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Come avere un giorno di malattia in più

12 febbraio 2018 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 12 febbraio 2018



Aggravamento, ricaduta, periodo di comporto terminato: come prolungare la malattia.

Ti serve un giorno di malattia in più perché la tua patologia si è aggravata, o hai avuto una ricaduta? Oppure ti occorre un giorno di malattia in più perché hai terminato il periodo di comporto, ossia il periodo entro cui si ha diritto alla conservazione del posto? Far fronte a queste situazioni di emergenza è possibile: vediamo subito come avere un giorno di malattia in più, e quali sono i rimedi nel caso in cui le giornate di malattia occorrenti in più siano parecchie.

Si può avere un giorno di malattia in più per aggravamento?

Non è raro che la prognosi del medico curante sia più breve della reale durata della malattia: un’influenza dalla quale secondo il medico si può guarire in 5 giorni, ad esempio, può lasciare strascichi per due settimane. In questo caso, devi chiedere al medico curante di inviare all’Inps un nuovo certificato di continuazione della malattia, che avrà una nuova prognosi e, di conseguenza, una nuova data di fine malattia. Dovrai naturalmente avvertire il datore di lavoro del prolungamento dell’assenza.

In questi casi, devi aspettarti una nuova visita fiscale: con le nuove regole, ad ogni modo, nulla cambia, in quanto dal 2018 la visita fiscale può arrivare più volte, per la stessa malattia, anche nei casi in cui non vi sia continuazione e ricaduta; la visita fiscale può essere addirittura inviata più volte nella stessa giornata.

Il medico fiscale può dare un giorno di malattia in più?

Può capitare che sia il medico fiscale stesso a farti avere un giorno di malattia in più, oppure più giornate, perché, durante la visita fiscale, si accorge che la tua patologia si è aggravata, o, comunque, è guaribile in più giornate rispetto alla prognosi dichiarata. In questo caso, sarà il medico fiscale dell’Inps stesso ad informare l’istituto della nuova durata della prognosi e della data di fine malattia. Tu dovrai comunque avvertire il datore di lavoro.

Si può ottenere un giorno di malattia in più se il medico fiscale accorcia la prognosi?

Potrebbe capitare anche il contrario, cioè che il medico fiscale accorci la durata della malattia, ossia stabilisca che la prognosi è più breve rispetto a quella dichiarata dal medico curante. In questo caso puoi contestare l’esito della visita, dichiarando al medico fiscale di non accettare il suo certificato. A questo punto, l’ultima parola sulla contestazione spetta al coordinatore sanitario della sede Inps competente. Nel frattempo che questi decide, però, puoi ottenere un giorno di malattia in più, o più giorni, evitando di rientrare al lavoro e attenendoti alla prognosi attestata dal tuo medico, senza temere di subire sanzioni disciplinari, né licenziamento, per assenza dal lavoro ingiustificata [1].

Si può avere un giorno di malattia in più per ricaduta?

Se rientri al lavoro e ti riammali, puoi ottenere uno o più giorni di malattia in più per ricaduta: dovrai recarti dal tuo medico curante e farti fare l’apposito certificato, che il medico provvederà a trasmettere telematicamente all’Inps. La malattia intervenuta entro 30 giorni dalla data di cessazione della precedente patologia è considerata, a tutti gli effetti, una sua continuazione, sia ai fini dell’indennità Inps (che verrà corrisposta considerando la ricaduta come unica malattia) che del periodo di comporto.

Si può avere un giorno di malattia in più se è terminato il periodo di comporto?

Se la durata della malattia va oltre il periodo di comporto, cioè oltre il periodo di conservazione del posto, il datore di lavoro è libero di licenziarti.

Ci sono, però, dei rimedi per ottenere uno o più giorni di malattia terminato il comporto:

  • innanzitutto, prima che termini il periodo di comporto, puoi sospenderlo chiedendo delle ferie al datore di lavoro [2]; fai attenzione, però, il datore di lavoro non ha l’obbligo di concederti le ferie;
  • puoi anche, se il tuo contratto collettivo lo prevede, chiedere un’aspettativa retribuita al termine del periodo di comporto; i dipendenti pubblici, ad esempio, hanno diritto, dopo 18 mesi di malattia, ad ulteriori 18 mesi di aspettativa non retribuita per malattia; il diritto all’aspettativa per malattia esiste anche nel settore terziario e commercio, trasporti, alimentare, chimica, editoria e grafica; per i dettagli, vedi Periodo di comporto e aspettativa.

note

[1] Pret. Milano, sent. 28.07.1995.

[2] Cass. sent. n. .14471 del 7.06.2013 e n. 5078 del. 3.03.2009.

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