Diritto e Fisco | Articoli

Come prorogare un contratto

12 febbraio 2018


Come prorogare un contratto

> Diritto e Fisco Pubblicato il 12 febbraio 2018



Quando serve prorogare un contratto? Come fare per prolungare gli effetti positivi di un accordo secondo la legge e quali sono i costi da sostenere?

La legge [1] ci consente di stipulare contratti per regolare i nostri interessi e mettere in chiaro la nostra posizione rispetto ad altri soggetti. Formalizziamo contratti per la fornitura di luce e gas oppure per la linea telefonica e chiediamo di sottoscrivere un contratto qualora scegliamo di prendere una casa in affitto. Le parti possono decidere di apporre una scadenza all’interno di un contratto; ma l’assenza di un termine non significa che l’accordo sia a tempo indeterminato. Un contratto senza termine può essere sciolto in qualsiasi momento, salvo che le parti abbiano inserito una clausola che impone l’obbligo del preavviso. Invece, se il contratto prevede un termine non ci si può sciogliere automaticamente, salvo vi sia una giusta causa dipendente dal comportamento colpevole della controparte. Potrebbe infine succedere che il contratto si risolva in una semplice prestazione ma da eseguire entro un determinato termine: ebbene, in mancanza di indicazioni, tale termine si considera a tutela del debitore [2], il che significa che il creditore non potrà pretendere la prestazione prima di tale data ma sarà facoltà del debitore fornirla prima della scadenza. Quando i contratti hanno durata continuata, di solito viene stabilita una Vediamo insieme che cos’è specificamente il termine contrattuale e come prorogare un contratto.

Che differenza c’è tra scadenza e termine del contratto

Anche se le due parole possono apparire simili, c’è una grossa differenza tra termine del contratto e scadenza del contratto.

La scadenza del contratto si riferisce invece a tutti quei contratti che hanno una serie di prestazioni prolungate nel tempo e che non si consuma in un’unica attività. Si pensi al contratto di lavoro, a un’utenza telefonica o del gas, a un abbonamento. Esistono due tipi di contratti:

  • contratti a scadenza predefinita: in tal caso è impossibile recedere prima del tempo se il contratto stesso non lo consente. Se c’è il recesso bisognerà pagare una penale (se indicata nel contratto) oppure il risarcimento del danno;
  • contratto a scadenza non definita (o continuativi): sono quei contratti dove si stabilisce una data di scadenza ma con rinnovo automatico in assenza di disdetta da inviare entro un certo termine (come nel caso dell’affitto) o quei contratti dove non è stabilita una scadenza (come nel caso di un’utenza telefonica) per i quali quindi è sempre possibile recedere in qualsiasi momento.

Il termine è la data ultima entro la quale una prestazione deve essere eseguita. Ad esempio: se ordini un’auto e nel contratto con la concessionaria è stabilito che essa ti sarà consegnata entro tre mesi, quello è il termine finale della prestazione. Il termine si presume a favore del debitore: significa che il creditore (l’acquirente dell’auto) non può esigere la prestazione (l’auto) prima della scadenza del termine, ma è facoltà del debitore comunque adempiere in anticipo; in tal caso il creditore non può rifiutare la prestazione. Se però il debitore non adempie entro un arco temporale apprezzabile, il creditore può chiedere o l’adempimento forzato della prestazione o lo scioglimento del contratto e l’eventuale risarcimento dei danni [3].

Il termine deve consistere in una data che permetta al debitore di eseguire tutto ciò che ha pattuito con il creditore, ma a sua volta il creditore deve avere interesse affinché il debitore adempia in tempo. Il ritardo ingiustificato può addirittura ledere gli interessi del creditore che potrà agire in giudizio affinché il debitore paghi i danni. Facciamo un esempio.

