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Lo sai che? Ricorso multa: quando non vale la pena farlo

Lo sai che? Pubblicato il 12 febbraio 2018

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> Lo sai che? Pubblicato il 12 febbraio 2018

Quanto costa presentare un ricorso al giudice di Pace o al Prefetto contro una multa per violazione del codice della strada. Tutte le spese a cui si va incontro.

È ormai un luogo comune: impugnare una multa non vale la pena. Il ricorso è costoso, a volte più della stessa contravvenzione, e molti giudici hanno smesso di schierarsi a favore dei cittadini. Complici le stragi del sabato sera, gli eccessi di velocità, la guida in stato di ubriachezza e il fatto che anche la polizia ha iniziato a rispettare gli obblighi ministeriali – divenuti oggi più rigidi ma anche più certi – ottenere l’annullamento di un verbale è divenuto più difficile rispetto a un tempo. Ci devono essere conclamate ragioni per portare il Comune in causa e farsi annullare la sanzione e la decurtazione dei punti. In più, la possibilità di pagare la multa nei primi 5 giorni con lo sconto del 30% ha tolto ogni dubbio anche a quanti ritenevano di essere dalla parte della ragione.

Quanto costa un ricorso contro una multa?

Il vero e proprio freno alla presentazione dei ricorsi contro le multe è dati dai costi. Solo per iniziare una causa dal giudice di Pace è necessario pagare un contributo unificato di 43 euro se la multa non supera i 1.100 euro. Se il valore è più alto – ad esempio perché si presenta un unico ricorso contro più verbali identici ma commessi in orari o date diverse – il contributo da corrispondere insieme al ricorso sarà di 98 euro oltre a una marca da bollo da 27. Se si impugna la sospensione della patente di guida il costo del contributo unificato sale a 237 euro, oltre a 27 euro di marca da bollo.

In sintesi, ecco quanto costa un ricorso contro una multa:

  • Ricorsi contro multe fino a 1.033 euro: euro 43,00 (solo contributo unificato);
  • Ricorsi contro multe di importo da 1.100 a 5.200 euro: 98,00 euro + 27,00 euro in marche da bollo;
  • Ricorsi contro multe di importo da  5.200 a 26.000 euro e per i quelli di valore indeterminabile di competenza esclusiva del Giudice di Pace: 237,00 euro + 27,00 euro in marche.

Se vinco il ricorso contro la multa recupero le spese?

Il vero problema non è tanto anticipare le spese ma recuperarle. Anche quando infatti si vince e il giudice condanna la parte soccombente (l’amministrazione) al rimborso delle spese processuali, non è sempre detto che quest’ultima paghi spontaneamente. Anzi, stante lo stato di dissesto degli enti locali è molto facile che il cittadino non riesca a recuperare l’importo neanche se avvia un procedimento di esecuzione forzata. Quasi sempre i soldi depositati presso la tesoreria sono vincolati per scopi di interesse pubblico e non possono essere sottoposti a pignoramento. Insomma, è quella che si definisce vittoria di Pirro.

Chi paga l’avvocato per il ricorso contro la multa?

Per le cause fino a 1.100 euro non è necessario l’avvocato e la parte può difendersi da sola, ma dece conoscere bene le regole del processo civile, altrimenti rischia di commettere errori che potrebbero portarla alla sconfitta.

Se l’automobilista decide di farsi assistere da un legale deve anticipargli la parcella, salvo diverso accordo. Se il giudice dovesse condannare la parte soccombente al rimborso delle spese processuali questa non sarebbe una valida ragione per non saldare il conto, cui resta tenuto l’automobilista. Lo stesso avvocato potrebbe presentare una parcella più alta rispetto alla stessa liquidazione delle spese determinata dal giudice. Da luglio 2017 in ogni caso gli avvocati hanno l’obbligo di presentare un preventivo scritto prima dell’affidamento dell’incarico.

Il giudice di Pace può liquidare all’avvocato una parcella superiore al valore della multa.

Eccezionalmente il giudice può compensare le spese, ossia – pur accogliendo il ricorso dell’automobilista – disporre che ciascuna parte sostenga i costi del giudizio rispettivamente sostenuti. Questo preclude la possibilità di recuperare le spese legali. La sentenza deve però motivare tale scelta, cosa che purtroppo non sempre avviene.

Come pagare di meno la multa?

Dal 2013 c’è la possibilità di ottenere lo sconto del 30% pagando la multa entro cinque giorni dalla notifica o contestazione del verbale. Questo rende molto vantaggioso evitare il ricorso poiché l’importo da versare potrebbe addirittura essere inferiore al contributo unificato.

Ricorso contro la decurtazione dei punti

Nel momento in cui si fa ricorso contro la multa ci si oppone anche alla decurtazione dei punti. Se ci si oppone solo  a questi  [1] la Cassazione ha detto che il valore della causa contro la decurtazione dei punti è quello della multa principale.

Come fare ricorso contro la multa

Ci sono due possibilità di impugnare i verbali di violazione. Il primo ricorso è quello al Prefetto. Il ricorso si fa entro 60 giorni dalla comunicazione del verbale. Lo può fare il cittadino senza bisogno di avvocati, presentando le proprie ragioni o direttamente al Prefetto con raccomandata o al comando della polizia che lo spedirà poi al prefetto. L’importante è che l’atto sia intestato «Ricorso al Prefetto avverso violazione del codice della strada». Il ricorso va redatto in carta semplice e non sono previste spese di bollo.

In caso di rigetto, il Prefetto condanna al pagamento del doppio della multa. Contro la sua decisione è sempre possibile far ricorso al giudice di Pace. Se però il prefetto non risponde entro 180 giorni (220 se invece il ricorso è stato spedito direttamente al Prefetto) il ricorso si considera accolto.

Il secondo metodo per fare ricorso è al giudice di Pace e di questo abbiamo appena parlato. Qui i termini sono di 30 giorni dalla comunicazione del verbale. Per le multe di divieto di sosta lasciate sul tergicristalli bisogna aspettare il verbale vero e proprio notificato a casa. Il giudice, a differenza del Prefetto, se rigetta il ricorso non condanna al doppio ma alla sanzione originaria.

Contro la sentenza del giudice di pace è sempre possibile far appello in tribunale.

Detto ciò, sicuramente in prima battuta il ricorso al Prefetto è il più conveniente perché da un lato non necessita di assistenza legale, è gratuito e non richiede partecipazione a udienze. Il tutto si risolve in una semplice raccomandata a/r. Ma è anche un metodo di ricorso molto rischioso perché, in caso di rigetto, si dovrà pagare il doppio. Resta sempre l’alternativa di fare ricorso al giudice di pace nei 30 giorni successivi oppure sperare che il Prefetto non risponda e, in tal caso, la multa venga annullata per silenzio-assenso.

Il ricorso al giudice di Pace, per quanto anch’esso incerto – visto che è impossibile definire in anticipo le interpretazioni dei magistrati – ha il vantaggio di non presentare sorprese, visto che la sentenza non può che confermare la multa originaria. Ma se il Comune dovesse difendersi a mezzo di un avvocato e non di un suo dipendente, il ricorrente sconfitto potrebbe essere condannato a pagare anche le spese processuali. Insomma, per piccole cifre il gioco non vale certo la candela.

note

[1] Cass. sent. n.13598 del 16.06.2014.

[1] Cass. sent. n.13598 del 16.06.2014.


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