HOME Articoli

Lo sai che? Per parcheggiare l’auto deve essere assicurata?

Lo sai che? Pubblicato il 18 febbraio 2018

Articolo di




> Lo sai che? Pubblicato il 18 febbraio 2018

Il concetto di circolazione: l’auto in sosta a bordo della strada, pubblica o privata, deve essere coperta dall’assicurazione obbligatoria?

È scaduta l’assicurazione alla tua auto ma non hai la possibilità di rinnovarla. Oppure sei tra coloro che hanno ricevuto in eredità, da un parente defunto, una macchina; tuttavia, in attesa che venga venduta o assegnata a uno di voi, è scaduta l’assicurazione. Dove la metti? In altri termini dove può stare un’auto con l’assicurazione scaduta? La prima cosa a cui penseresti è di lasciarla parcheggiata sotto casa, in modo da compiere in tutta comodità gli adempimenti che la legge prescrive. Ma non è così semplice. L’auto sprovvista di polizza rca (responsabilità civile automobilistica) non può sostare su strade pubbliche o aperte al pubblico. Se quindi ti stai chiedendo se, per parcheggiare l’auto deve essere assicurata, la risposta è sicuramente affermativa. Ma cerchiamo di capire il perché e, soprattutto, come è possibile risolvere il problema, dove cioè lasciare il veicolo.

L’auto parcheggiata a bordo strada deve essere assicurata?

L’assicurazione è obbligatoria per tutte le auto «in circolazione». In particolare il codice della strada [1] stabilisce che «i veicoli a motore senza guida di rotaie, compresi i filoveicoli e i rimorchi, non possono essere posti in circolazione sulla strada senza la copertura assicurativa a norma delle vigenti disposizioni di legge sulla responsabilità civile verso terzi. L’organo accertatore ordina che la circolazione sulla strada del veicolo sia fatta immediatamente cessare e che il veicolo stesso sia in ogni caso prelevato, trasportato e depositato in luogo non soggetto a pubblico passaggio».

Ma cosa si intende con la parola circolazione? In altri termini, nel concetto di circolazione si deve far rientrare anche il parcheggio? La risposta è stata data più volte dalla Cassazione [1]: affinché un veicolo si possa considerare «circolante» è del tutto indifferente che esso sia in marcia oppure in sosta; ciò che importa è che si trovi su strada o su area pubblica ad essa pertinente o comunque in un luogo aperto al pubblico o rivolto allo svolgimento del traffico veicolare. In tali luoghi, quindi, la sosta di un’auto o una moto è ricompresa nel concetto di circolazione e, pertanto, il veicolo deve essere assicurato.

Tradotto in termini molto pi semplici: le auto parcheggiate a bordo della strada devono essere assicurate.

Se invece l’auto è parcheggiata in un luogo privato o comunque non aperto al pubblico, la rc auto non è obbligatoria e lo si può lasciare anche con la polizza scaduta.

L’auto in curva

La spiegazione del perché, per parcheggiare, l’auto deve essere assicurata è molto semplice. Ricorreremo a un esempio. Immaginiamo di percorrere una strada e di trovarci di fronte a una curva stretta. Durante la sterzata ci accorgiamo troppo tardi che, sul margine della strada, è parcheggiata un’auto (comportamento vietato dal codice della strada). Le andiamo così a sbattere. Se l’auto non fosse assicurata, né la legge lo imponesse, chi ci risarcirebbe? Nessuno. Neanche il Fondo di Garanzia che interviene tutte le volte in cui l’auto priva della copertura assicurativa è in circolazione. Ecco perché la legge impone l’assicurazione obbligatoria tutte le volte in cui il veicolo si trova su uno spazio pubblico o aperto al pubblico.

Auto parcheggiata nel parcheggio di un supermercato o della pompa di benzina

Immaginiamo un’altra situazione. Ti scade l’assicurazione e la lasci sullo spiazzo di un supermercato, dove c’è un parcheggio consentito a tutti i clienti o sullo slargo di un rifornimento di benzina, per gentile concessione del titolare. Puoi farlo? Anche in questo caso la risposta è negativa. Secondo infatti la giurisprudenza, sono entrambi da considerare aree private aperte al pubblico e, pertanto, l’assicurazione è obbligatoria [2].

Auto parcheggiata in condominio: deve essere assicurata?

Un altro caso abbastanza ricorrente è il seguente: un giardino condominiale aperto al traffico delle auto, non delimitato da sbarre o con cancelli sempre aperti. L’auto deve essere assicurata? Anche in questo caso la risposta è positiva [3]. Le zone condominiali aperte al traffico sono considerate al pari delle strada almeno ai fini delle norme sulla circolazione e, quindi, sull’assicurazione obbligatoria.

Auto priva di assicurazione prende fuoco: chi risarcisce?

Ultimo caso: l’auto del tuo vicino è senza assicurazione e, durante la notte, prende fuoco. Le fiamme si propagano sulla tua macchina che va distrutta. L’assicurazione ti risarcisce se hai firmato la polizza furto-incendio? Sicuramente; secondo infatti la Cassazione [4], la sosta di un veicolo a motore su area pubblica o ad essa equiparata integra anch’essa gli estremi della fattispecie «circolazione del veicolo», con la conseguenza che dei danni derivati a terzi dal relativo incendio risponde anche l’assicuratore, indipendentemente dal lasso di tempo intercorso tra l’inizio della sosta e l’insorgere dell’incendio.

Il rottame sulla strada deve essere assicurato?

C’è però un’eccezione e riguarda i rottami. Quando l’auto è ormai priva dei requisiti per circolare – come l’assenza di ruote o di motore – non deve essere provvista di assicurazione anche se abbandonata sulla strada. Come è stato giustamente detto dalla giurisprudenza [5], nonostante sia da considerarsi in circolazione il veicolo in sosta sulle strade di uso pubblico, nel caso in cui sia rimasto accertato – attraverso la dimostrazione della successiva demolizione e cancellazione dal Pra, che esso, nel momento in cui fu rilevata da parte degli organi di polizia giudiziaria la mancanza di copertura assicurativa, aveva ormai perso la qualità di veicolo a motore, date le sue caratteristiche strutturali ed organiche di “rottame” non più utilizzabile in via autonoma, non ricorre, a carico di chi lo abbia abbandonato in un parcheggio pubblico cittadino, la contravvenzione per omessa assicurazione obbligatoria contro la responsabilità civile.

Dove parcheggiare l’auto senza assicurazione?

Da tutto ciò che abbiamo detto è facile comprendere che l’auto deve essere assicurata tutte le volte in cui è sulla strada pubblica o su un’altra strada aperta al traffico, benché privata. È possibile lasciare l’auto priva di assicurazione solo in un garage o in un parcheggio privato chiuso al traffico (da un cancello, una sbarra o da un preciso avviso apposto con un cartello), in un terreno privato.

Auto senza assicurazione: che rischio?

La prima conseguenza di chi viene pescato da un controllo senza assicurazione è una sanzione amministrativa che può andare dagli 841 ai 3.287 euro.

La sanzione che viene fatta però sarà ridotta a un quarto della cifra se:

  • l’assicurazione viene rinnovata entro 15 giorni dalla scadenza del contratto (il periodo di tolleranza)
  • se il conducente dichiara di voler demolire o radiare il veicolo
  • se inoltre paghi la multa entro 5 giorni c’è un ulteriore sconto del 30 per cento

Oltre al verbale con sanzione infatti scatta anche il sequestro dell’auto.

note

[1] Cass. sent n. 30075/2017.