Tizio si rivolge ad un meccanico per la riparazione della sua auto, fondamentale per la sua attività lavorativa: Tizio infatti è un agente commerciale e viaggia di continuo tutta la settimana. Caio, il meccanico, promette che entro due giorni il veicolo sarà pronto e Tizio, convinto di avere la macchina in breve tempo, fissa un appuntamento con una persona per la conclusione di un ottimo affare. Caio però ritarda nella riparazione dell’auto e Tizio si trova a dover disdire l’appuntamento. Sa bene di aver perso una buona occasione e cita Caio in giudizio per non aver tenuto fede alla parola data. In questo caso Tizio ha tutto il diritto di chiedere il risarcimento danni per il mancato guadagno e Caio potrà giustificarsi solo se il ritardo non è dovuto per colpa sua. Il ché spesse volte è difficile da dimostrare poiché al debitore viene richiesta la massima diligenza nell’adempiere ai propri obblighi.

Come prorogare un contratto

Prorogare un contratto è molto semplice e varia a seconda della tipologia del contratto:

  • nei contratti a scadenza predefinita è necessario firmare un nuovo accordo visto che, alla scadenza, il contratto si consuma definitivamente;
  • nei contratti a scadenza non definita o continuativi: è sufficiente non dare disdetta affinché il contratto si rinnovi di volta in volta (in quelli con rinnovo automatico, il rinnovo sarà per un periodo di tempo pari a quello precedente).

Leggi anche Come rinnovare un contratto.

La scadenza di un contratto è libera?

Sebbene i contraenti possono scegliere liberamente la scadenza da apporre nel contratto, spesse volte la legge obbliga al rispetto di alcune condizioni. La ragione è semplice: poiché in molti casi gli effetti di un contratto e la relativa scadenza possono compromettere gli interessi del debitore o del creditore, o addirittura servono per evitare situazioni di evasione o elusione fiscale. Ma vediamo insieme quali sono le principali tipologie di contratto più in uso e quali sono le regole per la definizione del termine.

Termine nel contratto di lavoro dipendente

Se non esistesse un accordo stipulato per iscritto, il lavoratore risulterebbe in nero ed il datore andrebbe a violare le leggi fiscali e lavoristiche. Il contratto di lavoro può essere a tempo indeterminato (senza una scadenza, ed il termine di riferimento è da considerarsi quello dell’età di pensionamento o degli anni di contributi versati) o determinato ed è proprio in quest’ultimo caso che il termine acquista assoluta importanza. Si, perché la legge [4] da ultimo ha stabilito che i rapporti di lavoro subordinato non possono avere scadenza superiore a 36 mesi, prorogabili in 12 mesi in casi eccezionali. La scadenza di tale termine obbliga il datore o ad assumere definitivamente il lavoratore o, viceversa, a non stipulare più contratti a tempo determinato con altri possibili lavoratori e per la stessa mansione. In questo caso il contratto a tempo determinato non è prorogabile oltre 3 anni.

In ogni caso, non è possibile recedere anticipatamente da un contratto di lavoro a termine, se non per giusta causa (inadempimento della controparte). Invece in quelli a tempo indeterminato, il lavoratore può recedere quando vuole (salvo preavviso); il datore di lavoro invece può licenziare solo per ragioni disciplinari o di ristrutturazione o crisi aziendale.

Contratto di lavoro indipendente

La categoria dei liberi professionisti abbraccia numerose figure. Operai, artigiani, consulenti, avvocati, agenti di commercio, mediatori immobiliari, avvocati, ingegneri, geometri, architetti, ecc. Ciascuno di essi può prestare opera intellettuale [5] o lavorare sfruttando le abilità manuali ed in entrambi i casi il professionista può stipulare un contratto di prestazione d’opera a favore di un privato. Anche in questo caso il termine è fondamentale: pensa ad un architetto che deve arredarti casa entro un paio di mesi o ad una ditta che deve ristrutturare il magazzino dove vuoi aprire il negozio. Il termine, nonostante può essere fissato per permettere al professionista di svolgere la sua attività, deve attenersi alle esigenze del creditore. È possibile prorogare il contratto a favore dell’uno o dell’altro sempre se ci sia l’interesse nella conclusione dell’accordo.

