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Le Guide L’arresto in flagranza di reato

Le Guide Pubblicato il 23 febbraio 2018

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Cos’è lo stato di flagranza? Qual è la differenza con gli arresti domiciliari? Cos’è la convalida? E l’interrogatorio di garanzia? Quando l’arresto è facoltativo?

In televisione, durante le notizie di cronaca dei telegiornali, sentiamo quotidianamente di persone arrestate per questo o per quel delitto. Individui ammanettati vengono caricati nelle volanti e poi condotti a tutta velocità verso i penitenziari. Non sempre, però, il linguaggio utilizzato dai mass media è corretto. Siamo sicuri di aver bene inteso cosa sia un arresto e cosa lo differenzia dai domiciliari? Approfondiamo l’argomento e vediamo cos’è l’arresto in flagranza di reato.

Misure cautelari: cosa sono?

Il procedimento penale è un lungo percorso che comincia nel momento in cui all’autorità competente (cioè, la procura della Repubblica) giunge la notizia di reato e termina con la sentenza (di assoluzione o di condanna) definitiva. In mezzo ci sono una serie molto lunga di vicende; elencarle tutte sarebbe impossibile, per questo possiamo riferirci, solo per esempio, all’informazione di garanzia, alla richiesta di archiviazione, all’udienza preliminare, al dibattimento, ecc.

Poiché il processo penale è molto lungo, la legge prevede alcune misure che l’autorità giudiziaria può utilizzare per evitare che l’imputato, nelle more del procedimento, possa sottrarsi alla giustizia oppure commettere altri fatti criminosi.

Si tratta delle misure cautelari, strumenti conosciuti anche nel processo civile e amministrativo (anche se in diverse forme, ovviamente). Le misure cautelari possono essere personali o reali (quando incidono sui beni dell’imputato) e servono a limitare la libertà dell’imputato (o dell’indagato, se si è ancora nella fase delle indagini preliminari).

Le misure cautelari vengono richieste dal magistrato del pubblico ministero per evitare che l’indagato/imputato possa rendere vano il procedimento, ad esempio dandosi alla fuga. Sulla richiesta si esprime il giudice il quale, se ritiene che sussistano i presupposti (le famose esigenze cautelari) [1], applica la misura alla persona indagata o imputata.

Le misure cautelari sono di diversi tipi: le più afflittive (cioè, le più limitative per la libertà dell’individuo) sono senz’altro la custodia cautelare in carcere [2] e gli arresti domiciliari [3], passando per l’obbligo di dimora[4] e il divieto di avvicinarsi ai luoghi frequentati dalla persona offesa [5].

Arresto in flagranza di reato e arresti domiciliari: qual è la differenza?

Abbiamo appena detto che tra le misure cautelari personali compare anche quella degli arresti domiciliari. Questi arresti, però, sono differenti dall’arresto in flagranza di reato. In comune v’è la privazione della libertà dell’arrestato; di diverso, però, ci sono i presupposti.

Mentre gli arresti domiciliari sono disposti dal giudice con ordinanza che prescrive all’imputato (o indagato) di non allontanarsi dalla propria abitazione o da altro luogo di privata dimora ovvero da un luogo pubblico di cura o di assistenza, l’arresto in flagranza di reato è eseguito direttamente dalla polizia giudiziaria, senza alcuna autorizzazione del giudice. Perché avviene questo? Spieghiamo meglio.

Flagranza di reato: cos’è?

L’arresto in flagranza di reato non è una misura cautelare vera e propria, bensì una sorta di misura pre-cautelare, cioè che anticipa l’eventuale misura cautelare comminata dal giudice.

Presupposto indispensabile dell’arresto di cui stiamo parlando è la flagranza di reato. Secondo la legge [6], è in stato di flagranza chi viene colto nell’atto di commettere il reato ovvero chi, subito dopo il reato, è inseguito dalla polizia giudiziaria, dalla persona offesa o da altre persone ovvero è sorpreso con cose o tracce dalle quali appaia che egli abbia commesso il reato immediatamente prima.

