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Multe stradali: come pagare il minimo della sanzione

12 febbraio 2018


Multe stradali: come pagare il minimo della sanzione

> Diritto e Fisco Pubblicato il 12 febbraio 2018



Pagamento in misura scontata, ridotta e ordinaria. La maggiorazione del 10% degli interessi ogni sei mesi.

Fare ricorso contro una multa raramente conviene. I più si rassegnano a pagare subito l’importo: prima lo fanno, più è bassa la cifra da corrispondere. Difatti il sistema di estinzione delle contravvenzioni per violazione del codice della strada è disegnato in modo crescente. Si parte da una prima sanzione, che si può estinguere entro cinque giorni dalla notifica della multa, per finire al pagamento in misura ordinaria che è quello che scatta dopo il sessantesimo giorno dalla notifica del verbale. Ciò detto, è bene prendere il toro dalle corna, rassegnarsi – laddove necessario – e correre alla più vicina tabaccheria. Entro quanto tempo? Di ciò parleremo in questo articolo dedicato appunto alle multe stradali e a come pagare il minimo della sanzione.

Come evitare le spese di notifica e del procedimento

L’infrazione può essere contestata immediatamente all’automobilista, ossia all’atto della violazione del codice della strada. In tal caso la multa viene consegnata a mani  dell’automobilista e questi non riceverà alcun ulteriore verbale a casa. Se tuttavia la polizia non è in grado di fermare subito il conducente (si pensi al passaggio col rosso) o se procede al controllo elettronico della velocità sui tratti fuori dalla città (tutor e autovelox), la notifica avviene con spedizione della raccomandata presso la residenza. In quest’ultimo caso, saranno dovute anche le spese del procedimento e di notificazione. Di recente è stata introdotta la possibilità di richiedere la notifica della multa via Pec. In tal caso non sarà dovuto alcun costo aggiuntiva per la notifica atteso che si tratta di una modalità che non implica spese postali.

L’automobilista fermato immediatamente dalla polizia può rifiutarsi di firmare il verbale e di riceverlo, chiedendo che gli venga spedito a casa. Questo suo comportamento non influirà sulla sanzione se non determinando l’aggravio delle spese di procedimento e di spedizione. Quindi, per risparmiare, si consiglia di ricevere subito la contravvenzione senza opporre inutili rifiuti.

Come pagare la multa in misura scontata

Per sapere come pagare il minimo della sanzione bisogna ricordare che esistono tre momenti per pagare e, a seconda di quale dei tre si presceglie, è dovuto un importo diverso. Il primo è il cosiddetto pagamento scontato. In verità non ha un nome tecnico. È stato introdotto nel 2013 e consente di pagare il minimo della sanzione con l’ulteriore sconto del 30%, entro cinque giorni dalla contestazione dell’infrazione o dalla notifica del verbale. Non è possibile usufruire di questo sconto se l’infrazione è da sospensione della patente o confisca del mezzo. Il termine dei 5 giorni decorre dalla data di notifica del verbale ossia da quando la polizia la consegna nelle mani dell’automobilista o, in ipotesi di contestazione differita, da quando questi riceve la raccomandata a.r. Se, al momento in cui è arrivato il postino, l’interessato non era a casa, il termine dei cinque giorni decorre da quando questi va a ritirare la raccomandata all’ufficio postale. Tale termine non può mai essere superiore a 10 giorni. Per cui, se ad esempio l’automobilista va a ritirare la multa al quindicesimo giorno, i cinque giorni per il pagamento scontato iniziano a decorrere dall’undicesimo giorno.

L’importo scontato del 30% è indicato nello stesso verbale che deve contenere un apposito bollettino con il conteggio preciso.

Come pagare la multa in misura ridotta

Chi non paga nei primi cinque giorni può versare la multa nei primi sessanta giorni dalla notifica in «misura ridotta». È il minimo previsto ordinariamente dalla norma del codice della strada. L’importo è quello indicato nel verbale ed è presente nel bollettino prestampato come alternativa al pagamento in misura scontata.

Come pagare la multa in misura ordinaria

Oltre il 60° giorno, il dovuto diventa pari alla metà del massimo (quest’ultimo è il quadruplo del minimo e si tocca solo su decisione prefettizia o del giudice di pace). Il mancato pagamento delle spese di notifica non comporta – secondo la Cassazione – l’aumento della multa in misura ordinaria (raddoppiata). Come specifica la legge [1], qualora nei termini non sia avvenuto il pagamento in misura ridotta, la multa di fatto raddoppia. Ma non c’entrano affatto le spese del procedimento: il raddoppio scatta solo nel caso di mancato pagamento della multa e non anche delle spese del procedimento. Estendere l’area della sanzione alle spese del procedimento – a parere dei giudici – non risulta coerente con il principio di legalità [2]. Inoltre questa interpretazione, anche se generalizzata nella pratica operativa, penalizza allo stesso modo chi non paga la multa e chi invece, per errore, effettua un pagamento leggermente inferiore.

Se trascorre altro tempo, la cifra aumenta del 10% ogni sei mesi, dal 61° giorno fino a quando l’ente titolare del credito (ad esempio il Comune) non forma il ruolo e non incarica l’Agente della riscossione di riscuotere l’importo. In tal caso, Agenzia Entrate Riscossione notificherà anche la cartella esattoriale e saranno dovuti, oltre a tutte le spese appena indicate, anche i costi di notifica della cartella e l’aggio per la riscossione.

note

[1] Art. 203 cod. str.

[2] Richiamato dall’art. 1 della L. 689/81.


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