Contratti di fornitura luce, gas, utenze

Ti sarà capitato di concludere un contratto con un operatore telefonico per l’abbonamento internet oppure per la pay TV. Hai sicuramente intestato un contratto di luce e di gas ma devi sapere che nella maggior parte dei casi l’accordo si presume a tempo indeterminato (senza scadenza). Tu hai la facoltà di recedere quando lo desideri (molto spesso previo pagamento di una penale) ma potrai sfruttare quei termini promozionali che ti consentono di usufruire di un servizio per un breve periodo. Solitamente si tratta di 6 mesi, prorogabili qualora tu non ti avvalga del recesso gratuito entro tale data, e dovrai rispettare specifici termini per inoltrare, con raccomandata A/R, la decisione di non rinnovare il contratto.

Contratti di affitto

Quelli più comuni si riferiscono all’affitto di un immobile ad uso civile [6], ovverosia stipulati per andare a vivere in un immobile oppure per affittare un posto letto o una stanza per studenti universitari. I contratti d’affitto si differenziano in tre tipologie: ad uso transitorio, a canone concordato e tradizionali e in ciascuno di essi sono previsti due termini. Il primo per il pagamento del canone, il secondo per la scadenza contrattuale. In entrambe le ipotesi il termine ha una rilevanza di non poco conto sia a livello fiscale che giuridico, come quella di prorogare il contratto.

Come prorogare un contratto di lavoro a tempo determinato

Per scongiurare la precarietà e mettere in moto il mercato del lavoro la legge oggi consente di stipulare contratti a tempo determinato ma a precise condizioni. Il rapporto di lavoro nel suo complesso non deve superare i 36 mesi a prescindere dalla mansione che si ricopre ed il termine non può essere prorogato. E’ possibile prorogare il contratto di lavoro a tempo determinato con lo stesso soggetto per un massimo di cinque volte, ma nel complesso i termini di rinnovo non devono superare i 36 mesi. Ad esempio un lavoratore viene assunto per sei mesi presso un’azienda, a scadenza del termine il suo contratto può essere prorogato ulteriormente e così via per cinque volte consecutive e per un periodo di tempo non oltre i tre anni.

Unica eccezione al termine perentorio dei 36 mesi è la stipula di un contratto di ulteriori 12 mesi fra datore e lavoratore, ma lo stesso andrà firmato presso uno degli uffici della Direzione Territoriale del Lavoro.
Qualora si eccedano tali termini, la legge presume l’assunzione a tempo indeterminato del lavoratore e sanziona quel datore che, a scadenza dei tre anni, si serve dello stesso strumento per l’assunzione di un nuovo dipendente in sostituzione dell’altro. Vige infatti il diritto di preferenza del lavoratore già assunto che, a prescindere dalle esigenze di bilancio dell’azienda, deve vedersi trasformato il proprio contratto da determinato ad indeterminato.

Come prorogare un contratto di lavoro indipendente

Se hai stipulato un contratto con un’azienda che, ad esempio, deve ristrutturare casa, hai fissato un termine entro cui i lavori dovranno essere completati. Ad esempio avrai scelto l’opzione del contratto d’appalto o quello della prestazione d’opera ed hai affidato l’intera progettazione direttamente ad un’impresa. Può capitare che i lavori siano più difficili del solito e il capomastro ti chieda qualche settimana in più per collaudare il tutto. In questo caso puoi prorogare il termine semplicemente accordandoti con il titolare dell’azienda e fissando una scadenza abbastanza congrua affinché la ristrutturazione sia conclusa in breve tempo.

Ricorda però che il termine può essere causa di risoluzione contrattuale quando l’inadempimento o il ritardato adempimento da parte del debitore rende inutile la conclusione dell’accordo. Nella realizzazione di un accordo deve comunque sussistere l’interesse del creditore, e se questo viene meno è inutile proseguire con il contratto o, addirittura, con la proroga.
Qualora hai deciso di affidare una causa ad un avvocato costui svolgerà per te una prestazione d’opera difendendoti in un processo. Il termine potrebbe essere la conclusione di uno o dei tre gradi di giudizio ma se nel frattempo il legale non ha svolto alcuna mansione (e non puoi difenderti davanti al giudice) non hai alcun interesse al proseguire con la stessa persona.

