Diritto e Fisco | Editoriale

Segnali stradali abusivi

14 Marzo 2018 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 14 Marzo 2018



I cartelli stradali devono rispettare dimensioni e caratteristiche indicate dalla legge. Devono inoltre essere specificamente autorizzati.

Ammettiamolo: quando siamo in strada, alla guida della nostra autovettura, spesso riteniamo superflui, quasi inutili, alcuni segnali stradali, tanto da rispettarli solamente quando nei paraggi ci sono le forze dell’ordine. Quando facciamo così, dimentichiamo che i segnali stradali sono la manifestazione visibile di un precetto, cioè di un ordine che proviene direttamente dall’autorità, e che il mancato rispetto dei cartelli comporta la violazione di un provvedimento ben preciso. Non tutti, infatti, sono consapevoli del fatto che i segnali stradali presenti nelle vie dei nostri comuni devono essere autorizzati prima di essere installati. La segnaletica stradale fissata ai margini della strada, inoltre, deve riportare, sul retro, gli estremi dell’ordinanza comunale di autorizzazione all’apposizione del cartello stesso. Oltre all’autorizzazione dell’autorità territorialmente competente, i segnali stradali devo rispondere a specifiche prescrizioni indicate dallo Stato. Soltanto rispettando tutte queste norme un segnale stradale potrà essere ritenuto legittimo. Cosa accade se l’autorizzazione manca oppure il cartello è difforme alla legge? Cosa sono i segnali stradali abusivi?

Segnali stradali: quando sono abusivi?

Possiamo dire che un segnale stradale è abusivo quando non rispetta la legge. Come anticipato, infatti, ogni cartello che si trova in strada deve rispettare delle caratteristiche, indicate in maniera precisa all’interno del codice della strada. Quando questi requisiti vengono violati, il segnale è abusivo.

Solo per comodità espositiva, possiamo distinguere tra segnali stradali con caratteristiche non conformi alle prescrizioni di legge e segnali stradali non autorizzati. In entrambi i casi, si ripete, i segnali stradali sono abusivi, nel senso che non rispettano la legge.

Segnali stradali: come sono?

La legge italiana [1] dice che i segnali stradali verticali da apporre sulle strade per avvertire gli utenti di un pericolo, una prescrizione o un’indicazione devono avere, nella parte anteriore visibile dagli utenti, forma, dimensioni, colori e caratteristiche conformi alle norme del presente regolamento e alle relative figure e tabelle allegate che ne fanno parte integrante.

il retro dei suddetti cartelli stradali, invece, deve essere di colore neutro opaco. Su esso devono essere chiaramente indicati l’ente o l’amministrazione proprietari della strada, il marchio della ditta che ha fabbricato il segnale e l’anno di fabbricazione, nonché il numero dell’autorizzazione concessa dal Ministero delle infrastrutture e dei trasporti alla ditta medesima per la fabbricazione dei segnali stradali.

Per i segnali di prescrizione (cioè per quelli che impongono una condotta, come i segnali di divieto e di obbligo), ad eccezione di quelli utilizzati nei cantieri stradali, devono essere riportati, inoltre, gli estremi dell’ordinanza comunale di apposizione.

Segnali stradali: chi li installa?

Il codice della strada dice che l’apposizione e la manutenzione della segnaletica sono a carico:

  • degli enti proprietari delle strade, fuori dei centri abitati;
  • dei comuni, nei centri abitati, compresi i segnali di inizio e fine del centro abitato, anche se collocati su strade non comunali;
  • del comune, sulle strade private aperte all’uso pubblico e sulle strade locali;
  • nei tratti di strade non di proprietà del comune all’interno dei centri abitati con popolazione inferiore ai diecimila abitanti, degli enti proprietari delle singole strade limitatamente ai segnali concernenti le caratteristiche strutturali o geometriche della strada. La rimanente segnaletica è di competenza del comune.

Gli enti sopra elencati autorizzano la collocazione di segnali che indicano posti di servizio stradali.

