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Quale pignoramento a un nullatenente?

17 febbraio 2018


Quale pignoramento a un nullatenente?

> Diritto e Fisco Pubblicato il 17 febbraio 2018



Lo Stato mi ha chiesto indietro delle somme percepite illegittimamente. Non ho contestato e ora è arrivata la cartella esattoriale. La mia situazione patrimoniale è allegata alla domanda. Cosa possono farmi?

Da quel che quest’ultimo riferisce, però, la sua situazione patrimoniale non è tale da poter procedere alla restituzione della somma richiesta.

Difatti, il lettore afferma che:

  • – è dipendente privato, quasi prossimo alla pensione;
  • – è separato con due figli a cui destina buona parte del suo stipendio a titolo di mantenimento;
  • – ha comprato casa con i soldi ottenuti precedentemente dal MEF e corrisponde euro 250,00 mensili a titolo di mutuo.

Si ritiene, pertanto, che la sua situazione patrimoniale sia quella sopradescritta e quindi non possiede altri beni, come ad esempio depositi bancari. Si presume, altresì, sempre in base alla sua descrizione, che la casa acquistata dal lettore sia l’unico bene immobile di sua proprietà e che lo stesso abbia in tale abitazione la residenza.

Per quanto riguarda la casa di proprietà del lettore, l’Ente riscossore non può procedere a pignoramento se:

  • – il bene in questione è l’unico immobile di proprietà del lettore e non appartenente alle categorie catastali A/8 o A/9;
  • – è adibito a civile abitazione;
  • – la residenza del lettore è fissata in tale immobile.

Potrà, invece, dato che il debito è superiore ad euro 20.000 iscrivere l’ipoteca sull’immobile del lettore a garanzia del credito vantato. Dunque, l’immobile, sempre se sono soddisfatti i requisiti di cui sopra, è al sicuro da un eventuale pignoramento.

Per quanto riguarda lo stipendio da lavoratore dipendente, invece, Agenzia delle Entrate – Riscossione può procedere ad effettuare un pignoramento presso terzi. In ogni caso, anche in questa seconda ipotesi, occorre specificare che il c.d. pignoramento presso terzi, ovvero verso il datore di lavoro del lettore, non può essere incondizionato ma deve sottostare a determinati limiti, soprattutto quantitativi.

In particolare, tenuto conto delle somme che il lettore già versa a titolo di mantenimento e a titolo di restituzione del mutuo, l’Ente riscossore potrà pignorare un quinto dello stipendio dello stesso.

Anche in tale ipotesi, comunque, una parte dello stipendio risulta intoccabile da parte del soggetto pignorante nel limite dell’importo pari all’assegno sociale aumentato della metà, ovvero 448,07 euro + 224,03euro per un totale di 672,10 euro. Dunque sarà pignorabile solo la somma eccedente l’importo di Euro 672,10 e comunque nei limiti di un quinto dello stipendio.

Per conoscere l’importo pignorabile occorrerà, pertanto, procedere ad un calcolo matematico sulla base del suo stipendio decurtato dalle somme dovute a restituzione del mutuo e di quelle dovute a titolo di mantenimento.

In ogni caso, l’Ente riscossore potrà sempre pignorare anche altre somme che il datore di lavoro deve al lettore, come ad esempio quelle a titolo di trattamento di fine rapporto.

 

Articolo tratto dalla consulenza resa dall’avv. Domenico Sannella

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