Come prorogare un contratto di fornitura

Hai stipulato un contratto per avere la pay TV a metà prezzo per sei mesi e l’offerta della promozione era davvero allettante. Solo che la scadenza si avvicina e vorresti proseguire con l’abbonamento nonostante al settimo mese usufruirai del servizio a prezzo pieno. In questo contesto la proroga del contratto è automatica poiché la promozione dell’operatore rientra in quelle ipotesi di ”offerte provami” adottate per attirare la clientela.
Al contrario molto spesso le clausole contrattuali di fornitura del servizio ti permettono di recedere, entro trenta giorni dalla scadenza, senza pagare alcuna penale.

Diverso discorso quando il contratto di fornitura riguarda una delle utenze principali, come luce, gas e abbonamento del telefono. Pur invogliando i clienti con promozioni semestrali la scadenza delle stesse, molte volte, non consente di recedere dal contratto. Fra le varie clausole presenti nell’accordo ne esiste una che obbliga l’utente al vincolarsi per almeno due anni e il recesso anticipato può comportare penali salate. La giustificazione di tale atteggiamento è data dalla possibilità di usufruire in comodato d’uso dei contatori luce e gas, oppure del telefono, del modem o della chiavetta internet che, alla sottoscrizione dell’abbonamento, vengono date in ”omaggio” al cliente.

Trattasi di clausole vessatorie [7], ossia di postille che limitano la libertà dell’utente e per essere valide all’interno di un contratto devono essere firmate due volte.

Come prorogare un contratto d’affitto ad uso privato

La legge riconosce tre tipologie di contratto d’affitto ad uso civile:

  1. contratto di locazione ad uso transitorio,
  2. contratto di locazione a canone concordato,
  3. contratto di locazione a canone libero.

Proprietario ed affittuario sono liberi di scegliere il contratto che più si conforma alle loro esigenze:

  • l’uso transitorio ha una scadenza breve che non supera i 18 mesi e viene consigliato per l’affitto di case vacanze o per le case degli studenti universitari,
  • il canone concordato ha una durata massima di 5 anni e permette di usufruire di numerose agevolazioni fiscali (cedolare secca al 10%, esenzione dal pagamento di imposte di registro e imposte di bollo) a patto che l’immobile si trovi in un’area ad elevata densità abitativa ed il canone mensile sia stabilito entro certi limiti,
  • il canone libero ha una durata massima di 8 anni e non pone limiti nella determinazione del canone. Inoltre chi sceglie tale soluzione può usufruire della rivalutazione ISTAT per l’aumento annuale dell’affitto.

La proroga del contratto di locazione può essere automatica o disposta dalle parti, ma questa regola si applica solo per le locazioni a canone concordato e per quelle a canone libero. Infatti i contratti ad uso transitorio, qualora fossero prorogati, automaticamente si trasformano in contratti di locazione a canone libero ed obbligano proprietario ed affittuario ad un rapporto contrattuale di 8 anni.

Prorogare un contratto di locazione a canone concordato è semplice, poiché la prima scadenza è di 3 anni che si prolungheranno in ulteriori 2 anni senza presentare alcuna documentazione presso l’Agenzia delle Entrate. Ovviamente per usufruire dei vantaggi fiscali è obbligatorio registrare il contratto presso uno degli uffici territoriali dell’AE ed al termine dei cinque anni (3+2) le parti provvederanno alla stipula di un nuovo contratto.

Anche prorogare un contratto di locazione a canone libero è facile, poiché la prima scadenza è di 4 anni, a cui si aggiungono ulteriori 4 anni prorogati automaticamente. E’ sempre necessario registrare il contratto presso gli uffici dell’Agenzia delle Entrate ed al termine degli 8 anni le parti potranno o meno riscrivere un nuovo accordo.

note

[1] Art. 1321 cod. civ.

[2] Art. 1184 cpd. civ.

[3] Art. 1218 cod. civ.

[4] L. n. 78 del 16.05.2014, nota come Jobs Act

[5] Art. 2230 cod. civ

[6] L. n. 431 del 09.12.1998

[7] Art. 1341 cod. civ.

Per avere il pdf inserisci qui la tua email. Se non sei già iscritto, riceverai la nostra newsletter:

Informativa sulla privacy
DOWNLOAD

ARTICOLI CORRELATI

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema. Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 



NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI