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Mensa scolastica: i genitori possono controllare cosa mangiano i figli?

16 febbraio 2018 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 16 febbraio 2018



A repentaglio c’è la salute e la corretta nutrizione di bambini e ragazzi. Mamma e papà possono verificare di persona il cibo distribuito nelle scuole?

Mangiare fuori casa può spesso rivelarsi una fonte di preoccupazione. Soprattutto quando di mezzo c’è la salute dei minori. Intolleranze alimentari, allergie, patologie o semplicemente una corretta nutrizione, che dovrebbe consentire un sano sviluppo fisico e mentale dei bambini e ragazzi, fanno tremare le gambe a mamma e papà. Quanti genitori ad esempio si preoccupano sapendo che i loro figli, nei giorni di tempo pieno, mangiano nei piatti serviti nelle mense scolastiche? A cucinare e confezionare i cibi sono spesso aziende che vincono appalti. E anche se di mezzo ci sono i controlli delle Asl, il chiodo fisso resta sempre quello: mangeranno in modo sano? La qualità degli alimenti sarà buona? Rispetteranno le indicazioni di dieta che ho fornito per l’intolleranza alimentare di mio figlio? Non sempre mamma e papà riescono a dormire sonni tranquilli. Si vorrebbe avere maggiore controllo sui cibo servito ai propri cuccioli. E se ciò fosse possibile? A mensa scolastica, i genitori possono controllare cosa mangiano i figli? Vediamo.

Come viene gestito il servizio mensa scolastica?

Per garantire a tutti i bambini e ragazzi che frequentano gli asili, le scuole materne e dell’obbligo un pasto adeguato, nei giorni in cui si resta a scuola per il tempo prolungato, Comuni e scuole mettono a disposizione delle famiglie la mensa scolastica: un servizio comunale individuale, nel senso che è a scelta delle famiglie, grazie al quale, a fronte del pagamento di una quota, si offre agli alunni e alle alunne un pasto completo (o una merenda), che consente loro di partecipare alle attività scolastiche per l’intera giornata.

Data la delicatezza del servizio offerto, il sistema di mensa scolastica (se sentite parlare di refezione non spaventatevi, si chiama anche in questo modo), viene gestito in modo specifico e operativo dai Comuni e scuole con appositi regolamenti. Questi regolamenti prendono comunque tutti spunto da Linee guida che il Ministero dell’istruzione [1] ha emanato e che vengono poi recepite a livello locale.

In base alla città o al paese in cui abitate ci sarà quindi un diverso regolamento da rispettare, indirizzato sia alle famiglie, sia agli operatori scolastici (le scuole), sia alle ditte esterne incaricate di preparare e distribuire i pasti ai bambini.

Mensa scolastica: come si richiede il servizio?

Se si vanno a leggere i vari regolamenti scolastici, si nota la dicitura ‘a domanda individuale’. Significa che il servizio può essere richiesto da ogni famiglia tramite un’apposita domanda alla scuola. Nessuno è obbligato ad usufruire del servizio, ma una volta scelto di farlo, si devono rispettare le regole. Prima fra tutte, le regole di accesso al servizio.

Di norma è possibile presentare domanda di iscrizione al servizio di mensa scolastica:

  • Online attraverso piattaforme web messe a disposizione dai Comuni, oppure
  • Compilando una domanda scritta, da inviare alla segreteria scolastica o all’ufficio refezione

La domanda va presentata rispettando comunque sempre le modalità e le scadenze decise dalle Amministrazioni comunali. Solitamente i termini vengono stabiliti entro il limite dell’inizio dell’anno scolastico. E insieme all’iscrizione va consegnato l’Isee della famiglia, che consente alla scuola di inserirvi in una determinata fascia di pagamento.

Mensa scolastica: quanto costa?

Una nota dolente della mensa scolastica riguarda proprio il suo costo. Per molte famiglie a reddito basso un po’ eccessivo. I genitori che vogliono garantire ai propri figli il servizio, devono versare una quota di partecipazione, che varia a seconda del reddito dichiarato dalla famiglia.

Il costo del pasto giornaliero – variabile da scuola a scuola – oscilla dai 4,50 ei 5,20 euro a pasto. Di norma però queste tariffe scendono o salgono a seconda degli scaglioni Isee a cui appartiene la famiglia. Per i rediti bassi ci sono riduzioni di quota, fino ad arrivare a vere e proprie esenzioni dal pagamento del servizio, per le famiglie meno abbienti.

Esenzione pagamento mensa scolastica: come chiederlo?

Avete un reddito molto basso ma volete comunque consentire a vostra figlio di non perdersi il momento conviviale ed educativo della mensa scolastica? Potete fare in questo modo:

  • Controllate se il vostro reddito rientra nello scaglione Isee dell’esenzione. Solitamente i Comuni stabiliscono una fascia reddituale che consente di essere esonerati dal pagamento (es. esenzione con Isee 15 mila euro). Anche gli alunni disabili di norma hanno l’esonero.
  • Se rientrate, verificate il regolamento del vostro Comune sulla presentazione della domanda per l’ottenimento dell’esenzione
  • La scuola/Comune vi richiederà di presentare, insieme alla domanda di accesso al servizio mensa, anche il vostro Isee. Se rispettate la fascia di reddito sarete esonerati.