Contro i provvedimenti e le ordinanze che dispongono o autorizzano la collocazione della segnaletica è ammesso ricorso, entro sessanta giorni, al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, che decide in merito [2].

Segnali stradali: se non rispettano le caratteristiche?

La legge stabilisce il divieto di fabbricazione e di impiego di segnaletica stradale non prevista o non conforme a quella stabilita dal codice della strada, dal regolamento o dai decreti o direttive ministeriali, nonché la collocazione dei segnali e dei mezzi segnaletici in modo diverso da quello prescritto [3].

La violazione di tale divieto prevede l’applicazione di una sanzione amministrativa pecuniaria di 419 euro, nei confronti di chiunque la commetta: ciò significa che questa violazione può essere contestata anche nei confronti di enti proprietari, concessionari o gestori delle strade, Comuni, Province, imprese o persone autorizzate o incaricate della collocazione di segnali stradali.

Segnali stradali: se l’autorizzazione non è richiamata?

Abbiamo detto che l’autorizzazione per i segnali stradali rileva sotto due profili: quello del richiamo dell’autorizzazione sul retro del cartello e quello dell’esistenza stessa del provvedimento permissivo.

Sotto il primo punto di vista, in passato, i giudici di pace e i tribunali italiani sono stati sommersi da ricorsi contro multe comminate in ragione del mancato rispetto di quella segnaletica stradale che non riportava, sul retro, l’ordinanza sindacale di autorizzazione. In altre parole, numerosissime contravvenzioni venivano contestate per la presenza di questo vizio formale.

La Suprema Corte di Cassazione ha oramai chiarito che l’assenza dell’ordinanza sindacale sul cartello non è un valido motivo di impugnazione della multa [4]. Secondo i giudici, la multa resta ugualmente valida anche se sulla parte posteriore del cartello stradale manca il richiamo all’ordinanza comunale.

Così la Corte di Cassazione: «la mancata indicazione, sul retro del segnale verticale di prescrizione, degli estremi dell’ordinanza di apposizione non determina la illegittimità del segnale e, quindi, non esime l’utente della strada dall’obbligo di rispettarne la prescrizione. Con l’ulteriore conseguenza che detta omissione non comporta l’illegittimità del verbale di contestazione dell’infrazione della condotta da osservare».

Questo orientamento non pare criticabile: anche in assenza, sul retro del cartello stradale, del richiamo all’ordinanza sindacale, il segnale resta ben visibile e nessuna scusa può accampare l’automobilista che non lo rispetta.

Segnali stradali: se l’autorizzazione non c’è?

Diverso è il caso in cui il segnale stradale sia installato senza alcuna autorizzazione, cioè senza che neanche sia stata emanata un’ordinanza sindacale. In questo caso, quindi, ciò che manca non è il richiamo sul retro del segnale, ma l’ordinanza stessa!

In questa ipotesi, deve ritenersi abusiva l’installazione del cartello stradale verticale, in quanto privo della legittimazione derivante dall’ordinanza sindacale.

Ed infatti, l’obbligatorietà della prescrizione contenuta nel segnale stradale è condizionata alla legittimità del provvedimento amministrativo che l’ha imposta, sebbene, come ricordato, su questa legittimità non incida l’eventuale mancanza delle indicazioni che vanno riportate sul retro del segnale.

Il precetto da rispettare, infatti, è quello contenuto nel provvedimento che disciplina la circolazione: il segnale stradale costituisce solo il mezzo con il quale si porta a conoscenza del pubblico l’avvenuta emanazione di quel provvedimento.

Non è quindi, sufficiente la mera esistenza del cartello stradale, ma occorre invece la prova, da parte dell’amministrazione o dell’ente proprietario della strada, che questo sia stato apposto legittimamente, e cioè in base ad un legittimo provvedimento dell’organo competente a disciplinare, in quella zona, la circolazione.

note

[1] Art. 77 regolamento di esecuzione del codice della strada.

[2] Art. 37 codice della strada.

[3] Art. 45 codice della strada.

[4] Cass., sent. n. 7709/2016 del 19.04.2016.

Autore immagine: Pixabay.com


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