Diritto e Fisco | Editoriale

Alcoltest positivo: cosa fare?


> Diritto e Fisco Pubblicato il 9 marzo 2018



Etilometro: cos’è, come funziona, se conviene rifiutarlo, quando è reato e come fare ricorso. Tutto ciò che c’è da sapere sulla guida in stato di ebbrezza.

Quante volte ci è capitato, all’uscita da un locale, un pub o anche semplicemente da un ristorante, di essere fermati, a bordo della nostra autovettura, da una agente di polizia? Nel preciso istante in cui ci si para davanti la paletta rossa, la velocità dei nostri pensieri aumenta così tanto da fare invidia a Stephen Hawking: ad un tratto torniamo indietro con la mente a tutto ciò che abbiamo mangiato (e, soprattutto, bevuto) nelle ore, nei giorni e negli anni precedenti.

Malediciamo quel drink di troppo, l’aperitivo alcolico che ci ha tentato oppure il calice di vino appena preso. Una goccia di sudore scende dalla nostra fronte: non perché siamo brilli, ma perché abbiamo paura.

Ecco il momento cruciale: l’alcoltest. E se è positivo? Ci arresteranno? Cosa diremo ai parenti?

Calma! La guida in stato di ebbrezza, si sa, costituisce reato, ma non sempre. Vediamo nel caso di alcoltest positivo cosa fare.

Alcoltest positivo: è reato?

La guida in stato di ebbrezza è divenuto un argomento di ancor più scottante attualità da quando, nel 2016, è stato introdotto il reato di omicidio stradale [1]: tra le aggravanti, infatti, è prevista proprio la guida in stato di alterazione causato da sostanze alcoliche oppure stupefacenti, con pene che giungono fino a dodici anni di reclusione!

Al di là di questi gravi episodi, però, la guida in stato di ebbrezza non costituisce sempre reato: ci sono ipotesi in cui il trasgressore va incontro soltanto ad una sanzione amministrativa. Il codice della strada prevede una serie di casi ordinati in via gradata, ad ognuno dei quali fa corrispondere una pena a seconda del tasso alcolemico del conducente del veicolo.

Alcoltest positivo: quando è reato?

La sanzionabilità della guida in stato di ebbrezza è quindi proporzionata alla quantità di alcool presente nel sangue del guidatore, quantità rilevata dall’alcoltest. Esiste una soglia minima di tasso alcolemico che, se non oltrepassata, non comporta neppure l’irrogazione di una sanzione amministrativa. Questo valore equivale a 0,5 grammi per litro (g/l).

Superata la soglia indicata, iniziano le dolenti note. Se il tasso alcolemico rilevato è compreso tra 0,5 e 0,8g/l, si configura solo un illecito amministrativo: il trasgressore è punito con una sanzione pecuniaria che va da 532 a 2.127 euro; a ciò si aggiunge la sospensione della patente di guida da tre a sei mesi [2].

La guida in stato di ebbrezza assume rilevanza penale se il tasso alcolemico supera gli 0,8 g/l. Infatti, se il tasso rilevato si assesta tra 0,8 g/l e 1,5 g/l le sanzioni sono:

  • ammenda da ottocento a 3.200 euro (l’ammenda è aumentata da un terzo alla metà quando il reato è commesso dopo le ore ventidue e prima delle sette del mattino);
  • arresto fino a sei mesi;
  • sospensione della patente di guida da sei mesi a un anno.

Qualora il tasso alcolemico risulti addirittura superiore a 1,5 g/l, si avrà:

  • ammenda da 1.500 a seimila euro (anche in questo caso, aumentata da un terzo alla metà se il reato è commesso tra le ventidue e le sette del mattino);
  • arresto da sei mesi a un anno;
  • sospensione della patente di guida da uno a due anni (il periodo di sospensione va da due a quattro anni se il veicolo appartiene a persona estranea al reato).

Se il soggetto commette più violazioni nell’arco di due anni, la patente è revocata. Ancora, in caso di sentenza di condanna o di patteggiamento (anche se viene disposta la sospensione condizionale della pena) è sempre ordinata la confisca del veicolo con cui è stato commesso il reato, a meno che non appartenga a persona estranea all’illecito.

Se chi guida in stato di ebbrezza ha provocato un incidente stradale, tutte le sanzioni illustrate sono raddoppiate. Inoltre, il veicolo interessato è sottoposto a fermo amministrativo per centottanta giorni, a meno che appartenga a persona estranea all’illecito. Se il conducente guidava con un tasso alcolemico superiore a 1,5 g/l, la patente gli sarà revocata.

Alcoltest: cos’è?

