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Giardino privato abbandonato: entrare è reato

15 Feb 2018 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 15 Feb 2018



Violazione di domicilio e invasione di terreni: i reati di chi fa ingresso in un giardino o in una casa abbandonata.

Si può entrare impunemente in un giardino privato abbandonato? Può capitare che, per curiosità o per necessità (il classico frisbee andato troppo oltre), ci si introduca nel giardino di una casa altrui. Cosa prevede la legge in questi casi? Si può essere responsabili del reato di violazione del domicilio? Cosa può fare il proprietario nel caso in cui si accorga che qualcuno si è introdotto nella propria abitazione o anche solamente nel giardino?

Entrare in giardino privato abbandonato è reato?

Rispondiamo subito: entrare in un giardino privato abbandonato è reato. Perché? È presto detto.

Bisogna innanzitutto partire da una premessa: un immobile, anche se abbandonato, non può mai essere di nessuno. La titolarità resta sempre in capo a chi risulta esserne intestatario dai registri immobiliari. Questo perché la proprietà non cade mai in prescrizione.

È però vero che, se insieme al “non uso” da parte del titolare, vi è anche l’uso, per almeno venti anni, da parte di un altro soggetto: se questi si è comportato come se fosse l’effettivo proprietario, si verifica l’usucapione, ossia il trasferimento della titolarità in capo a quest’ultimo.

Se poi il proprietario è morto e non ha lasciato eredi, l’immobile passa automaticamente nella titolarità dello Stato.

Dunque, non è mai possibile che un terreno (o una casa) non abbia un proprietario: questi potrà agire nei confronti di chi si sia introdotto nella sua proprietà senza autorizzazione. Ma quali sono le conseguenze cui va incontro chi entra in un giardino privato abbandonato?

Entrare in giardino privato abbandonato: quando è reato?

Chi entra in un giardino privato abbandonato rischia di incorrere nel reato di violazione di domicilio, ma non sempre. Secondo la legge, chi, temporaneamente, si introduce in una casa abbandonata, o nelle relative pertinenze (come il giardino), non commette reato di violazione di domicilio [1]: l’illecito penale, infatti, scatta solo quando il proprietario eserciti sull’immobile un uso attuale.

Secondo la giurisprudenza, però, l’attualità dell’uso non viene meno in ragione dell’assenza, più o meno prolungata nel tempo, dell’avente diritto [2]. Ciò significa che il proprietario che si sia allontanato di casa per una vacanza, per una trasferta di lavoro o per un periodo più lungo continua a conservare l’uso della proprietà.

Sempre la Corte di Cassazione ha detto che il domicilio è tutelato anche quando l’occupazione della proprietà da parte del titolare sia saltuaria, anche con notevoli intervalli di assenza, secondo le esigenze inerenti all’attività del titolare medesimo (si pensi ad un lavoro stagionale) [3].

Dunque non c’è violazione di domicilio solo se la proprietà è stata definitivamente abbandonata e non viene più usata; invece se è abitata solo saltuariamente, il reato rimane.

Il reato di violazione di domicilio si può commettere non solo nei confronti del proprietario, ma anche nei confronti di chi eserciti, sull’immobile, un altro legittimo diritto, come l’usufruttuario o l’enfiteuta.

Come abbiamo detto, il reato di violazione del domicilio scatta anche se l’invasore non si introduce in casa, ma resta nelle pertinenze vicine, come il box auto, la rimessa, la cantina esterna o, per l’appunto, il giardino.

Entrare in giardino privato abbandonato: è reato di invasione di terreni?

Se non si integra il reato di violazione di domicilio potrebbe scattare il diverso reato di invasione di terreni o edifici [4], ma perché ciò avvenga non è sufficiente la semplice introduzione per pochi minuti o, comunque, per un tempo limitato, ma è necessaria una vera e propria invasione allo scopo di occupare il giardino o di trarne profitto.

Dunque il reato si integra solo in caso di accesso nell’altrui immobile che non deve essere del tutto momentaneo, ma che, tuttavia, non richiede una protrazione per un periodo di tempo definito.

Il proprietario dell’immobile ha tre mesi di tempo per poter sporgere la querela nei confronti del responsabile. Ma attenzione: i tre mesi non decorrono dal giorno in cui è avvenuta la condotta illecita, ma da quando la vittima ne è venuta a conoscenza.

Entrare in giardino privato abbandonato: non sempre è reato

Sintetizzando quanto abbiamo appena detto, chi si vuole introdurre in una casa, una fabbrica, un ufficio o un giardino abbandonato senza commettere reato, deve rispettare le seguenti regole:

  • deve accertarsi che l’immobile sia stato effettivamente abbandonato e non sia solo momentaneamente libero per via dell’assenza provvisoria del proprietario;
  • non deve permanere per troppo tempo all’interno della proprietà con lo scopo di impossessarsene;
  • non deve rompere la resistenza di cancelli, chiavi o lucchetti.

Entrare in giardino privato abbandonato: spetta il risarcimento?

Anche se non scatta alcun reato nel momento in cui ci si introduce nel giardino privato abbandonato, questo non toglie che si possa essere tenuti a risarcire il danno. Infatti, come abbiamo detto in apertura, poiché ogni immobile ha sempre un proprietario, quest’ultimo ha la possibilità di agire nel caso in cui abbia subito un pregiudizio dall’altrui invadenza.

In questo caso, il risarcimento spetta anche se il giardino è stato definitivamente abbandonato e non più posseduto, ma è necessaria la prova di un danno effettivo e concreto. Non è legittimo chiedere il risarcimento né per questioni di puro principio (ossia per il semplice fatto di essersi intrufolati senza la dimostrazione che da ciò ne sia derivato un danno), né qualora venga distrutto un oggetto privo di alcun valore.

note

[1] Art. 614 cod. pen.

[2] Cass., sent. n. 21062/2004 del 05.03.2004.

[3] Cass., sent. del 21.12.1960.

[4] Art. 633 cod. pen.

Autore immagine: Pixabay.com


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