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Agevolazioni per chi assiste un disabile

13 febbraio 2018 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 13 febbraio 2018



Riconoscimento della figura del caregiver, detrazioni, assegno, permessi, contributi: nuovi benefici per chi assiste un familiare non autosufficiente.

Il Testo unico in materia di caregivers familiari ha introdotto nuove agevolazioni per chi assiste un disabile o un parente anziano ultraottantenne. Si tratta di assegni, detrazioni fiscali e contributi figurativi per assenze dal lavoro. Benefici mirati ad aiutare chi aiuta, per dirla con uno slogan, e che aumentano gli incentivi già contemplati dalla Legge 104.

Perché, in effetti, con il termine anglosassone caregiver si intende «colui che si prende cura», cioè la persona che assiste un familiare ammalato o disabile.

Avere in casa un parente bisognoso significa, a volte, dover fare i conti con il lavoro: continue richieste di permessi se non, addirittura, la rinuncia al proprio posto per garantire a quel familiare continua assistenza. Vediamo, allora, quali sono le agevolazioni per chi assiste un disabile previste dal Testo unico.

Chi può essere riconosciuto caregiver?

Come appena accennato, il caregiver è la persona che assiste un disabile o un soggetto, comunque, non autosufficiente, familiare e convivente, o affine entro il secondo grado o, ancora, un minore affidato.

I requisiti per essere riconosciuto caregiver sono:

  • essere convivente della persona disabile;
  • che l’assistito abbia una malattia, una disabilità, un’infermità e un’invalidità del 100%;
  • che la persona disabile abbia bisogno di assistenza globale e continua.

Quali detrazioni fiscali per chi assiste un disabile?

Il Testo unico, che comprende tre disegni di legge approvati in passato a favore di chi assiste un disabile, prevede un’ulteriore detrazione fiscale che si aggiunge a quelle già in vigore per chi si occupa di un parente non autosufficiente. Si tratta di una detrazione del 19% per le spese di assistenza fino ad un tetto di 10mila euro. Significa che si riuscirà a diminuire le tasse di un massimo di 1.900 euro.

A chi spetta la detrazione fiscale per chi assiste un disabile?

Ricordiamo che, fino all’entrata in vigore del Testo unico, la detrazione fiscale per le spese di assistenza spettavano a portatori di handicap o a persone non autosufficienti. Ora, invece, la detrazione fiscale interessa anche chi assiste un familiare di almeno 80 anni che abbia questi requisiti:

  • che sia un familiare entro il terzo grado di parentela;
  • che il familiare non abbia reddito;
  • che abbia un indice Isee inferiore a 25mila euro;
  • che sia convivente da almeno 6 mesi.

A chi spetta l’assegno per assistenza ad un disabile?

Chi assiste un disabile e non ha diritto alla detrazione fiscale del 19% su una spesa massima di 10mila euro perché supera le imposte dovute, ha diritto invece ad un assegno a titolo di rimborso spese pari a 1.900 euro l’anno erogato dall’Inps. I requisiti sono quelli appena visti, quindi:

  • assistere un familiare di almeno 80 anni;
  • che sia un familiare entro il terzo grado di parentela;
  • che il familiare non abbia reddito o che sia incapiente ai fini fiscali;
  • che sia convivente da almeno 6 mesi.

Quali diritti al lavoro per chi assiste un disabile?

Oltre alla detrazione fiscale e all’assegno da 1.900 euro per chi assiste un disabile con più di 80 anni, ci sono altre agevolazioni che riguardano il mondo del lavoro perché, come dicevamo all’inizio, ci sono delle situazioni in cui, per forza di cose, bisogna chiedere dei permessi o trovare una soluzione per avere una presenza costante a casa, accanto alla persona bisognosa, pur senza rinunciare al proprio posto.

Vediamo quali sono questi benefici rispondendo alle domande più frequenti.

Posso trasformare il contratto a tempo pieno in uno a part time?

Chi assiste un disabile entro il terzo grado di parentela ha diritto a chiedere la trasformazione del proprio contratto a tempo pieno in un contratto part time. Quest’ultimo non può superare:

  • il 50% del normale orario di lavoro: se, ad esempio, il suo contratto oggi prevede 40 ore settimanali, il part time non può essere di più di 20 ore);
  • la durata di 2 anni.

Ho diritto ai contributi figurativi per assistere un disabile?

Chi assiste un disabile, invalido al 100% ai sensi della Legge 104, ha diritto al riconoscimento dei contributi previdenziali figurativi equiparati a quelli del lavoro domestico per il periodo in cui presta assistenza al familiare portatore di handicap.

I contributi sono a carico dello Stato e vengono accreditati dal momento in cui viene riconosciuto l’handicap grave al parente assistito. Verranno sommati a quelli già versati dal datore di lavoro per avere accesso all’Ape sociale in qualità di caregiver.

Mentre assisto un disabile ho diritto al riconoscimento della malattia o dell’infortunio?

Che succede se chi assiste un disabile si ammala o soffre un infortunio? Ha diritto a qualche tipo di assistenza? Le nuove normative prevedono che lo Stato riconosca al caregiver delle tutele per la malattia professionale e un’assicurazione (sempre a carico dello Stato) per il rimborso delle spese sostenute durante il periodo di malattia o di infortunio.

Ho diritto al telelavoro per assistere un disabile?

Tra le agevolazioni per chi assiste un disabile, è previsto anche l’inserimento nelle categorie protette ai sensi di legge [1] per il riconoscimento del diritto al lavoro. In questo contesto, il caregiver ha diritto a ricorrere alla soluzione del telelavoro, che gli consente di restare attivo da casa e di avere la possibilità, dunque, di restare vicino alla persona da assistere.

Il suo datore di lavoro, dunque, è tenuto a garantirgli delle mansioni compatibili con il telelavoro.

Ho diritto alle ferie solidali per assistere un disabile?

La nuova normativa prevede per chi assiste un disabile l’accesso ad un fondo di ferie solidali che deve essere istituito all’interno delle aziende. Si tratta di una sorta di «serbatoio» in cui confluiscono giorni di ferie ed ore di permesso in eccedenza donate da altri lavoratori a favore dei caregivers.

Ho diritto ai permessi per assistere un disabile se sono collaboratore?

Chi non è un lavoratore dipendente ma ha un contratto di collaborazione ha diritto ai permessi retribuiti previsti dalla Legge 104 per assistere un disabile.

note

[1] Legge n. 68/1999.


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4 Commenti

  1. Volevo sapere a chi spwtta l’assegno di accompagnamento,al disabile o a chi si prende cura di lui, grazie

  2. Salve ho dovuto lasciare il mio lavoro per assistere mio figlio disabile grave otto anni fa.ora ho solo 18anni di contributi.posso chiedere i contributi figurativi?o non su ancora legge

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