[2] Cass. sent. n. 25214/2015, sent. n. 5111/2011: «La vittima di un sinistro stradale ha azione diretta nei confronti dell’assicuratore della responsabilità civile del responsabile quando il sinistro sia avvenuto su strade pubbliche od a queste equiparate, per tali ultime intendendosi anche le aree private dove è consentita la circolazione ad un numero indeterminato di persone, come ad esempio le aree destinate alla distribuzione di carburante agli utenti, a nulla rilevando che, ai diversi fini della disciplina dell’obbligo di precedenza, tali aeree siano qualificabili come “non soggette a pubblico transito”, ai sensi dell’art. 145, comma 5, c. strad., alla luce della diversità degli scopi cui sono finalizzate, da un lato, le norme relative alla circolazione e, dall’altro, quelle relative all’assicurazione obbligatoria della responsabilità civile derivante dalla circolazione dei veicoli a motore». Cfr. anche Cass. sent. n. 17279/2009: «L’area di parcheggio destinata agli utenti di un ipermercato – ancorché sia di proprietà privata, sia inclusa per intero in uno stabile di proprietà privata (nella specie, al piano interrato dell’edificio ove aveva sede l’ipermercato) e sia delimitata da strutture destinate a regolare l’accesso dei veicoli (sbarra di ingresso) – è da ritenere aperta all’uso da parte del pubblico e ordinariamente adibita al traffico veicolare, considerato che chiunque ha la possibilità di accedervi. Pertanto, la circolazione automobilistica all’interno della suddetta area è soggetta sia alla norma dell’art. 2054 c.c., sia alle norme sull’assicurazione obbligatoria, di cui alla legge n. 990 del 1969 (e successive modif. ed integr.), la cui applicabilità presuppone, per l’appunto, l’apertura dell’area al traffico veicolare ad opera di un numero indeterminato di persone. (Principio affermato con riguardo all’azione di regresso esperita ex art. 29 della citata legge n. 990 del 1969 dall’impresa designata dal Fondo di garanzia per il recupero, a carico del proprietario del veicolo privo di copertura assicurativa, dell’indennizzo corrisposto al danneggiato)».

[3] Gdp Palermo sent. del 7.05.2013 e del 12.07.2011. Trib. Napoli, sent. del 15.01.1997.

[4] Cass. sent. n. 2092/2012: nella specie, un’autovettura parcheggiata all’interno del cortile di un condominio a causa di un corto circuito dell’impianto elettrico prendeva fuoco e le fiamme sprigionatesi finivano col distruggere un esercizio commerciale. I proprietari di quest’ultimo agivano in giudizio per ottenere il risarcimento dei danni, ma la loro domanda spiegata contro la società assicuratrice del veicolo veniva rigettata in primo e secondo grado. La Corte, però, in applicazione del suesposto principio ha accolto il ricorso. Cfr. Casi. sent. n. 3108/2010: «La sosta di un veicolo a motore su un’area pubblica o ad essa equiparata integra, ai sensi e per gli effetti dell’art. 2054 c.c. e dell’art. 1 l. n. 990 del 1969 (ed ora dell’art. 122 d.lg. n. 209 del 2005), anch’essa gli estremi della fattispecie “circolazione”, con la conseguenza che dei danni derivati a terzi dall’incendio del veicolo in sosta sulle pubbliche vie o sulle aree equiparate risponde anche l’assicuratore, salvo che sia intervenuta una causa autonoma, ivi compreso il caso fortuito, che abbia determinato l’evento dannoso. (Nella specie la S.C. ha ritenuto risarcibili da parte dell’assicuratore i danni cagionati da un incendio propagatosi da un autocarro parcheggiato in sosta immediatamente dopo il manifestarsi di alcune avarie al motore)».

[5] Trib. Pesaro sent. del 21.03.1980.

Cassazione civile, sez. III, 03/03/2011, (ud. 31/01/2011, dep.03/03/2011),  n. 5111

RILEVATO IN FATTO

che S.M. ricorre per cassazione – affidandosi ad un unico motivo col quale denuncia violazione e falsa applicazione dei principi informatori della materia dell’assicurazione obbligatoria di cui alla L. n. 990 del 1969 – avverso la sentenza n. 510.05 del giudice di pace di L’Aquila che, decidendo secondo equità, ha parzialmente accolto la domanda di risarcimento proposta dalla S. nei confronti della Gas Service Abruzzo s.r.l. e di P. M. (quali proprietaria e conducente della macchina operatrice con targa che, procedendo in retromarcia, aveva urtato il veicolo dell’attrice) e l’ha rigettata nei confronti dell’assicuratrice Axa Assicurazioni s.p.a. sul rilievo che il fatto era avvenuto su area privata;

che resiste con controricorso la Axa Assicurazioni.

