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Lo sai che? Autovelox: la multa per eccesso di velocità dopo quanto scatta?

Lo sai che? Pubblicato il 18 febbraio 2018

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> Lo sai che? Pubblicato il 18 febbraio 2018

Superare di poco il limite di velocità può far scattare la sanzione per violazione del codice della strada.

Immagina di ricevere una multa per eccesso di velocità perché hai superato di solo 0,1 km/h il limite consentito dal codice tenuto conto della tolleranza del 5%. Per uno scarto così minimo – che potrebbe anche essere determinato da un errore dell’autovelox o dello stesso tuo tachimetro che non ti ha segnalato correttamente lo sforamento – sei responsabile? In altri termini, in caso di autovelox, la multa per eccesso di velocità dopo quanto scatta? A dirlo è stata una recente ordinanza della Cassazione [1] la quale ha spiegato se superare di poco il limite di velocità può legittimare una sanzione amministrativa.

La tolleranza dell’autovelox nei limiti di velocità

La legge stabilisce che, nel verificare il superamento dei limiti di velocità, la polizia deve tarare le macchine di controllo elettronico – come autovelox, telelaser e tutor – tenendo conto di una tolleranza del 5%, tolleranza che comunque non può mai essere inferiore a 5 km/h. Questo significa che su un tratto di strada ove il limite è a 50 Km/h, benché il 5% sia 2,5 km/h, la multa può scattare solo da 56 km/h in poi.

Così, su una strada a scorrimento con limiti a 90 o 110 km/h, l’autovelox colpisce rispettivamente a partire da 96 km/h e da 106 km/h. Sulle autostrade invece si rischia la multa da 137 km/h anche se con i tutor ci vuole un’andatura più elevata (leggi Tutor: consigli per evitare le multe).

Quando si guida e il limite di velocità è particolarmente basso non è facile tenere gli occhi puntati contemporaneamente sulla strada e sul contachilometri per controllare che il piede sull’acceleratore non scivoli troppo. Specie, poi, se a segnare la velocità è un sistema a lancette è più facile sbagliarsi. Su una plancia comandi analogica come si fa a comprendere se l’auto sta andando a 55 o a 56 km/h? Così, una sentenza del giudice di Pace di Vasto [2], poco tempo fa, aveva ritenuto nulla la multa per pochi chilometri di differenza dal limite ricorrendo a una norma del codice penale che “perdona” tutti i reati il cui comportamento può ritenersi tutto sommato meno grave («tenue» per usare le parole del codice [3]). Avevamo commentato la sentenza nell’articolo Multa nulla se si supera di poco il limite di velocità.

Superare di poco i limiti di velocità

La Cassazione invece prende una posizione diametralmente opposta e avverte: superare di 0,1 km/h il limite di velocità può costare caro all’automobilista perché legittima la multa oppure fa scattare lo scaglione più elevato della sanzione. Infatti, in caso di eccesso di velocità, chi oltrepassa di oltre 10 km/h e non oltre 40 km/h i limiti fissati dalla segnaletica subisce una multa più salata rispetto a chi li supera di poco (da 1 a 10 km/h).

Il superamento della soglia di velocità per frazioni così minuscole – a detta della Cassazione – non lede il principio di proporzione della pena, visto che, come vedremo a breve, il codice della strada prevede degli scaglioni ben precisi, in modo da graduare le sanzioni in base alla gravità della condotta.

Quanto poi alle censure del non corretto funzionamento dell’autovelox, è l’automobilista che deve fornire una prova di questo tipo. Tutto ciò che può fare, eventualmente, è contestare la mancata taratura periodica dell’autovelox che deve essere effettuata almeno una volta all’anno; in tal caso spetta all’amministrazione dimostrare l’adempimento di tale onere producendo, in copia autentica, il verbale di svolgimento delle relative operazioni.

Gli scaglioni per l’eccesso di velocità

A questo punto è necessario ricordare quali sono gli scaglioni delle sanzioni previste in caso di superamento dei limiti di velocità. Sono regolati dal codice della strada [4]. Eccoli:

  • superamento di non oltre 10 km/h i limiti di velocità: multa da 41 a 168 euro;
  • superamento dei limiti di velocità di oltre 10 km/h e di non oltre 40 km/h: multa da euro 168 a euro 674;
  • superamento di oltre 40 km/h ma di non oltre 60 km/h i limiti di velocità: multa da 527 a 2.108 euro più la sospensione della patente di guida da uno a tre mesi;
  • superamento di oltre 60 km/h i limiti di velocità: multa da 821 a 3.287 euro più la sospensione della patente di guida da sei a dodici mesi.

note

[1] Cass. ord. n. 3781/18 del 15.02.2018.

