenti finalizzati a promuovere l’inserimento e l’integrazione lavorativa delle persone con disabilità, come ad esempio i servizi di sostegno e le azioni positive per risolvere i problemi connessi con gli ambienti di lavoro e le relazioni interpersonali.

La legge affida il compito di provvedere all’inserimento professionale delle categorie di cui sopra (ad eccezione delle vittime del terrorismo, che seguono una procedura diversa) ai servizi provinciali, individuati dalle singole Regioni, i quali provvedono ad un avviamento numerico.

Il collocamento mirato è istituito presso i Centri dell’Impiego di ogni provincia e la sua funzione è quella di agevolare l’inserimento degli appartenenti alle categorie protette nel mondo del lavoro.

Categorie protette: come si assume?

Le aziende possono assumere chi fa parte delle categorie protette attraverso due modalità:

  • per chiamata nominativa, individuando direttamente il lavoratore da assumere;
  • per chiamata numerica attraverso le liste del Centro dell’Impiego.

Gli iscritti agli elenchi possono, inoltre, partecipare a tutti i concorsi pubblici, beneficiando in alcuni casi di un tempo extra per lo svolgimento della prova concorsuale. Chi ha una percentuale di invalidità superiore all’ottanta per cento, inoltre, non è tenuto a svolgere l’eventuale prova preselettiva prevista dal bando di concorso.

Categorie protette: come iscriversi?

Per iscriversi alla lista delle categorie protette e accedere a quanto previsto dalla legge è necessario avere almeno quindici anni e non aver ancora raggiunto l’età pensionabile, essere disoccupati ed essere in possesso della certificazione di invalidità civile.

note

[1] Art. 38 Cost.

[2] Legge n. 68/1999 del 12.03.1999.

Autore immagine: Pixabay.com


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1 Commento

  1. Lavoratore invalido del lavoro 80% in servizio.
    I figli possono iscriversi nell elenco categorie protette?
    Qualcuno sa qualcosa?

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