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Lo sai che? Differenza tra dottore e professore

Lo sai che? Pubblicato il 11 febbraio 2018

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> Lo sai che? Pubblicato il 11 febbraio 2018

Dottore e professore sono due figure apparentemente differenti fra loro. Con il termine dottore intendiamo anche i laureati, ma è a vero che esistono i medici professori?

Solitamente quando pensiamo al dottore ci riferiamo alle professioni sanitarie utilizzando il termine come sinonimo di medico. Eppure con questo termine spesso usiamo chiamare chi ha da poco conseguito una laurea anche se non si è ancora specializzato. Quando si parla di dottore, sia come medico che come laureato, bisogna fare una distinzione con la figura del professore che, per competenze, titoli di studio ed abilitazioni, segue un percorso accademico completamente diverso.
In questo articolo cercheremo di spiegarti qual è la differenza fra dottore e professore, considerando i medici, i giovani neolaureati ma anche i professori luminari che oggi sono sia dottori che docenti universitari.

Differenza fra dottore e professore

La differenza fra dottore e professore è semplice, poiché tutto dipende dal percorso accademico seguito per intraprendere la professione di medico o di docente. Le competenze di entrambe le figure professionali è il frutto di una serie di studi che partono dalla scelta del corso di laurea, dall’abilitazione per l’insegnamento nelle scuole o negli atenei per giungere alle scuole di specializzazione seguite dopo aver ottenuto la laurea in Medicina e Chirurgia.
Inoltre il dottore è neolaureato ma anche chi prosegue gli studi con il dottorato di ricerca sperando di diventare un giorno docente universitario.

Chi è il dottore

Con la parola dottore siamo soliti chiamare il nostro medico di base, lo specialista che si occupa di una specifica branca della medicina ma anche, involontariamente, tutte quelle persone che lavorano in ambito sanitario. Infatti oggi è obbligatorio conseguire titoli di studio specifici anche solo per fare l’infermiere ed in un certo senso non è sbagliato chiamare dottore gli infermieri che ci assistono in ospedale.
Dottore in realtà è un termine antichissimo con cui si designavano le persone colte che sapevano interpretare la religione, le leggi oppure si occupavano di insegnare materie come la filosofia. Dottori erano coloro che sapevano educare alla dottrina e possedevano adeguate conoscenze in specifici settori [1].

Nel corso del tempo l’appellativo dottore veniva attribuito ai padri della Chiesa, agli avvocati ed agli studiosi di medicina, poiché queste tre discipline erano considerate le migliori rispetto ad altre materie di studio. È facile intuire quindi come dottore sia sinonimo di personalità illustre, fornita delle competenze principali per diventare teologo, legale o medico. Ed è proprio con il termine dottore che, nel corso degli anni, si nominano coloro che sostengono l’esame di laurea, a prescindere se sia un corso di laurea breve, magistrale o specialistico. Dottore può essere quindi un laureato in ingegneria, in filosofia, in letteratura e nelle arti, ma anche lo studente il legge o chi si laurea in medicina prima ancora di affrontare la specialistica.

Ma dottore, in ambito accademico, è anche colui che consegue un titolo di studio in un dottorato di ricerca e lavora per più di due anni all’interno dell’università o in specifiche strutture convenzionate. In effetti solo in Italia il termine dottore indica chi ha da poco preso una laurea mentre negli altri Stati (come nelle università statunitensi o in quelle inglesi) si è soliti chiamare dottore proprio chi consegue il massimo titolo accademico a cui è possibile aspirare, ossia il dottorato di ricerca.

Avrai avuto modo, qualche volta, di sentire termini come PhD soprattutto quando leggerai il curriculum di qualche importante personaggio accademico di fama internazionale. Quell’PhD indica proprio il Doctror of Philosophy, l’ultimo step affrontato dallo studente nel suo percorso accademico. Ad avvalorare tale tesi è il percorso di studi che deve affrontare uno studente per diventare dottore all’estero, poiché non basta solo la laurea ma sarà necessario anche conseguire un master.

Anche in Italia è dottore chi consegue un dottorato di ricerca, ma in questo caso il titolo esatto è <> per differenziarlo da coloro che invece proseguono la carriera dopo la laurea seguendo master o intraprendendo un’attività lavorativa. Per svolgere attività di ricerca ed ottenere quindi maggiori riconoscimenti all’interno di un curriculum sarà necessario partecipare ad uno dei numerosi bandi di concorso per il dottorato di ricerca promossi da tutte le università italiane e straniere.

Il dottore come medico

Dottore è soprattutto il medico che opera nei diversi comparti della medicina. Dottore può essere il medico generico, quello a cui ci rivolgiamo per prescrivere medicine, chiedere un consiglio, sottoscrivere certificati per la patente o per le attività sportive oppure per un controllo. Dottore è anche chi svolge la professione del chirurgo, dell’ortopedico, chi è dentista o ginecologo e chiunque abbia a che fare con le professioni in ambito sanitario.

I nostri nonni e le persone più anziane erano solite appellare con il termine dottore anche chi non era provvisto di laurea in campo medico perché è solo negli ultimi anni che la laurea in alcuni ambiti sanitari è diventata obbligatoria. Pensa alla laurea in fisioterapia, in infermieristica [2] e in settori vicini a quello sanitario fra cui l’ostetricia e la dietistica [3]. Si chiamavano dottori tutti quelli che avevano a che fare, in un modo o nell’altro, con la salute della persona e si occupavano quindi di assistere le partorienti o di fare le iniezioni all’interno dell’ospedale.

Oggi, come avviene per i neolaureati, anche chi consegue un titolo di studio in una delle professioni sanitarie può essere chiamato «dottore», ma diventa medico a tutti gli effetti solo se ha ottenuto l’abilitazione e la relativa iscrizione in apposito albo. E’ medico colui che si occupa delle malattie del corpo e della mente, tuttavia in questo contesto si può fare un’ulteriore distinzione fra chi è psicologo e chi è psichiatra.

Entrambe le figure si occupano delle patologie che colpiscono la psiche umana ma il percorso di studi è differente e solo lo psichiatra può essere considerato, a tutti gli effetti, un medico. Lo psichiatra, infatti, frequenta il corso universitario in Medicina e Chirurgia e successivamente si iscrive alla Scuola di Specializzazione in Psichiatria frequentando lezioni per altri cinque anni. Il medico psichiatra ha l’abilitazione per analizzare gli esami clinici ed è solo lui a poter prescrivere i farmaci a seguito di un’accurata diagnosi.

Come diventare dottore

Ottenere il titolo di dottore è abbastanza semplice se la tua intenzione è quella di iscriverti ad un corso di laurea dopo il liceo. Qualsiasi titolo accademico ti conferisce l’epiteto di dottore anche se vuoi seguire un corso di studi non troppo pesante.

Se invece hai intenzione di diventare dottore in ambito sanitario, dovrai seguire un corso di laurea in Medicina e Chirurgia e scegliere una fra le tante università italiane che includono nei piani di studio proprio Medicina. Attenzione, diventare medico non è facile poiché l’accesso ai corsi è a numero chiuso e previo superamento di un test di ammissione di cultura generale. Inotre, una volta varcata la soglia universitaria ti attenderanno anche fino a dieci anni di studio per poter esercitare una delle diverse professioni sanitarie. Oltre alla laurea dovrai iscriverti ad un corso di specializzazione scegliendo fra alternative come:

  • medicina interna,
  • reumatologia,
  • psichiatria,
  • pediatria,
  • oncologia,
  • ecc…

Dovrai quindi sostenere un Esame di Stato per l’abilitazione all’esercizio della professione di medico e solo a questo punto potrai essere un dottore a tutti gli effetti.

Chi è il professore

Il professore è quel docente che insegna in una scuola secondaria di primo e secondo grado o presta servizio nelle aule universitarie, ma segue un percorso accademico specifico per sedere dietro una cattedra. Le competenze sono ben diverse tanto da chi è dottore, quanto da chi è medico poiché:

  • dovrà seguire corsi di specializzazione e di abilitazione,
  • avere un certo numero di crediti figurativi universitari (CFU),
  • aver sostenuto specifici esami per accedere ad una delle classi di insegnamento stabilite dal MIUR.

Non è facile diventare insegnanti soprattutto se si pensa a qualche decennio addietro dove sarebbe stato sufficiente conseguire un diploma magistrale per accedere successivamente alle supplenze. Attualmente la situazione appare abbastanza contorta, poiché da ultimo è in corso un dibattimento fra chi ancora insegna con il semplice diploma (ma svolge attività di docenza da numerosi anni) e chi è possiede una laurea o ha seguito corsi specifici per ottenere l’abilitazione [4]. Il Consiglio di Stato si è pronunciato in merito alla fine del 2017 stabilendo che chi ha conseguito il Diploma Magistrale entro il biennio 2001/2002 non ha diritto ad essere inserito nelle graduatorie ad esaurimento (GaE).

A seconda delle classi di insegnamento individuate dal Ministero dell’Istruzione, è possibile insegnare nelle scuole medie e in quelle superiori, nelle scuole elementari o come maestri di sostegno, ma esistono procedure specifiche per diventare docenti statali. Vediamo insieme quali sono.

Come diventare professore

Se sei laureato e vuoi intraprendere la carriera del professore, puoi seguire due strade: quella delle supplenze temporanee oppure diventare docente a tutti gli effetti partecipando ai concorsi.
In entrambe le ipotesi devi sapere però che per poter insegnare devi essere in possesso di un titolo di accesso all’insegnamento, che può consistere in:

  • Laurea in Scienze della formazione primaria (che è a sua volta titolo abilitante all’insegnamento) se intendi diventare maestro di asilo o delle scuole elementari,
  • Laurea Vecchio Ordinamento, Laurea Specialistica o Magistrale Nuovo Ordinamento, Diploma di Conservatorio o di Accademia di Belle Arti afferenti al Vecchio Ordinamento, Diploma accademico di II livello qualora decidi di diventare professore nelle scuole medie e nelle scuole superiori.