[2] G.d.p. Vasto, sent. n. 268 del 5.06.2015.

[3] D.Lgs. n. 28 del 16 marzo 2015 che ha introdotto l’art. 131-bis cod. pen.

[4] Art. 142 cod. strada.

Corte di Cassazione, sez. VI Civile – 2, ordinanza 28 settembre 2017 – 15 febbraio 2018, n. 3781
Presidente D’Ascola – Relatore Picaroni

Fatto e diritto

Ritenuto che F.R. ricorre, sulla base di quattro motivi, per la cassazione della sentenza del Tribunale di Padova, depositata in data 23 febbraio 2016, che ha rigettato l’appello proposto avverso la sentenza del Giudice di pace di Padova n. 1558 del 2014, e nei confronti del Comune di Piove di Sacco;
che il Giudice di pace aveva rigettato l’opposizione della sig.ra F. al verbale di accertamento della violazione dell’art. 142, comma 8, cod. strada, rilevata dalla Polizia Municipale di Piove di Sacco a mezzo di apparecchio rilevatore della velocità;
che il Tribunale ha respinto il gravame osservando che la velocità rilevata (pari km/h 85,1) era superiore di oltre 10 km/h al limite di velocità di 70 km/h, pur dopo l’applicazione del margine di tolleranza minima di 5 km/h previsto dall’art. 345 d.P.R. n. 495 del 1992;
che lo sforamento di 10,1 km/h rientrava nella previsione dell’art. 142, comma 8, cod. strada (superamento del limite da 10 a 40 km/h), la cui violazione era stata correttamente contestata, mentre l’entità dello scostamento poteva rilevare ai fini della determinazione della sanzione;
che la parte intimata non ha svolto difese;
che il relatore ha formulato proposta di decisione, ai sensi dell’art. 380-bis cod. proc. civ., di manifesta infondatezza del ricorso;
che il ricorso è infondato;
che la ricorrente denuncia con il primo motivo violazione dell’art. 112 cod. proc. civ., assumendo che il giudice d’appello non avrebbe compreso il senso della censura con cui l’appellante contestava che il valore 0,1 dopo il valore 80 km/h non poteva essere considerato scientificamente e tecnicamente affidabile, e che pertanto la velocità del veicolo, ai fini della sanzionabilità della condotta di guida, era di 80 km/h, e quindi rientrava nella diversa fattispecie prevista dall’art. 142, comma 7, cod. strada;
che con il secondo motivo la ricorrente denuncia violazione dell’art. 112 cod. proc. civ., ancora sull’assunto che il Tribunale non avrebbe compreso il senso della censura riguardante il margine di tolleranza, nonché degli artt. 142, commi 7 e 8, cod. strada, e lamenta che il Tribunale non ha disapplicato l’art. 345 d.P.R. n. 495 del 1992 “nella parte in cui non consente adeguatamente una tolleranza in favore del contravventore”, in contrasto con i principi di colpevolezza, proporzionalità e legittimo affidamento;
che non sussiste la violazione dell’art. 112 cod. proc. civ. in quanto il Tribunale ha affrontato la questione riguardante la misura della velocità contestata, evidenziando che alla velocità rilevata, pari a 85,1 km/h, era stato applicato il margine di tolleranza di 5 km – previsto a favore del trasgressore dall’art. 345 d.P.R. n. 485 del 1992, nel quale è assorbita integralmente la tolleranza strumentale – e che tale margine risultava nella specie superiore al 5% della velocità rilevata;
che, di conseguenza, non sussiste la violazione del 142, commi 7 e 8, cod. strada denunciava in ricorso;
che con il terzo motivo è denunciata violazione degli artt. 112 cod. proc. civ. e 7, comma, 10, d.lgs. n. 150 del 2011;
che in assunto della ricorrente il Tribunale non avrebbe compreso il senso del richiamo all’art. 7 del d.lgs. n. 150 del 2011, perché non aveva tenuto conto dell’attestazione dell’accademico matematico Prof. P. , prodotta in giudizio, secondo cui l’ultima cifra della misurazione della velocità, cioè lo 0,1 km/h dopo la cifra 80 non potrebbe essere considerata certa, e quindi non potrebbe costituire il discrimine tra la fattispecie sanzionatoria più grave, prevista dall’art. 142, comma 8, cod. strada e quella meno grave, prevista dal comma 7 della stessa disposizione;
che il dato evidenziato inciderebbe sia sulla colpevolezza della violazione, per la scusabilità dello sforamento dello 0,1, sia sulla proporzionalità della sanzione e sul legittimo affidamento del trasgressore, mentre gli argomenti utilizzati dal Tribunale – proporzionalità riservata al legislatore sarebbero distonici con il principio di flessibilità della proporzionalità, affermato in ambito Europeo, tanto più in materia coperta dal diritto dell’Unione;
che le doglianze sono infondate;
che non sussiste la violazione dell’art. 112 cod. proc. civ., e l’omesso esame della produzione documentale avrebbe dovuto essere censurato con il vizio di motivazione, secondo il paradigma configurato dall’art. 360, n. 5, cod. proc. civ. nel testo vigente, applicabile ratione temporis al presente ricorso (ex plurimis, Cass. Sez. U. 07/704/2014, n. 8053);
che neppure sussiste la denunciata violazione dell’art. 7 d.lgs. n. 150 del 2011, né del principio di proporzionalità;
che, come evidenziato dal Tribunale, nel sistema sanzionatorio previsto dal legislatore nell’art. 142 la proporzionalità è assicurata dalla previsione di scaglioni di velocità, ai quali corrispondono sanzioni progressivamente più elevate, e la struttura della norma, con la indicazione “non oltre (…) km/h”, assume il valore 0,1 come elemento che determina il passaggio dall’uno all’altro scaglione;
che, pertanto, l’intervento giudiziale sollecitato dalla ricorrente – applicazione del comma 7 anziché del comma 8 dell’art. 142 – si risolve nella individuazione da parte del giudice di un diverso limite tra uno scaglione e l’altro, cioè nella riscrittura della norma sanzionatoria, ciò che appare in contrasto con il principio di legalità;
che la ricorrente segnala l’erroneità dell’affermazione del Tribunale, nella parte in cui ha ritenuto che l’amministrazione aveva applicato la sanzione nel minimo, mentre era stato il Giudice di pace a ritenere che sussistevano estremi per ridurre la sanzione;
che il rilievo, neppure strutturato come vera e propria doglianza, è privo di conseguenze, giacché la ricorrente non ha interesse a dolersi dell’entità della sanzione, rideterminata al minimo dal giudice di primo grado;
che con il quarto motivo è denunciata violazione dell’art. 92 cod. proc. Civ. e si contesta l’ingiustizia della condanna alle spese, evidenziando elementi di carattere soggettivo ed oggettivo che avrebbero dovuto indurre il Tribunale a compensare le spese;
che il motivo è inammissibile poiché il mancato esercizio, da parte del giudice di merito, della facoltà di compensare in tutto o in parte le spese di lite integra un potere discrezionale, e pertanto non è sindacabile in sede di legittimità (ex plurimis, Cass. 04/08/2017, n. 19613);
che il ricorso è rigettato senza pronuncia sulle spese del presente giudizio, nel quale la parte intimata non ha svolto difese;
che sussistono i presupposti per il raddoppio del contributo unificato.