Oltre alle esenzioni poi, ci sono anche riduzioni (sempre legate a fasce di reddito Isee) oppure ulteriori sconti, accumulati in base al numero di figli iscritti al servizio mensa. Ad esempio:

  • Fascia Isee 0 – 15 mila euro: esenzione totale
  • Fascia Isse 15.001 – 20 mila euro: riduzione 50% per chi ha un figlio iscritto e del 70% per chi ha due o più figli iscritti
  • Fascia Isee 20.001 – 50 mila euro: riduzione del 20% per chi ha un figlio iscritto e del 30% per chi ha 2 figli iscritti

Mensa scolastica: come comunicare allergie alimentari?

Risolti gli aspetti burocratici del servizio, entriamo nel cuore della delicata questione nutrizionale e di cosa mangiano i nostri figli a mensa. Se nostro figlio ha delle particolari intolleranze, se è celiaco, se è allergico a sostanze, che succede? Dobbiamo estrometterlo dalla possibilità di mangiare insieme ai suoi compagni?

Decisamente no. È sufficiente che i genitori comunichino alla scuola, in fase di presentazione domanda di accesso al servizio, il tipo di problema dei propri figli. È possibile chiedere quindi una variazione dei menù, con la stesura di una dieta speciale personalizzata.

Come si richiede la dieta speciale personalizzata? Solitamente ogni scuola mette a disposizione dei genitori specifici moduli da compilare e riconsegnare, in base al tipo di personalizzazione richiesta e al motivo.

Esempio:

  • Modulo Personalizzazione dieta per motivi religiosi (si sa che i bimbi e le bimbe musulmani non possono mangiare carne di maiale)
  • Modulo Personalizzazione dieta per motivi di salute (nella compilazione dovrà essere specificato il motivo di salute e allegato il certificato medico)

Mensa scolastica: come funziona il controllo dei pasti?

Vostro figlio è celiaco e avete concordato un menù speciale per lui. Chi controlla che questa dieta venga effettivamente rispettata? Gli insegnanti presenti devono sorvegliare, verificando che tutti i piatti con i menù personalizzati finiscano rigorosamente sul posto tavola del bambino destinatario di quella dieta. Il controllo della scuola quindi è essenziale.

E chi controlla che tutte le norme igieniche e alimentari vengano rispettate.? Oltre alla scuola e agli insegnanti, anche la Asl può effettuare verifiche, ispezioni e sopralluoghi.

Mensa scolastica: i genitori possono controllare i pasti? 

D’accordo, siamo stati ligi nel compilare tutti gli appositi moduli per la dieta speciale di nostro figlio. Ma come facciamo a sapere che davvero venga rispettata?

Oppure non ci fidiamo molto della ditta che ha vinto l’appalto per la mensa o della qualità del cibo servito. Da bravi genitori, possiamo controllare cosa mangiano i nostri figli durante la mensa scolastica?

Certo che sì. I genitori possono agire anche da controllori. Ovviamente tutti i pasti serviti ai bambini vengono preparati tenendo conto delle tabelle nutrizionali messe a punto dai medici e nutrizionisti delle Asl. La scuola, gli insegnanti e la Asl sorvegliano. Ma anche mamma e papà possono fare verifiche. E lo possono fare in modo totalmente legittimo. Come?

Ogni Comune/scuola prevede da regolamento l’istituzione di una Commissione mensa: un organo di rappresentanza, autorizzato a verificare che tutto si svolga in modo regolare, le norme igieniche e alimentari vengano rispettate a puntino e le diete siano seguite in modo certosino.

E da chi è composto questo organo? Al suo interno sono previste delegazioni di:

  • Docenti
  • Genitori
  • Rappresentanti degli studenti (ove ve ne siano)
  • Il sindaco o un rappresentante dell’amministrazione comunale (n alcuni casi)

È quindi un organo misto, che deve fare da collegamento tra le famiglie e l’amministrazione comunale. E attraverso questa commissione i genitori sono chiamati direttamente (e legittimamente) a mettere il becco in questioni legate ai pasti e a ogni altra criticità del servizio mensa.

In pratica, tramite la Commissione mensa i genitori possono:

  • controllare cosa mangiano i figli
  • controllare il rispetto delle norme igieniche e sanitarie
  • verificare il rispetto delle diete speciali e personalizzate
  • controllare forniture e correttezza delle gare d’appalto
  • verificare il gradimento dei alunni e delle alunne

E lo può fare in modo concreto e diretto, effettuando sopralluoghi e verifiche nelle mense scolastiche, anche senza preavviso.

Mamme e papà interessati a seguire da vicino il servizio mensa dei propri figli, possono quindi entrare in questo importante organo di rappresentanza. E ogni altro genitore può rivolgersi ai genitori membri della Commissione per qualsiasi esigenza e richiesta di verifica.

Non solo le Asl quindi fanno sopralluoghi nelle mense scolastiche, anche i genitori possono giocarsi l’importante carta del controllo su ciò che mangiano i propri figli e sui luoghi in cui mangiano.

E se qualcosa non va, possono sempre avvertire il 118, i Nas (Nucleo antisofisticazione), l’Ufficio igiene, chiedere al personale di mettere da parte i residui dei cibi, per le opportune analisi e verifiche.

note

[1] Miur, Linee di indirizzo nazionale per la ristorazione scolastica

Autore immagine: Pixabay 

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