Illustrato il quadro normativo di riferimento, vediamo come si misura il tasso alcolico. In altre parole: cos’è l’alcoltest?

L’alcoltest è un etilometro, cioè un apparecchio in grado di misurare la quantità di alcol (o meglio, di etanolo) presente nel sangue di una persona. L’alcol, infatti, entra in circolazione prima di essere espulso e per questa ragione può essere rilevato dall’etilometro sotto forma di gas, cioè tramite il respiro.

Alcoltest: come funziona?

L’alcoltest può avvenire tramite etilometro chimico oppure etilometro elettrico.

L’etilometro chimico si compone di una fiala che contiene un composto chimico capace di reagire con l’etanolo presente nell’aria che viene espirata e di un palloncino che cattura l’aria in modo da poter effettuare il test. È il famoso “test del palloncino”.

L’etilometro elettronico è invece costituito da un corpo macchina, un boccaglio e un display. Per rilevare la presenza di alcool, non utilizza composti chimici ma dei sensori di gas. Mentre nel caso dell’etilometro chimico si soffia nel palloncino, nell’etilometro elettrico si soffia direttamente sul sensore e il responso si legge sul display.

Una terza via è quella delle analisi del sangue. Soprattutto nei casi di sinistri stradali, quando il conducente sospettato di guidare in stato di ebbrezza viene trasportato in ospedale, può essere sottoposto a prelievo del sangue: i risultati delle analisi chiariranno la presenza o meno di alcol nell’organismo.

Alcoltest positivo: come comportarsi?

Torniamo all’origine dell’articolo. Ci hanno fermato; il poliziotto ci invita a sottoporci all’alcoltest. Soffiamo nella macchinetta; dopo pochi istanti, l’agente si fa scuro in volto e ci guarda, truce. Le nostre orecchie sentono le sbarre chiudersi.

Niente panico. Innanzitutto, abbiamo visto che non sempre scatta il reato di guida in stato di ebbrezza; al di là di ciò, anche se dovessimo essere incorsi nell’ipotesi contravvenzionale, sicuramente non ci arresteranno, a meno che non sia capitato qualcosa di veramente grave (investimento di una persona, ad esempio).

Cominciamo col dare qualche suggerimento. È abbastanza noto che la prova dell’alcoltest debba essere eseguita due volte. Il termine massimo entro cui eseguire la seconda prova è stabilito in circa cinque minuti, anche se la Corte di Cassazione [3] ha precisato che la violazione di questo limite è sostanzialmente irrilevante: in tal caso, infatti, la descritta situazione si rivela come un vantaggio per l’automobilista, poiché, di regola, col trascorrere del tempo, essendoci il naturale assorbimento dell’alcol ad opera dell’organismo, la seconda prova potrebbe addirittura favorire il potenziale trasgressore, facendolo rientrare nei limiti.

Alla luce delle precedenti considerazioni, quindi, una seconda prova, da cui risulta un valore superiore o uguale alla prima, potrebbe ipotizzare il malfunzionamento dell’etilometro. In realtà, non è sempre così.

La cosiddetta curva di assorbimento dell’alcol etilico ha il suo picco in un’ora, per poi lentamente discendere [4]. Questi fattori sono ovviamente puramente indicativi, dipendendo, altresì, dalle condizioni fisiche della persona interessata (età, peso, corporatura, metabolismo, ecc.).

In sostanza, un valore superiore o uguale della seconda prova alla prima è facilmente verificabile, senza che ciò comporti, quale conseguenza automatica, il cattivo funzionamento dell’etilometro : ad esempio ciò avviene se la seconda prova è stata fatta prima che la parabola discendente dell’assorbimento potesse scemare o magari in fase, persino, ascendente (ciò accade se l’assunzione di alcol è avvenuta da poco).

Alcoltest positivo: come fare ricorso?

È possibile impugnare il verbale subito, fondando il ricorso sul cattivo funzionamento dell’etilometro.

Ad esempio, se è stata assunta solo una bevanda alcolica, magari molto tempo prima del test, una testimonianza che provi con certezza l’orario di assunzione della bevanda e che affermi, con altrettanta certezza, che da quel momento in poi nulla più è stato bevuto, può risultare utile.

Ancora più importante sarebbe munirsi di una perizia medico-legale, in virtù della quale si possa concludere:

  • che non era possibile, a distanza di un certo lasso di tempo, avere un tasso alcolemico così elevato;
  • che il risultato della seconda prova ed i valori espressi non possono essere attendibili, visto il periodo trascorso dalla prima prova (il valore non può restare uguale).

Dimostrando le descritte circostanze è possibile affermare il cattivo funzionamento dell’etilometro.

