Diritto e Fisco | Articoli

Decreto Madia e contratti di collaborazione a progetto

17 febbraio 2018


Decreto Madia e contratti di collaborazione a progetto

> Diritto e Fisco Pubblicato il 17 febbraio 2018



I contratti di collaborazione a progetto rientrano nelle categorie di contratto previsti dal decreto Madia al fine di accumulare i 3 anni previsti anche non continuativi negli ultimi 8 per poter partecipare a concorsi dedicati? Quali sono i riferimenti specifici della normativa sui contratti di collaborazione a progetto ed eventuali sentenze in merito?

Nel quesito viene chiesto se “i contratti di collaborazione a progetto” rientrano nelle “categorie di contratti previsti dal decreto Madia al fine di accumulare i 3 anni anche non continuativi negli ultimi 8 anni”, al fine di poter partecipare ai concorsi dedicati.

Il riferimento al “Decreto Madia” è quello relativo al decreto legislativo 25 maggio 2017 n. 75 (in Gazz. Uff., 7 giugno 2017, n. 130). – Modifiche e integrazioni al decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, ai sensi degli articoli 16, commi 1, lettera a), e 2, lettere b), c), d) ed e) e 17, comma 1, lettere a), c), e), f), g), h), l) m), n), o), q), r), s) e z), della legge 7 agosto 2015, n. 124, in materia di riorganizzazione delle amministrazioni pubbliche (modifiche al T.U. pubblico impiego).

I punti salienti del suddetto decreto, sono indicati nell’art. 20, comma primo in relazione ai requisiti specifici della stabilizzazione prevista nel settore della Pubblica Amministrazione, nonché, al comma secondo del suddetto articolo, ove viene indicato come le amministrazioni potranno bandire procedure concorsuali riservate, in misura non superiore al 50% dei posti disponibili al personale non dirigenziale che abbia i seguenti requisiti:

a) risulti titolare successivamente alla data del 28.08.2015, di un contrato di lavoro flessibile presso l’amministrazione che bandisce il concorso;

b) abbia maturato alla data del 31.12.2017, almeno tre anni di contratto, anche non continuativi, negli ultimi otto anni, presso l’amministrazione che bandisce il concorso; obiettivo del “Decreto Madia” è quello di ridurre il precariato nella P.A.

Per precario s’intende il lavoratore che ha un contratto a termine o che abbia un contratto di lavoro parasubordinato nella P.A. da intendersi quale collaborazione coordinata e continuativa (co.co.co.) o figure similari come ad esempio i precedenti contratti di collaborazione a progetto (co.co.pro).

Altresì, si fa constare, che il piano straordinario di stabilizzazione secondo quanto presente sino ad oggi interesserà il triennio 2018-2020; il percorso che comunque è stato tracciato è abbastanza chiaro almeno all’attualità:

– stabilizzazione dei dipendenti in possesso di almeno tre anni (secondo i contratti sopra menzionati) anche non continuativi, negli ultimi 8 anni;

– procedure concorsuali riservate a chi si trova già collocato con un contratto a tempo determinato nella P.A., su tale ultimo aspetto si parla del 50% di posti disponibili che saranno banditi per il tramite dei concorsi sempre tenuto conto delle disponibilità e dei fabbisogni delle Pubblica Amministrazione.

Resta ben inteso – giova il ribadirlo – che tali passaggi dovranno avvenire, secondo quanto stabilito dal decreto n. 75/2017, in una programmazione di sperimentazione triennale.

È importante altresì, che i requisiti specifici, di cui all’art. 20, comma primo, (sopra indicato), dovranno essere maturati al 31.12.2017.

Ciò posto, le assunzioni presso la Pubblica Amministrazione, secondo il “decreto Madia”, oltre a tener conto dei requisiti specifici (art. 20, comma primo) nonché della destinazione dei posti di cui al comma secondo del predetto articolo, i lavoratori precari, potranno ambire al posto fisso per il tramite delle procedure già indicate dal TU del Pubblico Impiego, ma con l’aggiunta per gli enti che assumono, di riservare il 20% dei posti previsti per gli interni senza concorso pubblico e la possibilità di richiedere tra i requisiti previsti specifici profili o livelli di inquadramento, il possesso del titolo di dottore di ricerca, che comunque dovrà essere valutato.

In conclusione, il “Decreto Madia” non aprirà delle assunzioni per tutti, considerate le varie indicazioni e le limitazioni previste, ma eppur vero che il piano straordinario coprirà il triennio 2018-2020 ed andrà a ridurre, seppur in parte, il problema del precariato.

Infine, per quanto sopra esplicitato, tenuto conto del d.lgs. n. 75/2017 nonché di quanto esposto dal lettore, quest’ultimo potrà puntare alla stabilizzazione straordinaria prevista considerato che tra i requisiti è interessato anche il contratto di collaborazione a progetto (vecchi co.co.pro).

In riferimento ad eventuali sentenze, trattandosi di un argomento introdotto di recente non vi sono precedenti ad oggi.

Articolo tratto dalla consulenza resa dall’avv. Paolo Florio

Per avere il pdf inserisci qui la tua email. Se non sei già iscritto, riceverai la nostra newsletter:

Informativa sulla privacy
DOWNLOAD

ARTICOLI CORRELATI

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema. Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 



NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI