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Approvata la “Carta dei diritti e doveri dei detenuti”

6 Dicembre 2012


Approvata la “Carta dei diritti e doveri dei detenuti”

> Diritto e Fisco Pubblicato il 6 Dicembre 2012



Da oggi è in vigore la “Carta dei diritti e doveri dei detenuti”: ecco le regole principali.

È stata approvata ed è in vigore la “Carta dei diritti e doveri dei detenuti e degli internauti”: il ministro Severino ha firmato ieri il testo definitivo contenente le norme comportamentali che il detenuto deve conoscere con il Direttore dell’istituto penitenziario o con qualsiasi altro operatore [1].

Ecco alcuni dei temi che tocca la carta:

– gli aspetti principali che attengono alla gestione della vita quotidiana;

– i doveri di comportamento e le relative sanzioni;

– l’esercizio del diritto allo studio, alle attività culturali e sportive, alle possibilità lavorative e di formazione offerte dall’Amministrazione penitenziaria;

– le norme che regolano i rapporti con i familiari e la società esterna;

– le misure alternative alla detenzione e quelle premiali

– i regimi di detenzione speciale spettanti a determinate categorie di soggetti.

La Carta, infine, verrà portata a conoscenza anche dei familiari, mettendone a disposizione una copia nella sala colloqui di ciascun Istituto.

Con la carta si intende ottenere una maggiore consapevolezza, da parte della popolazione carceraria, delle regole e dei diritti destinati a conformare la loro vita per un periodo di tempo più o meno lungo, periodo che in ogni caso costituisce sempre una parentesi rilevante.

All’atto d’ingresso nella struttura penitenziaria, quindi, viene consegnata al detenuto la Carta dei diritti e dei doveri, con le indicazioni sui servizi e sulle strutture a loro riservati.

Al momento del colloquio con il direttore della struttura carceraria, deve essere da questi fornita adeguata informazione anche relativamente alle modalità di controllo elettronico o alla possibilità di essere sottoposti a sorveglianza elettronica a distanza qualora i detenuti possano beneficiare della detenzione domiciliare o degli arresti domiciliari. In tale sede sarà, altresì, acquisito l’eventuale consenso del detenuto a tale modalità di controllo, del quale verrà senza ritardo notiziata l’autorità giudiziaria competente per le proprie eventuali determinazioni in merito.

Si otterrà, così, già al momento dell’ingresso in carcere un primo importante screening dei soggetti che si dichiarano disponibili al controllo remoto, rendendo più agevole il lavoro dell’autorità giudiziaria e minimizzando i rischi di emanare provvedimenti che non possono ricevere applicazione per il diniego del loro destinatario. Attualmente, infatti, la legge prevede che il consenso in questione venga richiesto soltanto al momento in cui il provvedimento debba essere materialmente posto in esecuzione. Ferma restando, pertanto, la possibilità per il detenuto di negare il consenso fino a tale momento, la modifica normativa anticiperà la comunicazione della eventuale disponibilità dello stesso al momento del suo ingresso in istituto, minimizzando, ove ne sussistano le condizioni, il periodo di permanenza all’interno della struttura carceraria.

 

note

[1] Il documento è stato adottato nei centottanta giorni dall’entrata in vigore del Dpr 5 giugno 2012, n. 136.


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