Il ricorso avverso la sanzione ricevuta è proponibile entro trenta giorni dal ricevimento della stessa, presso il giudice di pace territorialmente competente, cioè quello del luogo in cui è stata rilevata l’infrazione.

Alcoltest: se rifiuto?

E se rifiutassimo l’alcoltest? Le cose non migliorerebbero; anzi! Chi senza giustificato motivo rifiuta di sottoporsi all’alcoltest può essere punito con l’arresto da sei mesi ad un anno, un’ammenda da 1.500 a seimila euro, la sospensione della patente per un periodo da uno a due anni e la revoca nel caso in cui il conducente sia stato condannato per il medesimo reato nei due anni precedenti, nonché la confisca del veicolo.

Con l’ordinanza di sospensione il prefetto ordina al conducente di sottoporsi a visita medica di revisione della patente di guida presso la commissione medica provinciale. Per la violazione è anche prevista la decurtazione di dieci punti dalla patente.

In altre parole, a chi rifiuta l’alcoltest si applicano le stesse sanzioni previste per chi si è messo alla guida con un tasso alcolemico superiore a 1,5 g/l. Una vera e propria presunzione di colpevolezza.

Lo stesso accade per chi soffia debolmente dentro l’etilometro adducendo, come scusa, problemi respiratori: la condotta elusiva viene equiparata al rifiuto di sottoporsi all’alcoltest.

Per chi guida in stato di ebbrezza e procura un incidente stradale a causa della sua condizione psicofisica vi è il raddoppio di tutte le sanzioni previste per il tipo di ebbrezza accertato. Questa aggravante, però, secondo la Corte di Cassazione [5], non si applica a chi rifiuta di sottoporsi all’alcoltest.

Ne consegue che, in questo caso, chi è sicuro di aver superato la soglia massima di alcol nel sangue (1,5%) e, nello stesso tempo, ha procurato un sinistro stradale, avrà un vantaggio se rifiuterà di sottoporsi al test in quanto, pur applicandosi la pena massima indicata, non subirà l’aggravante del raddoppio della pena.

Alcoltest positivo: posso chiedere un permesso?

L’alcoltest positivo, come visto, potrebbe farci incorrere nella sospensione della patente di guida. Se, però, l’auto ci è indispensabile, ad esempio per andare a lavoro o per esigenze familiari, come fare?

Il codice della strada [6] dice il conducente a cui è stata sospesa la patente, entro cinque giorni e solo nel caso in cui dalla commessa violazione non sia derivato un incidente, può presentare istanza al prefetto intesa ad ottenere un permesso di guida, per determinate fasce orarie, e comunque di non oltre tre ore al giorno, adeguatamente motivato e documentato per ragioni di lavoro, qualora risulti impossibile o estremamente gravoso raggiungere il posto di lavoro con mezzi pubblici o comunque non propri, ovvero per la necessità di assistere un familiare affetto da handicap ai sensi della legge 104.

La prescrizione del reato di guida in stato di ebbrezza

La guida in stato di ebbrezza è un reato contravvenzionale: questo significa che il reato si prescrive in quattro anni (cinque, se si considera l’aumento massimo di un quarto dovuto alle interruzioni). Ciò avviene quando il reato contestato non coinvolga anche il delitto di lesioni personali stradali [7] o, peggio ancora, quello di omicidio stradale: in questi casi, le sanzioni per chi si è messo alla guida nonostante l’assunzione di alcolici ed ha cagionato lesioni o addirittura la morte della vittima sono severissime, fino a dodici anni di reclusione. In termini prescrizionali, significa che il reato si estinguerà solamente dopo dodici anni che, aumentati di un quarto per via delle interruzioni, possono arrivare a quindici!

note

[1] Art. 589-bis cod. pen.

[2] Art. 186 codice della strada.

[3] Cass., sent. n. 26262/2015.

[4] Cass., sent. n. 9863/2015.

[5] Cass., sent. n. 46624/2015 del 24.11.2015.

[6] Art. 218 codice della strada.

[7] Art. 590-bis cod. pen.

Autore immagine: Pixabay.com

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2 Commenti

  1. una legge troppo restrittiva, non si può essere condannati da uno scontrino dell’etilometro.
    Per decretare la guida in stato d’ebrezza di vogliono ulteriori prove come i riflessi.

    +Avanti cos’ denunciamo tutti,,,! Complimenti

  2. una legge troppo restrittiva, non si può essere condannati da uno scontrino dell’etilometro.
    Per decretare la guida in stato d’ebrezza di vogliono ulteriori prove come i riflessi.

    +Avanti cos’ denunciamo tutti,,,! Complimenti

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