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Lavoratori svantaggiati e molto svantaggiati: le nuove categorie

15 Febbraio 2018 | Autore:
Lavoratori svantaggiati e molto svantaggiati: le nuove categorie

Chi appartiene alle nuove categorie dei lavoratori svantaggiati e molto svantaggiati ed a quali agevolazioni ha diritto?

Cambiano, nel 2018, le categorie dei lavoratori svantaggiati e molto svantaggiati: i requisiti che i lavoratori devono possedere per rientrare in questi gruppi, beneficiando così di importanti agevolazioni, sono difatti state ridefinite da un nuovo decreto [1], che recepisce il regolamento europeo in materia [2].

Vediamo dunque quali sono le nuove categorie di lavoratori svantaggiati e molto svantaggiati, ed a quali benefici hanno diritto.

Quali sono le categorie dei lavoratori svantaggiati?

Rientrano tra i lavoratori svantaggiati:

  • i disoccupati: appartiene, in particolare, al gruppo dei lavoratori svantaggiati disoccupati:
    • chi, negli ultimi sei mesi, non ha prestato attività lavorativa riconducibile a un rapporto di lavoro subordinato della durata di almeno sei mesi;
    • chi, negli ultimi sei mesi, ha svolto attività lavorativa in forma autonoma o parasubordinata da cui derivi un reddito non soggetto a imposizione fiscale;
  • i giovani di età compresa tra i 15 e i 24 anni;
  • i non diplomati: appartiene a questo gruppo:
    • chi non ha conseguito un diploma di istruzione secondaria superiore o una qualifica o un diploma di istruzione e formazione professionale rientranti nel terzo livello della classificazione internazionale sui livelli di istruzione;
    • chi ha conseguito una delle suddette qualificazioni da non più di due anni e non ha avuto un primo impiego regolarmente retribuito;
  • i lavoratori over 50, cioè coloro che hanno compiuto 50 anni;
  • gli adulti con persone a carico: appartiene alla categoria chi ha compiuto 25 anni di età e sostiene da solo il nucleo familiare in quanto ha una o più persone fiscalmente a carico;
  • gli occupati nei settori e nelle professioni caratterizzati da un tasso di disparità uomo-donna che supera almeno del 25% la disparità media uomodonna annualmente individuati da apposito decreto e che appartengono al genere sottorappresentato;
  • gli appartenenti a minoranze etniche e linguistiche: si tratta di:
    • chi appartiene a minoranze linguistiche storicamente insediate sul territorio italiano;
    • chi appartiene a quelle minoranze che risultino ufficialmente riconosciute in Italia sulla base di specifici provvedimenti e che dimostrino la necessità di migliorare le proprie competenze linguistiche e professionali o la propria esperienza lavorativa per aumentare le prospettive di accesso a un’occupazione stabile.

Quali sono le categorie dei lavoratori molto svantaggiati?

Rientra nella categoria dei lavoratori molto svantaggiati:

  • chi è privo da almeno 24 mesi di impiego regolarmente retribuito
  • chi è privo da almeno 12 mesi di impiego regolarmente retribuito e appartiene a una delle categorie dei lavoratori svantaggiati.

Quali agevolazioni sono previste lavoratori svantaggiati e molto svantaggiati?

I lavoratori svantaggiati e molto svantaggiati hanno diritto a diverse agevolazioni all’assunzione, a seconda della categoria di appartenenza: ad esempio, chi assume un lavoratore over 50, disoccupato da almeno 12 mesi, o una donna disoccupata da almeno 6 mesi, appartenente a settori caratterizzati da un alto tasso di disparità uomo-donna o, ancora, una donna disoccupata da oltre 24 mesi, ha diritto a uno sgravio del 50% dei contributi Inps e Inail dovuti.

Ancora, i non diplomati, i disoccupati e gli appartenenti a settori caratterizzati da un alto tasso di disparità uomo-donna residenti nel Mezzogiorno possono beneficiare del bonus Sud, che dà diritto a chi li assume di ottenere uno sconto del 100% sui contributi Inps dovuti per un anno, anche se hanno compiuto i 25 anni.

Inoltre, qualunque sia l’agevolazione di cui fruiscono, il fatto di appartenere alle nuove categorie dei lavoratori svantaggiati e molto svantaggiati fa sì che il datore di lavoro che li assume non debba sottostare ai limiti “de minimis”, ossia ai limiti massimi relativi agli aiuti pubblici.

È necessario, tuttavia, tenere presente che il regolamento europeo in materia di compatibilità di alcune categorie di aiuti con il mercato pone tra le condizioni anche l’incremento occupazionale netto e la densità degli aiuti: questi vincoli devono essere, comunque, rispettati, anche se i destinatari delle agevolazioni risultano essere i lavoratori svantaggiati e molto svantaggiati.


note

[1] DM 17/10/2017.

[2] Reg. UE 651/2014.


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