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Cosa fare per il preavviso di ipoteca su immobile venduto?

17 febbraio 2018


Cosa fare per il preavviso di ipoteca su immobile venduto?

> Diritto e Fisco Pubblicato il 17 febbraio 2018



Ho ricevuto da Equitalia un preavviso d’iscrizione ipoteca più di 30 giorni fa ma l’immobile su cui intendono iscriverla è un box da me venduto 24 anni fa assieme all’appartamento di pertinenza (risulta ancora per errore a me intestato al registro dell’agenzia delle entrate ). Devo fare ricorso in commissione tributaria o esiste altra via per annullare l’ipoteca? Volendo chiedere la rateizzazione mi verrebbe negata in presenza di ipoteca?

Considerato che l’immobile al quale si riferisce il preavviso di ipoteca non appartiene attualmente al lettore, questi potrebbe presentare ricorso avverso il preavviso di ipoteca con ottime possibilità di successo nonché – manon è certo, considerata la discrezionalità esercitata di fatto dai giudici su questo punto – la condanna diEquitalia (attualmente Agenzia delle Entrate – Riscossione) al pagamento delle spese in favore dello stesso.

In ogni caso – e per ridurre i tempi di attesa circa la definizione della questione relativa al preavviso di ipoteca – il lettore potrebbe recarsi presso gli uffici di Equitalia, esibendo la documentazione che dimostral’appartenenza dell’immobile ad un altro soggetto, al fine di indurre lo stesso ente addetto alla riscossione anon iscrivere l’ipoteca su quel bene.

Quanto alla rateazione – che, giova ricordare, permetterebbe al lettore di estinguere il debito e quindi di evitare un’eventuale, successiva ipoteca, questa volta su un bene immobile che effettivamente le appartiene – questa può essere certamente richiesta entro trenta giorni dalla comunicazione del preavviso di ipoteca, così da evitare la relativa iscrizione.

Nel caso specifico, il predetto termine è già scaduto, dunque restano al lettore due possibilità per evitare l’iscrizione di ipoteca:

1) presentare l’istanza di rateazione prima che l’ipoteca venga iscritta;

2) pagare spontaneamente una parte del debito, così da ridurlo a meno di 20.000 euro, soglia al di sottodella quale l’Agenzia delle Entrare – Riscossione non può iscrivere ipoteca.

Articolo tratto dalla consulenza resa dall’avv. Massimo Coppin

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