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Lo sai che? Fondo patrimoniale: quanto incide il trasferimento di residenza

Lo sai che? Pubblicato il 17 febbraio 2018

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> Lo sai che? Pubblicato il 17 febbraio 2018

Sono sposata in separazione di beni con figlia. Abbiamo vissuto in una casa pervenuta a mio marito da donazione. La donazione ha beneficiato delle agevolazioni fiscali prima casa. Mio marito ha voluto costituire un fondo patrimoniale con l’immobile donato. Ho acquistato un appartamento in un altro Comune, sede anche del mio lavoro (e di quello di mio marito). Ho beneficiato delle agevolazioni prima casa perchè non possiedo immobili e l’immobile in questione si trova appunto in un comune  diverso da quello di mio marito e dove ancora tutti noi  3 risiediamo. Ora, entro la fine dell’anno devo spostare la mia residenza e comunque andremo ad abitare tutti e tre in questo nuovo appartamento. Mio marito però vuole mantenere la sua residenza nella precedente casa. Vorrei sapere se il fondo patrimoniale crea problemi al trasferimento della mia residenza. La tari dovrà quindi essere adeguata agli effettivi residenti delle due unità? Per l’agenzia delle entrate dobbiamo fare particolari comunicazioni?

Nel rispondere al quesito occorre dire che:

– un fondo patrimoniale (con il conferimento in esso di immobili) non cessa di esistere seviene successivamente trasferita la residenza anagrafica dei proprietari (e/o degli occupanti)degli immobili che ne formano oggetto;

– parallelamente la costituzione del fondo patrimoniale non impone ai proprietari (e/o agli occupanti) dei beni immobili in esso conferiti di mantenere in essi la loro residenza anagrafica.

A maggior comprensione di quanto appena indicato, può dirsi che:

– ai sensi dell’articolo 171 del codice civile la destinazione del fondo patrimoniale termina a seguito dell’annullamento o dello scioglimento o della cessazione degli effetti civili del matrimonio (divorzio, in sostanza); se vi sono figli minori il fondo dura fino al compimento della maggiore età dell’ultimo figlio, mentre se non vi sono figli per la cessazione del fondo patrimoniale si applicano le norme sullo scioglimento della comunione legale;

– ai sensi dell’articolo 169 del codice civile, se non è stato espressamente consentito nell’atto di costituzione, non si possono alienare, ipotecare, dare in pegno o comunque vincolare beni del fondo patrimoniale se non con il consenso di entrambi i coniugi e, se vi sono figli minori, con l’autorizzazione concessa dal giudice nei soli casi di necessità od utilità evidente.

Per quanto concerne il trasferimento della residenza, essa è sicuramente possibile: non c’è infatti alcuna norma che imponga al proprietario o ai membri della famiglia del proprietario di avere la propria residenza anagrafica nell’immobile che sia stato conferito in un fondo patrimoniale.

Occorre, però, su un altro piano verificare se ricorrono gli estremi per la decadenza dei benefici fiscali “prima casa”.

In effetti, per non perdere i benefici fiscali della cosiddetta “prima casa” colui il quale li ha richiesti e ne ha fruito (nel caso del marito della lettrice per averla ricevuta in donazione) non deve rivendere o donare l’abitazione prima del decorso di cinque anni dalla data in cui l’ha ricevuta in donazione.

Da ciò che la lettrice scrive nel suo quesito non pare che vi sia questa intenzione in quanto suo marito resterà a risiedere nell’appartamento ricevuto in donazione e non ha nemmeno l’intenzione divenderlo o donarlo (non ci sarà, pertanto, alcuna decadenza dai benefici fiscali “prima casa” che saranno salvi).

Articolo tratto dalla consulenza resa dall’avv. Angelo Forte


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