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Fac-simile risposta a lettera di diffida


> Moduli Pubblicato il 15 febbraio 2018



Cos’è la diffida? E la messa in mora? Qual è la differenza? Ecco un modello per rispondere a una diffida e per diffidare a propria volta.

Quante volte ci si rivolge ad un avvocato per chiedere di inviare una lettera per lamentarsi di un disservizio oppure per intimare al debitore di adempiere il prima possibile? Il libero professionista raccoglie tutte le informazioni utili a ricostruire la vicenda e spedisce la propria missiva alla controparte.

Capita spesso, però, anche il contrario, cioè di doversi rivolgere ad un legale per fornire una risposta a una lettera di diffida. Con questo articolo cercheremo di capire la differenza tra diffida e messa in mora e forniremo un fac-simile di risposta a lettera di diffida.

Lettera di diffida: cos’è?

Prima di fornire un fac-simile di risposta a lettera di diffida, vediamo cos’è la diffida.

La lettera di diffida è un atto con cui si invita la controparte a cessare dal comportamento lesivo dei diritti altrui. Nella lingua italiana, infatti, diffidare significa sia non fidarsi di qualcuno (in questo caso il verbo è seguito dalla preposizione “di”: ad esempio, “diffida delle imitazioni”, cioè non fidarti delle imitazioni), sia ammonire una persona, avvertendola di non tenere più quel comportamento (in questo caso il vero è seguito dalla preposizione “da”: ad esempio, diffidare dal commettere un reato).

In quest’ultima accezione, quindi, la lettera di diffida consiste in un invito, rivolto a una persona, ad astenersi da un determinato comportamento o dal compiere una determinata attività, avvertendola delle conseguenze che possono derivare dalla sua inadempienza all’invito. Ma non è l’unico significato che può darsi alla diffida.

Lettera di diffida ad adempiere: cos’è?

Il codice civile attribuisce un altro significato alla diffida: nei rapporti contrattuali, la lettera di diffida è un’intimazione scritta rivolta alla parte inadempiente di rispettare i propri impegni entro un determinato termine (di solito non inferiore a quindici giorni), con dichiarazione che, decorso inutilmente il termine, il contratto si intenderà risolto [1]. In altre parole, si tratta di un vero e proprio ultimatum, scaduto il quale la parte rispettosa degli impegni contrattuali potrà chiedere la risoluzione del contratto (cioè lo scioglimento dell’accordo) e il risarcimento dei danni.

Messa in mora: cos’è?

Diverso è il significato della messa in mora. Secondo il codice civile, il creditore può mettere in mora il debitore quando questi non adempia nel termine stabilito dall’accordo [2]. Pertanto, quando il ritardo nell’adempimento è imputabile al debitore e il credito è esigibile (cioè, può essere concretamente preteso), il creditore può, con atto scritto, mettere in mora il debitore. La messa in mora comporta degli effetti ben precisi:

  • Il debitore è tenuto a risarcire i danni derivanti dal ritardo nell’adempimento [3];
  • nelle obbligazioni aventi ad oggetto somme di danaro, sono dovuti, dal giorno della mora, gli interessi legali;
  • la prescrizione si interrompe [4];
  • il debitore in mora non è liberato dalla sopravvenuta impossibilità della prestazione derivante da causa a lui non imputabile [5]. In altre parole, significa che il debitore in ritardo nell’adempimento, se costituito in mora, non sarà liberato dalla sua obbligazione nemmeno se la prestazione che è tenuto a dare (ad esempio, un prezioso vaso) viene meno per una causa a lui non imputabile (continuando l’esempio, un terremoto fa cadere il vaso, infrangendolo in mille pezzi). L’unica prova liberatoria che il debitore può fornire è che l’oggetto della prestazione sarebbe ugualmente perito anche se fosse stato già tra le mani del creditore.

Risposta a lettera di diffida: modello

Chiarito cosa debba intendersi per lettera di diffida, nel box in fondo all’articolo si troverà un fac-simile di risposta utile a quanti abbiano ricevuto una diffida da parte di un avvocato.

Poiché il contenuto varia a seconda dell’oggetto della lettera di diffida ricevuta, il modello proposto immagina di rispondere ad una diffida nel senso più stretto del termine, cioè ad un avvertimento dal cessare di mantenere una condotta illecita.

Di conseguenza, si è ipotizzato di rispondere ad una lettera di diffida con la quale si invita a rispettare le ore di riposo condominiali. Nomi, indirizzi e situazioni sono di pura fantasia.

Risposta a lettera di diffida: spiegazione del fac-simile

Come si può evincere dal breve fac-simile di risposta a lettera di diffida sotto riportato, non occorre seguire alcuna formalità precisa: è sufficiente riferirsi alla lettera di diffida ricevuta (indicandone, eventualmente, la data) e illustrare sinteticamente le proprie ragioni. Al termine, è possibile diffidare a propria volta dall’invio di ulteriori lettere.

È sempre opportuno che la risposta a lettera di diffida venga spedita a mezzo raccomandata con avviso di ricevimento, in modo tale da essere certi che il destinatario l’abbia ricevuta.

Egr. Avv. Tizio

Via Mario Rossi, 1

00100 – Roma

Racc. a/r

Oggetto: Risposta a Sua lettera di diffida del 01.01.2018 per conto del Sig. Caio.

Preg.mo Avvocato,

il sottoscritto, in riferimento alla situazione da Lei rappresentata nella lettera di diffida di cui all’oggetto, con la presente intende significarLe quanto di seguito specificato.

Le ragioni addotte dal Suo cliente, Sig. Caio, sono totalmente infondate. I “rumori” provenienti dal mio appartamento sono pienamente rispettosi degli orari stabiliti dal regolamento condominiale, in quanto hanno luogo ben oltre le 16.00 e non si protraggono per più di due ore. Si specifica, peraltro, che non si tratta di un ingiustificato strepito, ma del suono di un pianoforte al quale si esercita mia figlia sotto la direzione di un insegnante.

Dubito, poi, che il Sig. Caio possa avvertire alcunché, atteso che il mio appartamento si trova al primo piano dell’edificio mentre quello  del Suo assistito al quinto.

Con La presente, oltre a rispondere alla Sua, si coglie l’occasione per diffidare dall’inviare ulteriori lettere, con espresso avvertimento che, in caso contrario, si adirà l’autorità giudiziaria competente per la tutela delle proprie ragioni.

Distinti saluti.

Luogo, data.

Firma

note

[1] Art. 1545 cod. civ.

[2] Art. 1219 cod. civ.

[3] Art. 1223 cod. civ.

[4] Art. 2943 cod. civ.

[5] Art. 1221 cod. civ.

Autore immagine: Pixabay.com

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