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Lo sai che? Lavoratori svantaggiati 2018: chi sono

Lo sai che? Pubblicato il 11 febbraio 2018

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> Lo sai che? Pubblicato il 11 febbraio 2018

Chi sono i lavoratori svantaggiati e molto svantaggiati e quali soni i benefici nelle assunzioni.

La legge prevede alcune agevolazioni e incentivi per l’assunzione dei cosiddetti lavoratori svantaggiati e molto svantaggiati. Un recente decreto ministeriale [1] ha stabilito quando un lavoratore può essere definito svantaggiato ai fini dell’applicazione delle misure incentivanti di inserimento o reinserimento nel mercato del lavoro.

Vediamo chi sono i lavoratori svantaggiati e i lavoratori molto svantaggiati.

Lavoratori svantaggiati: chi sono

Sono lavoratori svantaggiati i soggetti che abbiano, alternativamente, i seguenti requisiti:

  • non hanno un impiego regolarmente retribuito da almeno sei mesi;
  • hanno un’età compresa tra i 15 e i 24 anni;
  • non possiedono un diploma di scuola media superiore o professionale (livello ISCED 3) o hanno completato la formazione a tempo pieno da non più di due anni e non avere ancora ottenuto il primo impiego regolarmente retribuito;
  • hanno superato i 50 anni di età;
  • sono adulti che vivono soli con una o più persone a carico;
  • sono occupati in professioni o settori caratterizzati da un tasso di disparità uomo-donna che supera almeno del 25% la disparità media uomo-donna in tutti i settori economici se il lavoratore interessato appartiene al genere sottorappresentato;
  • appartengono ad una minoranza etnica di uno Stato membro UE e avere la necessità di migliorare la propria formazione linguistica e professionale o la propria esperienza lavorativa per aumentare le prospettive di accesso ad un’occupazione stabile.

Lavoratori molto svantaggiati: chi sono

Il lavoratori molto svantaggiati sono quei soggetti che, oltre a rientrare in una delle categorie di lavoratori svantaggiati, sono privi da almeno 24 mesi o 12 mesi di un impiego regolarmente retribuito.

Benefici lavoratori svantaggiati

La legge prevede misure specifiche per favorire l’inserimento o il reinserimento nel mercato del lavoro dei lavoratori svantaggiati tramite convenzioni tra agenzie di somministrazione ed enti pubblici (Comuni, Province, Regioni) oppure tramite incentivi per le aziende che affidano commesse a cooperative sociali nelle quali sono occupati lavoratori svantaggiati.

Lavoratori svantaggiati: contratto di somministrazione

Il contratto di somministrazione di lavoro è il contratto, a tempo indeterminato o determinato, con il quale un’agenzia di somministrazione autorizzata, mette a disposizione di un utilizzatore uno o più lavoratori suoi dipendenti, i quali, per tutta la durata della missione, svolgono la propria attività nell’interesse e sotto la direzione e il controllo dell’utilizzatore.

La somministrazione di lavoro a tempo determinato è utilizzata nei limiti quantitativi individuati dai contratti collettivi applicati dall’utilizzatore. E’ in ogni caso esente da limiti quantitativi la somministrazione a tempo determinato di lavoratori svantaggiati o molto svantaggiati.

Lavoratori svantaggiati: agenzie di somministrazione

Le agenzie di somministrazione possono gestire piani individuali di inserimento di lavoratori svantaggiati a condizione che:

  • abbiano stipulato apposite convenzioni con gli operatori pubblici
  • abbiano elaborato un piano individuale di inserimento o reinserimento nel mercato del lavoro, con interventi formativi idonei
  • il lavoratore venga seguito da un tutor con adeguate competenze e professionalità
  • abbiano stipulato con il lavoratore un contratto di almeno sei mesi.

In presenza di tali condizioni le Agenzie di somministrazione possono usufruire di alcuni vantaggi legati a deroghe alla disciplina generale della somministrazione di lavoro. Nello specifico si può:

  • derogare al principio di parità di trattamento economico rispetto agli altri dipendenti con pari livello e uguali mansioni, stabilendo un trattamento inferiore ,fatto salvo ovviamente il rispetto del principio della retribuzione proporzionata e sufficiente.
  • determinare per un periodo massimo di dodici mesi e solo in caso di contratti di durata non inferiore a nove mesi, il trattamento retributivo del lavoratore, detraendo dal compenso dovuto quanto percepito dal lavoratore medesimo a titolo di indennità di mobilità, di contributi figurativi accreditati per i trattamenti di mobilità e di indennità di disoccupazione ordinaria o speciale.

Lavoratori svantaggiati: cooperative sociali

Le cooperative sociali che occupano lavoratori svantaggiati sono agevolate grazie a un sistema di convenzioni quadro che incentiva le imprese ad assegnare loro commesse di lavoro. Tali convenzioni vengono stipulate da:

  • servizi per l’impiego
  • associazioni dei datori di lavoro e dei lavoratori comparativamente più rappresentative a livello nazionale
  • associazioni di rappresentanza, assistenza e tutela delle cooperative di tipo B e dei consorzi di cooperative.

Le imprese che aderiscono alle convenzioni quadro e forniscono lavoro alle cooperative sociali che impiegano lavoratori svantaggiati possono assolvere in questo modo l’obbligo di riserva (l’obbligo di destinare una parte dei posti di lavoro alle persone iscritte al collocamento obbligatorio).

note

[1] Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali del 17.10.2017.


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