La flagranza di reato, quindi, presuppone una vicinanza temporale tra la commissione del reato e il tempo della cattura. Nel caso di persona colta con le mani nel sacco si parlerà di flagranza vera e propria; quando, invece, il reo è scoperto subito dopo oppure è inseguito, si parla di quasi-flagranza. In entrambi i casi, comunque, è possibile procedere all’arresto.

Arresto in flagranza di reato: per quali reati si procede?

La flagranza è elemento essenziale per procedere all’arresto, arresto che, tra l’altro, può essere eseguito non solo dalla polizia giudiziaria (poliziotti, carabinieri, guardia di finanza, ecc.) ma anche dal privato cittadino quando si tratta di delitti perseguibili d’ufficio. In questo caso, la persona che ha eseguito l’arresto deve senza ritardo consegnare l’arrestato e le cose costituenti il corpo del reato alla polizia giudiziaria, la quale redige il verbale della consegna e ne rilascia copia [7].

Tuttavia, non si può procedere all’arresto in flagranza per qualsiasi tipo di reato. Altra condizione, infatti, è che si tratti di un reato reputato grave dalla legge. La gravità è individuata in due modi: attraverso l’entità della pena astrattamente prevista per quel tipo di reato; mediante un elenco di ipotesi tipiche.

Dal primo punto di vista, la polizia giudiziaria procede all’arresto di chiunque è colto in flagranza di un delitto doloso, consumato o tentato, per il quale la legge stabilisce la pena dell’ergastolo o della reclusione non inferiore nel minimo a cinque anni e nel massimo a venti anni [8].

Di conseguenza, si potrà procedere all’arresto in flagranza per reati gravi come l’omicidio o la concussione, ma non per quelli come lesioni semplici o violenza privata.

Anche fuori dei casi sopra previsti, la polizia giudiziaria procede obbligatoriamente all’arresto di chiunque è colto in flagranza di uno dei seguenti delitti dolosi:

  • delitti contro la personalità dello Stato per i quali è stabilita la pena della reclusione non inferiore nel minimo a cinque anni o nel massimo a dieci anni (ad esempio, utilizzazione dei segreti di Stato);
  • delitto di violenza o minaccia ad un Corpo politico, amministrativo o giudiziario o ai suoi singoli componenti;
  • delitto di devastazione e saccheggio;
  • delitti contro l’incolumità pubblica per i quali è stabilita la pena della reclusione non inferiore nel minimo a tre anni o nel massimo a dieci anni (ad esempio, strage);
  • delitto di riduzione in schiavitù, prostituzione minorile, pornografia minorile e di iniziative turistiche volte allo sfruttamento della prostituzione minorile;
  • delitti di intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro;
  • delitto di violenza sessuale, esclusi i casi di minore gravità, e delitto di violenza sessuale di gruppo;
  • delitto di atti sessuali con minorenne;
  • delitto di furto aggravato;
  • delitti di furto in abitazione e furto con strappo;
  • delitto di rapina di estorsione;
  • delitto di ricettazione aggravata;
  • delitti di illegale fabbricazione, introduzione nello Stato, messa in vendita, cessione, detenzione e porto in luogo pubblico o aperto al pubblico di armi da guerra o tipo guerra o parti di esse, di esplosivi, di armi clandestine nonché di più armi comuni da sparo, escluse quelle espressamente consentite dalla legge;
  • delitti concernenti sostanze stupefacenti o psicotrope, salvo i casi di minore gravità;
  • delitti commessi per finalità di terrorismo o di eversione dell’ordine costituzionale per i quali la legge stabilisce la pena della reclusione non inferiore nel minimo a quattro anni o nel massimo a dieci anni;
  • delitti di promozione, costituzione, direzione e organizzazione di associazioni segrete o militari vietate dalla legge;
  • delitti di partecipazione, promozione, direzione e organizzazione dell’associazione di tipo mafioso;
  • delitti di maltrattamenti contro familiari e conviventi e di stalking;
  • delitti di promozione, direzione, costituzione e organizzazione della associazione per delinquere, se l’associazione è diretta alla commissione di più delitti fra quelli finora elencati;
  • delitti di fabbricazione, detenzione o uso di documento di identificazione falso;
  • delitti di promozione, direzione, organizzazione, finanziamento o effettuazione di trasporto di persone ai fini dell’ingresso illegale nel territorio dello Stato (immigrazione clandestina);
  • delitto di omicidio colposo stradale.

Arresto in flagranza di reato: se il delitto è punibile a querela?

I reati previsti dal nostro ordinamento si distinguono in reati procedibili d’ufficio e reati procedibili a querela di parte. Cosa significa?

Un reato è procedibile d’ufficio quando il procedimento penale contro il colpevole può essere intrapreso anche senza l’espressa volontà della persona offesa. In altre parole, davanti ad un reato procedibile d’ufficio non occorre che la vittima manifesti (con querela) la volontà di punire il colpevole: è sufficiente che la notizia dell’accadimento giunga alla procura o alla polizia giudiziaria perché comincino le indagini.

Nei reati procedibili a querela di parte, invece, affinché le autorità possano dar corso alla giustizia hanno bisogno del consenso della vittima, consenso da esprimersi mediante querela, orale o scritta che sia.

Ebbene, cosa succede se un reato procedibile a querela è anche tra quelli per i quali si può procedere all’arresto in flagranza?

La legge dice che quando si tratta di delitto perseguibile a querela, l’arresto in flagranza è eseguito se la querela viene proposta, anche con dichiarazione resa oralmente all’ufficiale o all’agente di polizia giudiziaria presente nel luogo. Se l’avente diritto dichiara di rimettere la querela, l’arrestato è posto immediatamente in libertà.

In buona sostanza, nell’ipotesi appena prospettata si fronteggiano due situazioni: da un lato, la gravità dell’illecito che giustifica l’intervento immediato delle forze dell’ordine; dall’altro, la valutazione (fatta a monte dalla legge) secondo cui si può procedere solo dietro espresso volere della vittima.

L’incontro tra le due esigenze di giustizia premia la celerità delle operazioni: la querela si intende sporta sul luogo del delitto, anche se resa oralmente senza alcuna formalità. Lo stesso accade se la persona offesa intende rimettere la querela, cioè ritirare il suo consenso: in questo caso, l’arrestato non può essere privato della libertà un secondo di più.

Arresto facoltativo in flagranza di reato: cos’è?

Nelle circostanze sopra esaminate la polizia giudiziaria deve procedere obbligatoriamente all’arresto: si parla, per l’appunto, di arresto obbligatorio in flagranza. In altre parole, davanti ad uno dei fatti sopra illustrati, le autorità devono per forza trarre in arresto l’autore.

La legge, però, contempla anche alcuni casi di arresto facoltativo in flagranza. Si tratta di ipotesi meno gravi, ove la polizia non è tenuta ad effettuare l’arresto. Secondo la legge, la polizia giudiziaria ha facoltà di arrestare chiunque è colto in flagranza di un delitto doloso, consumato o tentato, per il quale la legge stabilisce la pena della reclusione superiore nel massimo a tre anni ovvero di un delitto colposo per il quale la legge stabilisce la pena della reclusione non inferiore nel massimo a cinque anni [9].

Arresto facoltativo in flagranza di reato: per quali reati si procede?