Il solo titolo di accesso all’insegnamento ti permette di partecipare alle graduatorie di terza fascia di Circolo e di Istituto in qualità di supplente. In altri termini potresti essere chiamato per sostituire un docente in una delle sedi che dovrai scegliere al momento della compilazione della domanda di inserimento in graduatoria.

Qualora tu voglia essere professore di ruolo e lavorare quindi a tempo indeterminato dovrai conseguire l’abilitazione all’insegnamento iscrivendoti ad uno dei Tirocini Formativi Attivi promossi dalle varie Istituzioni Accademiche. I corsi sono a numero chiuso, puoi accedere previo di un test di ammissione il superamento del quale ti permetterà solo di scegliere una classe di concorso per cui intendi chiedere l’abilitazione.

Come diventare professore universitario

A differenza dei professori di scuola, i docenti universitari insegnano per settori disciplinari e non per singole materie. Il percorso di studi prevede il conseguimento della laurea, a cui farà seguito un dottorato di ricerca ed un post dottorato: si tratta in totale di sei – otto anni di studio che si concludono con la stipula di un contratto da ricercatore a tempo determinato o indeterminato.

Solo a questo punto si può accedere alle due fasce principali per il ruolo di professore universitario:

  • la seconda fascia è riservata ai professori associati, che si trovano un gradino inferiore ai docenti di prima fascia ma un livello superiore rispetto ai ricercatori,
  • la prima fascia è riservata ai professori ordinari, ossia coloro che lavorano di ruolo all’interno dell’università.

Per accedere ai dottorati di ricerca, al posto di ricercatore, di professore aggregato e di professore ordinario è necessario attendere i concorsi pubblici indetti dalle università, oltre ad ottenere l’Abilitazione Scientifica Nazionale bandita annualmente a livello nazionale. Per accedere anche solo ad uno dei concorsi è necessario avere un curriculum ricco di monografie, pubblicazioni scientifiche, esperienza pregressa nel settore in cui si intende diventare docenti. Il percorso è tortuoso e spesso osteggiato dall’assenza di meritocrazia, ma tentare non nuoce se il tuo sogno è quello di sedere dietro una cattedra universitaria.

Il professore associato ed ordinario si distinguono dall’assistente e dal professore a contratto, due figure professionali a cui lo studente universitario è abituato a frequentare. Il professore a contratto non appartiene al personale docente dell’Ateneo, ma viene reclutato esternamente mediante rapporti di collaborazione a tempo determinato. Il professore a contratto deve comunque essere esperto in materia, dimostrare esperienza pluriennale nel settore di riferimento e può svolgere la sua attività nelle aule universitarie anche a titolo gratuito.
Per quanto contrariamente si tende a credere, non tutti gli assistenti sono ricercatori mentre tutti i ricercatori possono diventare assistenti dei docenti. Non sempre è giusto appellare con il termine professore neolaureati che affiancano i docenti in qualità di collaboratori, poiché solo chi ha ottenuto le abilitazioni richieste per legge può considerarsi professore universitario.

Aspetti in comune fra dottore e professore

Nonostante sembrano essere due figure apparentemente distanti fra loro, il dottore (inteso in senso medico) ed il professore sono due professionisti che hanno molte cose in comune.
In effetti quando si intraprendono gli studi di medicina con abilitazione alla professione, molti medici dimostrano di essere soggetti luminari, intraprendenti, ottimi ricercatori nel settore sanitario. Molti dottori ottengono riconoscimenti per le scoperte in campo scientifico e realizzano pubblicazioni nelle maggiori riviste di taglio internazionale. Professionisti del genere sono corteggiati da poli universitari ed atenei prestigiosi in ogni parte del mondo che si contendono il miglior medico a suon di contratti con oltre cinque zeri.

Ragion per cui spesso il medico è un professore e l’appellativo compare sul curriculum, sulle targhe dello studio privato e nei badge identificativi. Il medico può quindi svolgere anche attività di docenza in concomitanza con la professione sanitaria sia presso una struttura pubblica che in una clinica privata.
Nulla impedisce lo svolgimento di entrambe le professioni, da conciliare per mettersi al servizio delle accademie universitarie e delle strutture sanitarie ed essere dottore in contemporanea al professore è un merito accademico degno di nota.

note

[1] G. TRECCANI, Voce Dottore in Enciclopedia Italiana

[2] Legge 19 novembre 1990, n. 341

[3] D. Lgs n. 502 del 30 dicembre 1992

[4] Consiglio di Stato sentenza n. 11 del 20 dicembre 2017

Autore immagine: 123rf com


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1 Commento

  1. prof.non sono solo i medici.Lo stesso dicasi per i dott.:non tutti i dott. sono medici;i medici specializzati in psichiatria non sono psicologi.Possibilmente non facciamo confusione…

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