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Lo sai che? Come cointestare il conto della società a un terzo

Lo sai che? Pubblicato il 17 febbraio 2018

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> Lo sai che? Pubblicato il 17 febbraio 2018

Se volessi versare una cifra di denaro, la cui provenienza è lecita e chiara su un conto corrente attualmente non intestato a me, ma a una società che mi ha nominato con un verbale di assemblea ad operare sul conto corrente attraverso la cointestazione e quindi riempimento dei moduli della banca è sufficiente dal proteggermi da eventuali rischi di perdita o blocco del mio denaro oppure devo avere qualche procura speciale esclusiva irrevocabile a tempo indeterminato e così facendo potrò operare solo io sul conto corrente e proteggere i miei soldi?

Da quel che pare di comprendere dal quesito, il conto corrente è ad oggi intestato solamente alla società e non al lettore.

Si consiglia, perciò, di verificare se ed in che modo la banca, sulla base delle clausole contenute nel contratto di conto corrente in essere, permette di cointestare a nome di un altro soggetto un contogià aperto.

Fino al momento in cui, infatti, il conto sarà intestato solo e soltanto alla società, se il lettore versasse sullo stesso (tramite bonifico o agendo sulla base di una semplice delega) delle somme di danaro di sua proprietà e non avesse nemmeno una delega, il versamento potrebbe anche essere considerato una sua donazione alla società in mancanza di una chiara causale (rischierebbe comunque poi che la somma da lui versata possa essere pignorata dai creditori della società con la necessità di agire ingiudizio per dimostrare la proprietà di quella somma e la sua estraneità alla società).

E d’altra parte per versare danaro di sua proprietà su un conto altrui (cioè quello della società finché il conto resta intestato soltanto alla società), il lettore dovrebbe essere autorizzato dalla società unica intestataria del conto (anche perché egli andrebbe a lucrare, su quella somma, degli interessi).

Fino al momento in cui, quindi, il conto non sarà cointestato (ammesso che l’operazione siapossibile sulla base del contratto di conto corrente in essere) il lettore potrà, se vorrà, ottenere una delega ad agire sul conto: la delega è in sostanza una procura con cui il titolare del conto (che resta unico titolare) dà facoltà ad un terzo di operare in rappresentanza del titolare.

Il delegato (nel nostro caso sarebbe il lettore) può effettuare tutte le operazioni previste dal contratto di conto corrente o solo una parte di esse (dipende appunto dal contenuto della delega e dipende anche dai limiti che alla delega possono essere dati in base a quello che prevede il contratto di conto corrente in essere).

Una volta che la delega sarà operativa (con il deposito della firma del delegato), il delegato potrà compiere le operazioni previste dalla delega stessa (ad esempio emettere assegni, versare contanti o titoli, prelevare, disporre bonifici ecc.) comunque, in ogni caso, sempre nel rispetto delle limitazioni previste dalla banca o dal titolare del conto.

Venendo al cuore del quesito, se il delegato volesse versare sul conto della banca denaro proprio, dovrebbe non solo essere autorizzato a far transitare sul conto danaro relativo ad operazioni estranee alla società, ma poi, per tutelare questa somma, dovrebbe indicare chiaramente nella causale del versamento la natura della somma versata ed il motivo specifico del versamento (per evitare che il suo denaro si confonda con quello giacente sul conto): in ogni caso resta il rischio che i creditori della società possano, aggredendo il conto, pignorare anche la somma versata da un soggetto estraneo il quale poi dovrebbe agire in giudizio per ottenerne lo sblocco.

Come si può notare, versare su un conto intestato ad altri denaro di un soggetto estraneo (anche se delegato) è comunque rischioso.

Se, invece, il lettore riuscisse ad ottenere dalla banca (con il consenso della società), di intestare anche a lui il conto già aperto, è bene ricordare che sui conti cointestati:

– nei rapporti interni (cioè tra i soggetti titolari del conto) vale la presunzione che le parti diciascuno si presumono uguali, cioè, in caso ad esempio di due titolari, che ciascuno di essi sia proprietario del 50% del saldo (salva prova contraria, salva cioè la prova che le somme giacenti abbiano una specifica provenienza e titolarità),

– mentre nei rapporti esterni (nei confronti cioè dei creditori) gli intestatari del conto si considerano debitori in solido dei saldi del conto (cioè debitori per l’itera giacenza) anche se hanno facoltà di operare separatamente sul conto.

Si noti che, sia in caso di delega, sia in caso di cointestazione del conto, la somma di proprietà del lettore che fosse versata sul conto in questione potrebbe sempre essere oggetto di azioni da parte dei creditori della società salvo poi toccare al lettore tutelarsi fornendo la prova, con apposita azione legale, della sua esclusiva proprietà della somma versata.

Articolo tratto dalla consulenza resa dall’avv. Angelo Forte


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