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Def, tornano assunzioni statali e aiuti alle famiglie

14 Aprile 2017
Def, tornano assunzioni statali e aiuti alle famiglie

In arrivo un sostegno economico per le famiglie in difficoltà e un potenziamento dei servizi sociali. 

Il Def, il documento di programmazione economica, ha approvato varie modifiche come le privatizzazioni “originali”, la lotta all’evasione, i tagli di spesa, le zone franche per le aree del sisma, lo sblocco del turnover per i Comuni, ma anche garanzia per la famosa Ryder cup, aumento del prelievo sui giochi e definizione agevolata delle liti fiscali.

Per il momento il testo è stato approvato con la formula “salvo intese”, ma da fonti interne arriva la conferma che l’approvazione definitiva avverrà a stretto giro, questione di giorni. La buona notizia è che non ci sarà aumento delle tasse, quindi il risanamento avverrà con misure di sviluppo e di crescita come il “piano investimenti da qui al 2032 pari a 47,5 mld” già approvato.

Fondi per rinnovare i contratti della pubblica amministrazione

Secondo il Def il governo in ossequio all’accordo dello scorso novembre tra il ministro Madia ed i sindacati prevede infatti di aumentare di circa 2,8 miliardi di euro la dotazione a favore dei rinnovi in modo tale da assicurare un aumento medio di 85 euro per il periodo 2016-2018. Le risorse finora disponibili consentono infatti di attribuire un beneficio medio di circa 35,9 euro mensili. Per arrivare agli 85 euro concordati coi sindacati occorre aggiungere 1,6 miliardi per il settore statale (contro 1,2-1,3 miliardi di cui si era sempre parlato in passato), più altri 1,2 miliardi per il resto della Pa che però dovrebbero essere stanziati nei bilanci dei vari enti locali.

Fondi alle Province e sblocco tournover per i comuni

La parte della manovra destinata agli enti locali permette di riassumere personale comunale con un rapporto entrate-uscite che arriva al 75%. Quindi nuovi fondi alle Province e turnover sbloccato ai comuni: rifinanziamento delle Province con uno stanziamento di 100 milioni da destinare ad interventi a favore della viabilità più altri fondi da destinare all’edilizia scolastica; sblocco del turn over dei comuni passando dall’attuale 25% (1 nuovo assunto ogni 4 uscite) al 75% (3 assunti ogni 4 che lasciano) per tutti comuni.

Assegni a fasce deboli. Un miliardo per il sisma

Il Def conterrà: il Reddito di inclusione attiva (Rei), che è una nuova misura di contrasto alla povertà, un contributo per aiutare i membri delle famiglie che si trovano sotto la soglia di indigenza a trovare un impiego e che a regime dovrebbe essere universale; il Benessere equo e sostenibile (Bes), che è invece un nuovo indicatore del livello di progresso della società elaborato da Istat e Cnel che tiene conto di una serie di fattori economici, ma anche sociali, ambientali e di uguaglianza, e che va ad affiancare all’interno della programmazione dei conti pubblici il classico Pil.

Per saperne di più consulta anche il nostro approfondimento Tutte le novità del Def: dal reddito di inclusione al Bes.

Ci sarà inoltre un fondo a favore delle zone colpite dal terremoto che avrà un valore annuale di almeno 1 miliardo di euro e servirà alla ricostruzione e alla messa in sicurezza delle zone colpite dal sisma e per la ripresa delle attività. inoltre ci sarà il via libera alle Zone franche urbane nei Comuni del terremoto con zero tasse e contributi per due anni per le attività d’impresa che daranno futuro alle aree colpite dal sisma.

Infine, a partire dal primo ottobre 2017 sale il Preu sugli apparecchi da intrattenimento «new slot» o AWP e sulla raccolta derivante dagli apparecchi «videolotteries». Niente aumento accise sui carburanti ma piccolo ritocco per le sigarette dove ci sarà un riordino che porterà a poche decine di milioni di incasso.

Prossimo piano su nuovi investimenti

Oltre a Def e manovra, il governo ha anche condiviso il prossimo piano di investimenti al 2032 di 47,5 miliardi, oggetto di un prossimo Dpcm. Una prima tranche da oltre 25 miliardi è già pronta con i contratti di programma di Rete ferroviaria italiana (9 miliardi), Anas (5 miliardi) e i grandi valichi, dal Brennero al Terzo Valico.


note

Autore Immagini: Google Immagini


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