Come per l’arresto obbligatorio in flagranza, anche per quello facoltativo la legge prevede una lunga lista di reati per i quali è possibile procedere alla restrizione della libertà dell’agente. Secondo il codice di procedura penale, la polizia giudiziaria ha altresì facoltà di arrestare chiunque è colto in flagranza di uno dei seguenti delitti:

  • peculato mediante profitto dell’errore altrui;
  • corruzione per un atto contrario ai doveri d’ufficio;
  • violenza o minaccia a un pubblico ufficiale;
  • commercio e somministrazione di medicinali guasti e di sostanze alimentari nocive;
  • corruzione di minorenni;
  • lesione personale;
  • violazione di domicilio;
  • furto semplice;
  • danneggiamento aggravato;
  • truffa;
  • appropriazione indebita;
  • offerta, cessione o detenzione di materiale pornografico;
  • alterazione di armi e fabbricazione di esplosivi non riconosciuti;
  • falsa attestazione o dichiarazione a un pubblico ufficiale sulla identità o su qualità personali proprie o di altri;
  • fraudolente alterazioni per impedire l’identificazione o l’accertamento di qualità personali;
  • delitto di lesioni colpose stradali gravi o gravissime previsto.

Come per l’arresto obbligatorio, anche per quello facoltativo, quando si tratta di delitto perseguibile a querela, può essere eseguito se la querela viene proposta, anche con dichiarazione resa oralmente all’ufficiale o all’agente di polizia giudiziaria presente nel luogo. Se l’avente diritto dichiara di rimettere la querela, l’arrestato è posto immediatamente in libertà.

In ogni caso, si può procedere all’arresto facoltativo in flagranza soltanto se la misura è giustificata dalla gravità del fatto ovvero dalla pericolosità del soggetto desunta dalla sua personalità o dalle circostanze del fatto.

Arresto in flagranza di reato: cosa succede?

Una volta che la polizia ha proceduto all’arresto ne deve dare immediata notizia al pubblico ministero del luogo ove l’arresto è stato eseguito. È preciso diritto dell’arrestato ricevere una comunicazione scritta, redatta in forma chiara e precisa e, se questi non conosce la lingua italiana, tradotta in una lingua a lui comprensibile, con cui viene informato dei suoi diritti, e cioè:

  • della facoltà di nominare un difensore di fiducia e di essere ammesso al patrocinio a spese dello Stato nei casi previsti dalla legge;
  • del diritto di ottenere informazioni in merito all’accusa;
  • del diritto all’interprete ed alla traduzione di atti fondamentali;
  • del diritto di avvalersi della facoltà di non rispondere;
  • del diritto di accedere agli atti sui quali si fonda l’arresto;
  • del diritto di informare le autorità consolari e di dare avviso ai familiari;
  • del diritto di accedere all’assistenza medica di urgenza;
  • del diritto di essere condotto davanti all’autorità giudiziaria per la convalida entro novantasei ore dall’avvenuto arresto;
  • del diritto di comparire dinanzi al giudice per rendere l’interrogatorio e di proporre ricorso per cassazione contro l’ordinanza che decide sulla convalida dell’arresto.

Qualora la comunicazione scritta di cui sopra non sia prontamente disponibile in una lingua comprensibile all’arrestato, le informazioni sono fornite oralmente, salvo l’obbligo di dare comunque, senza ritardo, comunicazione scritta all’arrestato o al fermato.

Dell’avvenuto arresto la polizia giudiziaria informa immediatamente il difensore di fiducia eventualmente nominato ovvero quello di ufficio designato dal pubblico ministero.

La polizia giudiziaria deve porre l’arrestato a disposizione del pubblico ministero al più presto e comunque non oltre ventiquattro ore dall’arresto, pena l’inefficacia dell’arresto. Entro il medesimo termine trasmette il relativo verbale, anche per via telematica, salvo che il pubblico ministero autorizzi una dilazione maggiore.

Il verbale contiene l’eventuale nomina del difensore di fiducia, l’indicazione del giorno, dell’ora e del luogo in cui l’arresto è stato eseguito e l’enunciazione delle ragioni che lo hanno determinato nonché la menzione dell’avvenuta consegna della comunicazione scritta o dell’informazione orale.

Gli ufficiali e gli agenti di polizia giudiziaria pongono l’arrestato o il fermato a disposizione del pubblico ministero mediante la conduzione nella casa circondariale o mandamentale del luogo dove l’arresto è stato eseguito [10].

Arresto in flagranza di reato: cos’è l’interrogatorio?

Una volta messo a sua disposizione, il pubblico ministero può procedere all’interrogatorio dell’arrestato, dandone tempestivo avviso al difensore di fiducia ovvero, in mancanza, al difensore di ufficio.

Durante l’interrogatorio, il pubblico ministero informa l’arrestato o il fermato del fatto per cui si procede e delle ragioni che hanno determinato il provvedimento comunicandogli inoltre gli elementi a suo carico e, se non può derivarne pregiudizio per le indagini, le fonti [11]. L’arrestato può avvalersi della facoltà di non rispondere.

Contrariamente a quanto si possa pensare, l’interrogatorio davanti al pubblico ministero è (anche) una forma di garanzia per l’arrestato: infatti, se risulta evidente che l’arresto è stato eseguito per errore di persona o fuori dei casi previsti dalla legge (quelli indicati nei paragrafi precedenti, per intenderci), il pubblico ministero dispone con decreto motivato che l’arrestato sia posto immediatamente in libertà.

La liberazione è altresì disposta prima dell’intervento del pubblico ministero dallo stesso ufficiale di polizia giudiziaria, che ne informa subito il pubblico ministero del luogo dove l’arresto è stato eseguito [12].

Arresto in flagranza di reato: cos’è la convalida dell’arresto?

Entro quarantotto ore dall’arresto il pubblico ministero, qualora non debba ordinare la immediata liberazione dell’arrestato, richiede la convalida al giudice per le indagini preliminari competente in relazione al luogo dove l’arresto è stato eseguito.

Il giudice fissa l’udienza di convalida al più presto e comunque entro le quarantotto ore successive dandone avviso, senza ritardo, al pubblico ministero e al difensore [13]. I termini devono essere rispettati a pena di inefficacia della’arresto.

L’udienza di convalida si svolge in camera di consiglio con la partecipazione necessaria del difensore dell’arrestato.

Quando risulta che l’arresto è stato legittimamente eseguito e sono stati osservati i termini di legge, il giudice provvede alla convalida con ordinanza. Contro l’ordinanza che decide sulla convalida, il pubblico ministero e l’arrestato possono proporre ricorso per cassazione.

Al contempo, il giudice, se ricorrono le condizioni di legge, dispone l’applicazione di una misura cautelare; in caso contrario, il giudice dispone con ordinanza la immediata liberazione dell’arrestato [14].

In poche parole, il giudice deve verificare la legittimità dell’arresto, e cioè che sia stato effettuato al ricorrere delle condizioni viste nei precedenti paragrafi. Se l’arresto è legittimo, lo convalida e, se c’è pericolo di fuga, di inquinamento delle prove o di reiterazione del reato, dispone una misura cautelare che limiti la libertà dell’arrestato: questa misura può essere, ad esempio, la custodia cautelare in carcere, oppure gli arresti domiciliari.

La restrizione della libertà cominciata con l’arresto in flagranza, pertanto, si prolungherà con l’emissione di un’unica ordinanza con la quale il giudice, contestualmente, convalida la misura pre-cautelare (l’arresto, cioè) e commina una misura cautelare.

note

[1]  Art. 274 cod. proc. pen.

[2] Art. 285 cod. proc. pen.

[3] Art. 284 cod. proc. pen.

[4]Art. 283 cod. proc. pen.

[5] Art. 282-ter cod. proc. pen.

[6] Art. 382 cod. proc. pen.

[7] Art. 383 cod. proc. pen.

[8] Art. 380 cod. proc. pen.

[9] Art. 381 cod. proc. pen.

[10] Art. 386 cod. proc. pen.

[11] Art. 388 cod. proc. pen.

[12] Art. 389 cod. proc. pen.

[13] Art. 390 cod. proc. pen.

[14] Art. 391 cod. proc. pen.

Autore immagine: Pixabay.com


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