Diritto

RITENUTO IN DIRITTO

che non è controverso tra le parti che l’area dove è avvenuto il fatto fosse utilizzata per la distribuzione di carburanti;

che il danneggiato da un sinistro stradale ha azione diretta nei confronti dell’assicuratore del responsabile, ai sensi del combinato disposto della L. n. 990 del 1969, legge, per i sinistri cagionati da veicoli posti in circolazione su strade di uso pubblico o su aree a queste equiparate, per tali ultime dovendosi intendere quelle aree che, ancorchè di proprietà privata, sono aperte ad un numero indeterminato di persone (cfr., ex multis, Cass., nn. 4603/2000, 20911/2005, 17279/2009), come certamente è per le aree destinate alla distribuzione di carburante al pubblico degli utenti;

che quello appena esposto è un principio informatore della materia dell’assicurazione obbligatoria per la responsabilità civile da circolazione dei veicoli a motore, sicchè ne è denunciabile la violazione con ricorso per cassazione anche avverso le sentenze emesse dal giudice di pace secondo equità;

che da tale principio – che va anche in quest’occasione ribadito – il giudice di pace s’è discostato laddove ha sostenuto il contrario, in particolare enunciando i principi affermati da Cass., nn. 1561/1998 e 7682/2000;

che la prima delle due sentenze citate dal giudice di pace non è difforme dall’orientamento sopra indicato (come chiaramente risulta dalla lettura della motivazione), mentre la seconda (cui adde, ex coeteris, Cass., nn. 258/08 e 8058/90) è impropriamente richiamata, in quanto attinente alla precedenza che compete a chi circoli su strada rispetto a chi vi si immetta provenendo da luogo “non soggetto a pubblico passaggio” e debba per questo dare la precedenza a chi circoli sulla strada (ai sensi dell’art. 105, previgente C.d.S., comma 3, la cui formulazione è identica a quella dell’art. 145 nuoco C.d.S., comma 5, di cui al D.Lgs. n. 383 del 1992);

che i concetti di (a) luogo “non soggetto a pubblico passaggio” ai fini della regolazione dell’obbligo di dare la precedenza stabilito dal codice della strada a favore di chi circoli sulla strada e quello di (b) area equiparata a strada pubblica ai fini dell’applicabilità della legge sull’assicurazione obbligatoria, non sono necessariamente coincidenti in relazione agli scopi perseguiti dai due diversi plessi normativi, essendo il primo volto a porre le regole della circolazione ed il secondo a garantire il risarcimento al danneggiato;

che la sentenza va, dunque cassata con rinvio allo stesso giudice di pace, che deciderà nel rispetto dell’enunciato principio e regolerà anche le spese del giudizio di cassazione.

PQM

LA CORTE DI CASSAZIONE accoglie il ricorso, cassa e rinvia, anche per le spese, al giudice di pace di L’Aquila.

Così deciso in Roma, il 31 gennaio 2011.

Depositato in Cancelleria il 3 marzo 2011

Cassazione civile, sez. III, 23/07/2009, (ud. 16/04/2009, dep.23/07/2009),  n. 17279 

PREMESSO IN FATTO

– Il giorno 18.2.2009 è stata depositata in cancelleria la seguente relazione, ai sensi dell’art. 380 bis cod. proc. civ.:

“1.- Con atto di citazione notificato il 12 maggio 2003 la s.p.a.

Generali Assicurazioni, quale impresa designata dal Fondo di garanzia per le vittime della strada, ha convenuto davanti al Tribunale di Como B.P., per sentirla condannare in via di regresso, ai sensi della L. n. 990 del 1969, art. 29, al pagamento di Euro 3.374,00, oltre interessi e spese, somma da essa attrice pagata ad L.O., a seguito di un incidente stradale imputabile a responsabilità della B., che era priva di copertura assicurativa.

Il sinistro consisteva nello scontro fra l’autovettura di proprietà della convenuta e quella della L., avvenuto in data (OMISSIS) all’interno dell’area di parcheggio di un supermercato, in Comune di (OMISSIS).

La convenuta ha resistito alla domanda, negando la sua responsabilità.

Esperita l’istruttoria, con sentenza 16 marzo 2006 il Tribunale ha respinto la domanda, condannando l’attrice al pagamento delle spese processuali.

Proposto appello dalla soccombente, a cui ha resistito l’appellata, con sentenza 10-22 ottobre 2007 n. 2774 la Corte di appello di Milano ha confermato la sentenza impugnata, ponendo a carico dell’appellante le spese del grado.

La Corte di appello ha ritenuto inapplicabili al caso di specie le presunzioni di responsabilità di cui all’art. 2054 cod. civ., poichè il parcheggio del supermercato (OMISSIS) – ove si è verificato il sinistro, non consiste in una superficie esterna affiancata alla strada statale, ma è situato in un piano sotterraneo, interamente compreso nello stabile di proprietà del supermercato e destinato alla sola clientela dello stesso. Esso va perciò considerato come area privata, ove la circolazione è sottratta alle norme che regolano le presunzioni di responsabilità. L’appellante avrebbe dovuto concretamente dimostrare la responsabilità della B. nella causazione del sinistro, e a tanto non aveva provveduto. Non solo, ma ragione autonoma e assorbente del rigetto dell’appello andrebbe individuata nel fatto che, risultando inapplicabile l’art. 2054 cod. civ., la B. P., proprietaria del veicolo, non potrebbe ritenersi automaticamente responsabile del comportamento della conducente (che era la sorella di lei, B.L.), ma avrebbe dovuto essere dimostrata dall’appellante la negligenza o la colpa della proprietaria nell’avere affidato il veicolo alla conducente: prova che non era stata in alcun modo fornita.

Con atto notificato il 15.9.2008 la s.p.a. Assicurazioni Generali propone due motivi di ricorso per cassazione.

L’intimata non ha presentato difese.

2.- Con il primo motivo, deducendo violazione dell’art. 2054 cod. civ., la ricorrente sostiene che la norma in oggetto è da ritenere o meno applicabile non tanto in ragione della proprietà, pubblica o privata, dei luoghi in cui ove si svolge la circolazione automobilistica, quanto in considerazione dell’uso pubblico degli stessi, pur se di proprietà privata; che l’area di parcheggio di un ipermercato – essendo genericamente accessibile dalla clientela – è in realtà destinata all’uso pubblico, potendo accedervi chiunque lo desideri. Richiama la giurisprudenza di questa Corte, secondo cui debbono essere considerate destinate all’uso pubblico le aree private l’accesso alle quali sia aperto ad un numero indeterminato di persone diverse dai titolari di diritti sull’area, pur se l’accesso avvenga per determinate finalità o sotto specifiche condizioni, come nel caso di specie.

2.1.- Il motivo appare fondato.

La Corte di appello ha escluso l’applicabilità dell’art. 2054 cod. civ., per il solo fatto che l’area adibita a parcheggio era fisicamente inserita per intero in uno stabile di proprietà privata, cioè al piano seminterrato dell’edificio in cui operava l’impresa che gestiva il supermercato; era delimitata dalle relative strutture e presumibilmente da una sbarra di ingresso, che regolava l’accesso dei clienti.

Questa Corte ha più volte rilevato, peraltro, che i criteri decisivi per individuare l’ambito di applicazione della citata norma e delle regole in tema di assicurazione obbligatoria non consistono necessariamente nella natura privata o pubblica dei diritti di proprietà sulla stessa, nè nel fatto che essa sia collocata in una od altra posizione rispetto ad uno stabile di proprietà privata;

consistono invece nell’apertura o meno dell’area stessa all’uso pubblico, in termini tali per cui risulti ordinariamente adibita al traffico veicolare (cfr., fra le altre, Cass. civ. Sez. 3^, 26 luglio 1997 n. 7015; Cass. civ. Sez. 3^, 27 ottobre 2005 n. 20911, che ha ritenuto applicabile l’art. 2054 c.c., al terreno di proprietà di un cantiere, al quale avevano accesso sia coloro che vi lavoravano, sia i clienti dell’impresa; Cass. civ. Sez. 3^, 6 giugno 2006 n. 13254, che ha escluso l’applicazione dell’art. 2054 c.c., con riferimento al parcheggio privato interno ad un condominio, al quale avevano accesso solo i condomini).

Vale a dire, ogniqualvolta l’area, ancorchè di proprietà privata, sia aperta ad un numero indeterminato di persone, alle quali sia data la possibilità di accedervi, pur se non titolari di diritti sulla stessa, e ciò comporti la normale circolazione di veicoli al suo interno, sono da ritenere applicabili sia le norme del codice della strada, sia l’art. 2054 cod. civ., sia la L. n. 990 del 1969, sull’assicurazione obbligatoria.

La circostanza che accedano normalmente in luogo solo i soggetti appartenenti ad una o più categorie specifiche, o quelli che perseguano peculiari finalità, come i clienti di un supermercato, non consente di escludere che vi sia l’uso pubblico, volta che chiunque possa entrare a far parte di quella categoria o perseguire quelle finalità.

Va soggiunto che le aree di parcheggio dei supermercati, ed in particolare degli ipermercati – pur se rigorosamente private, quanto alla proprietà, al possesso od alla detenzione – sono ormai divenuti luoghi di continuo ed intenso traffico veicolare, sicchè non vi è ragione di escludere l’applicazione al loro interno delle norme in tema di circolazione stradale.

3.- Il secondo motivo, con cui la ricorrente lamenta la violazione dell’art. 116 cod. proc. civ., per avere la Corte di appello ritenuto non raggiunta la prova della responsabilità della B. anche ai sensi dell’art. 2043 cod. civ., omettendo di prendere adeguatamente in esame le risultanze istruttorie acquisite al giudizio, risulta inammissibile perchè ininfluente, ove si consideri che la Corte di appello ha specificato che la ragione determinante del rigetto della domanda attrice va ravvisata nel fatto che non la B.P., proprietaria del veicolo, ma la sorella di lei, B.L., era alla guida dell’automobile all’atto del sinistro, e che – dovendosi ritenere inapplicabile l’art. 2054 cod. civ. – non poteva ritenersi operante la presunzione di responsabilità del proprietario del veicolo per il fatto del conducente. Nè l’attrice aveva dimostrato alcuno specifico elemento di colpa a carico della proprietaria per il fatto di avere affidato l’automobile ad altri.

4.-Il ricorso può essere avviato alla trattazione in camera di consiglio, per l’accoglimento del primo motivo e la dichiarazione di inammissibilità del secondo”. – La relazione è stata comunicata al Pubblico Ministero e notificata ai difensori delle parti.

– Il pubblico ministero non ha presentato conclusioni scritte.

Diritto

RITENUTO IN DIRITTO

Il Collegio, all’esito dell’esame del ricorso, ha condiviso la soluzione e gli argomenti esposti nella relazione.

In accoglimento del primo motivo di ricorso, la sentenza impugnata deve essere cassata, con rinvio della causa alla Corte di appello di Milano, in diversa composizione, affinchè decida la controversia uniformandosi al seguente principio di diritto:

“L’area di parcheggio destinata agli utenti di un ipermercato – ancorchè sia di proprietà privata, sia inclusa per intero in uno stabile di proprietà privata (nella specie, al piano interrato dell’edificio ove aveva sede l’ipermercato,) e sia delimitata da strutture destinate a regolare l’accesso dei veicoli (sbarra di ingresso) – è da ritenere aperta all’uso da parte del pubblico e ordinariamente adibita al traffico veicolare, considerato che chiunque ha la possibilità di accedervi.

La circolazione automobilistica all’interno dell’area è pertanto soggetta sia alle norme dell’art. 2054 cod. civ., sia alle norme della legge sull’assicurazione obbligatoria della responsabilità civile, di cui alla L. n. 550 del 1969, la cui applicabilità presuppone, per l’appunto, l’apertura dell’area al traffico veicolare ad opera di un numero indeterminato di persone”.

PQM

La Corte di Cassazione accoglie il primo motivo di ricorso e dichiara assorbito il secondo. Cassa la sentenza impugnata in relazione al motivo accolto e rinvia la causa alla Corte di appello di Milano, in diversa composizione, che deciderà anche in ordine alle spese del giudizio di cassazione.

Così deciso in Roma, nella Camera di consiglio della Sezione Terza Civile, il 16 aprile 2009.

Depositato in Cancelleria il 23 luglio 2009


Per avere il pdf inserisci qui la tua email. Se non sei già iscritto, riceverai la nostra newsletter:
Informativa sulla privacy

ARTICOLI CORRELATI

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema. Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI