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È legale intercettare e registrare telefonate altrui?

17 febbraio 2018


È legale intercettare e registrare telefonate altrui?

> Diritto e Fisco Pubblicato il 17 febbraio 2018



Come posso ascoltare telefonate di un altro cellulare e registrare le telefonate in arrivo e partenza di mia moglie?

È necessaria una premessa: intercettare le chiamate di altre persone senza consenso costituisce reato. L’art. 615-bis del codice penale punisce con la reclusione da sei mesi a quattro anni chiunque, mediante l’uso di strumenti di ripresa visiva o sonora, si procura indebitamente notizie o immagini attinenti alla vita privata di una persona. Ma v’è altro. Oltre al rischio di una querela e di dover, poi, pagare il risarcimento del danno, le prove così ottenute non potranno essere utilizzate in nessun tribunale, in quanto illecitamente raccolte.

In Italia solo il pubblico ministero, dietro autorizzazione del giudice per le indagini preliminari, può procedere ad intercettare le conversazioni altrui, entro stretti limiti temporali (quindici giorni, prorogabili) e solo con le apparecchiature della procura o della polizia giudiziaria.

Detto questo, bisogna distinguere tra: ascolto e registrazione delle chiamate effettuate da cellulare diverso dal proprio; registrazione delle chiamate, in entrata e in uscita, del proprio cellulare. Quest’ultima ipotesi è perfettamente legale: la registrazione di una conversazione tra presenti e all’insaputa di questi, così come quella di una telefonata con un’altra persona ignara di essere registrata, non costituisce reato né lesione della privacy. Questo perché, secondo la Corte di Cassazione (Cass. sent. n. 16886/2007), la registrazione non farebbe altro che fissare, su una memoria elettronica, ciò che è già dell’interlocutore, in quanto da lui già captato. Insomma, la registrazione su supporto digitale, magnetico, ecc. non è altro che l’immagazzinamento di un fatto storico a cui si è già partecipato direttamente. Ciò che invece è vietato è la diffusione della conversazione (cod. privacy art. 13, comma 5, lett. b): per esempio, farla ascoltare a terzi o pubblicarla su internet sarebbe un illecito punibile penalmente. Per la pubblicazione della conversazione è necessario il consenso di tutti coloro che vi hanno partecipato (e non solo di uno). Inoltre, la registrazione di una conversazione o di una telefonata è sempre ammessa ed utilizzabile giudizialmente, anche se l’interlocutore ne sia totalmente all’oscuro: si pensi a quanti registrano le chiamate ricevute da uno stalker oppure da altro malintenzionato.

Esistono diversi modi per registrare una telefonata all’insaputa dell’interlocutore, ma non sono agevoli e di immediato utilizzo. Questo perché quasi tutti gli smartphone impediscono di memorizzare le voci durante una conversazione telefonica. La ragione sta nel fatto che le leggi sulla privacy ne vietano l’uso. Per cui, chi gestisce le piattaforme mobile non consentono la pubblicazione di tali applicazioni sui propri store virtuali.

Un sistema pratico è quello di utilizzare il vivavoce e registrare con un altro apparecchio (cioè con un registratore esterno). Se invece si “sblocca” il telefonino è possibile utilizzare app che consentono questa attività: Whooming, ad esempio, fornisce un servizio a pagamento che registra la voce dell’interlocutore.

Per quanto riguarda, invece, la captazione e registrazione di conversazioni effettuate da altro cellulare, sebbene tale operazione costituisca reato come sopra detto, essa è resa possibile da una serie di software (definiti “di monitoraggio”) e app facilmente reperibili in rete. Tra i più comuni per i sistemi Android c’è Call Recorder: la versione base è gratuita e permette di registrare fino ad un minuto di conversazione. Il software registra le conversazioni, in entrata e in uscita, effettuate dal cellulare su cui è stato installato senza che il suo proprietario se ne accorga: l’app non dà segnali ed è assolutamente “silenziosa”. La registrazione si può ascoltare da quel cellulare oppure può essere inviata ad un altro dispositivo tramite Bluetooth, e-mail, ecc.

Tra i “software di monitoraggio definitivo per il controllo parentale” c’è mSpy: controlla e monitora altri cellulari e registra telefonate o messaggi, rintraccia la posizione dello smartphone su cui è installata, controlla le chat, le foto o i video memorizzati o condivisi ed anche la cronologia web, le conversazioni via Skype e le e-mail. L’app è compatibile con Android, iOS, computer Windows e Mac OS. Il software consente il controllo remoto di alcune funzioni ed il blocco a distanza di app, siti web e perfino del dispositivo spiato.

Flexispy registra di nascosto l’attività dello smartphone: chiamate, messaggi, chat su Facebook o su Whatsapp, conversazioni su Skype, e-mail e molto altro; è inoltre in grado di geolocalizzare il cellulare. Spyrix, invece, oltre a rilevare messaggistica ed attività sui social network, è in grado di monitorare la tastiera. Altre applicazioni sono Spymaster Pro e TheTruthSpy, sostanzialmente simili a quelle già illustrate.

Si ribadisce quanto detto in premessa: le intercettazioni sono illegali. Costituisce reato ascoltare le chiamate di altri apparecchi telefonici. Non lo è, invece, registrare le chiamate verso il proprio numero. Pertanto, si sconsiglia nella maniera più assoluta l’utilizzo di questi sistemi in quanto illeciti e deleteri, le cui prove non possono essere utilizzate in vista di un futuro giudizio.

Articolo tratto dalla consulenza resa dall’avv. Mariano Acquaviva



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