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Lo sai che? Dichiarare il falso davanti al notaio: che succede?

Lo sai che? Pubblicato il 14 febbraio 2018

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> Lo sai che? Pubblicato il 14 febbraio 2018

Che succede se, davanti a un pubblico ufficiale come il notaio, si dice una bugia e questa viene riportata nell’atto pubblico? 

Immagina di avere un appuntamento dal notaio per stipulare un atto di acquisto o di vendita. Hai, dall’altro lato del tavolo, una persona che non conosci e con cui hai avuto pochi contatti se non quello della trattativa preliminare. Lui stesso ti ha portato dal suo notaio di cui anche poco sai. In prima battuta potresti essere portato a pensare che il notaio, in quanto soggetto terzo e imparziale, dovrebbe essere garante della correttezza dell’operazione e, quindi, anche delle veridicità delle dichiarazioni fornite dalle parti. Se, ad esempio, il venditore dovesse dichiarare che nell’immobile non sono presenti abusi edilizi o che non preesistono ipoteche o pignoramenti sarebbe difficile pensare che, davanti a un pubblico ufficiale, questi possa mentire, magari a rischio di commettere un reato. O addirittura potresti essere portato a pensare che lo stesso notaio abbia prima verificato la correttezza delle dichiarazioni delle parti. È davvero così? Che succede se si dichiara il falso davanti al notaio? Quali tutele prevede la legge? Di tanto si è spesso occupata la Cassazione [1].

Erroneamente si crede che le dichiarazioni proferite davanti al pubblico ufficiale siano necessariamente vere o che, se l’atto porta la firma del notaio, questi debba prima accertarsi della corrispondenza di tali attestazioni alla realtà. Non è così.

Il notaio non garantisce la veridicità delle dichiarazioni a lui rese. Né è responsabile se qualcuno, davanti a lui, dice il falso. Egli può garantire solo ciò di cui ha certezza e cioè che la persona ha dichiarato davanti a lui le cose riportate nell’atto e non altre cose.

Come ha più volte chiarito la giurisprudenza, il compito del notaio è solo quello di attestare un fatto storico, ossia la circostanza che, davanti a lui, si sono incontrati determinati soggetti hanno dichiarato determinate volontà o fatti. Il solo compito del notaio è verificare l’identità dei dichiaranti , ossia accertarsi che essi siano davvero coloro che risultano generalizzati in atti (e non, invece, loro sostituti spacciatisi per essi), oltre a dare certezza alla data di compimento dell’atto. Ma sul contenuto di tali dichiarazioni, sulle effettive intenzioni delle parti e sulla libertà di manifestazione di tale volontà il notaio non può essere garante. Cerchiamo di spiegarci meglio.

La stessa considerazione vale anche per la scrittura privata autenticata. Il pubblico ufficiale garantisce solo l’autenticità della firma e non la veridicità di quanto sottoscritto. Ricordiamo che la scrittura privata autenticata è un documento redatto dalle parti, nel quale però un notaio o altro pubblico ufficiale a ciò autorizzato attesta che la sottoscrizione è stata operata in sua presenza da persona della quale ha accertato l’identità. Invece l’atto pubblico è il documento redatto direttamente dal notaio o altro pubblico ufficiale a cui autorizzato il quale attesta che le dichiarazioni riportate nell’atto sono state fatte davanti a lui, in quella data, da persone di cui ha accertato l’identità.

Per tornare alla domanda iniziale: si può mentire davanti al notaio? La risposta è sì. Detto ciò si possono fare alcune considerazioni sulle conseguenze di tale norma e di cosa effettivamente rischia la parte in buona fede.

Se una persona va dal notaio per donare una casa a un’altra persona ma, in realtà, è stata prima minacciata di farlo, l’atto è annullabile nonostante il notaio abbia dichiarato la spontaneità dell’atto e l’assenza di costrizioni.

Se una persona che vende un immobile dichiara davanti al notaio che la casa è sì ipotecata ma che il debito è già stato saldato e che, pertanto, è in attesa di cancellazione dell’ipoteca, mentre ciò non corrisponde al vero, il notaio non ha alcuna responsabilità.

Se un tale dichiara che un assegno, consegnato davanti al notaio, è coperto e invece, una volta portato all’incasso, va protestato per il notaio non ci sono conseguenze sotto alcun profilo.

Gli esempi potrebbero continuare all’infinito, ma bisogna considerare un altro aspetto assai importante. Prima di un rogito di compravendita, il notaio è obbligato a fare gli accertamenti all’ufficio dei Registri immobiliari per verificare se l’immobile è libero da pesi, ipoteche, pignoramenti, sequestri, cause in corso e se è davvero di proprietà del venditore. Deve anche verificare che vi siano tutti i documenti necessari alla vendita come il certificato di abitabilità. In assenza di tali verifiche il notaio è responsabile e dovrà risarcire il danno a chi, invece, crede nella buonafede della controparte.

Solo se esonerato espressamente dalle parti, il notaio non è tenuto a effettuare tali controlli (magari perché i controlli sono già stati dalle parti o perché vi è piena fiducia tra queste).

Sintetizzando: è ben possibile mentire davanti a un notaio e che, di conseguenza, l’atto sia nullo o annullabile. Purtroppo, chi rimane incastrato dalla falsità proferite davanti al notaio non ha che rivolgersi al tribunale per chiedere tutela nei confronti della controparte contrattuale, ma non già nei confronti del professionista.

note

[1] Cass. sent. n. 21792/2015 del 27.10.2015.

Autore immagine Gratisography.com


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