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Pensioni: ecco l’Assegno di Garanzia per i giovani

13 Aprile 2017 | Autore:
Pensioni: ecco l’Assegno di Garanzia per i giovani

In attesa della riforma sulle pensioni, il Governo pensa all’introduzione dell’assegno di garanzia per le pensioni basse. Ecco come funzionerà.

Sul tema previdenziale il governo sta pensando all’introduzione dell’assegno di garanzia per integrare la pensione dei giovani, in particolare modo di tutti coloro che hanno iniziato a lavorare dopo il 31 dicembre 2015 e che vedranno la propria pensione calcolata interamente con il sistema contributivo, sicuramente più penalizzante rispetto ai metodi di calcolo retributivo o misto oggi utilizzati.

Assegno di Garanzia, come funziona?

Uno dei nodi da sciogliere in tema di riforma pensioni è indubbiamente quello che riguarda l’assegno pensionistico per i giovani. Coloro che vedranno calcolata la pensione con il sistema retributivo rischiano di andare in pensione con un assegno da fame.

Per prevenire questo rischio il governo sta valutando l’idea di introdurre l’assegno di garanzia, che andrà ad integrare la pensione maturata.
L’importo dovrebbe aggirarsi sui 500 euro da sommarsi all’assegno maturato, fino a raggiungere la soglia massima di 1.500 euro lordi al mese.
Per esempio un lavoratore che avesse maturato un assegno pensionistico di 450 euro calcolato in base ai contributi versati, grazie alla pensione di garanzia andrebbe a riscuotere 950 euro al mese.

L’erogazione sarebbe in ogni caso legato al rispetto di alcuni requisiti tra i quali l’età anagrafica, il possesso di un minimo di contribuzione effettiva (si parla di un minimo di 15 anni di contribuzione), il reddito Isee inferiore ad una certa soglia, parametri comunque ancora tutti da definire.

Gli importi soglia del contributivo

Un altro fattore che il governo deve affrontare è la questione degli importi soglia vigenti nel sistema contributivo e introdotti dalla Riforma Fornero.

In base a quanto previsto dalla normativa non si potrà smettere di lavorare fino a quanto non si raggiungerà un determinato livello di pensione.
Attualmente, questo valore è fissato a 2,8 volte il valore dell’assegno sociale pari, a valori 2017, a 1.250 euro lordi al mese, necessari per andare in pensione a 63 anni e 7 mesi.

Nel caso il cui la pensione sia pari a 1,5 volte il trattamento minimo (670euro), si potrà andare in pensione a 66 anni e 7 mesi e se questa soglia non viene raggiunta, bisognerà obbligatoriamente lavorare fino a 70 anni e 7 mesi, che con l’adeguamento alle speranze di vita, potrebbero diventare 73 anni.


note

Autore immagine: Pixabay.com


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