P.Q.M.

La Corte rigetta il ricorso.
Ai sensi dell’art. 13, comma 1-quater, del d.P.R. n. 115 del 2002, dichiara la sussistenza dei presupposti per il versamento, da parte del ricorrente, dell’ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari a quello dovuto per il ricorso, a norma del comma 1-bis dello stesso art. 13.

CODICE DELLA STRADA – ART. 142

Art. 142. Limiti di velocità. (4)

1. Ai fini della sicurezza della circolazione e della tutela della vita umana la velocità massima non può superare i 130 km/h per le autostrade, i 110 km/h per le strade extraurbane principali, i 90 km/h per le strade extraurbane secondarie e per le strade extraurbane locali, ed i 50 km/h per le strade nei centri abitati, con la possibilità di elevare tale limite fino ad un massimo di 70 km/h per le strade urbane le cui caratteristiche costruttive e funzionali lo consentano, previa installazione degli appositi segnali. Sulle autostrade a tre corsie più corsia di emergenza per ogni senso di marcia, dotate di apparecchiature debitamente omologte per il calcolo della velocità media di percorrenza su tratti determinati, gli enti proprietari o concessionari possono elevare il limite massimo di velocità fino a 150 km/h sulla base delle caratteristiche progettuali ed effettive del tracciato, previa installazione degli appositi segnali, sempreché lo consentano l’intensità del traffico, le condizioni atmosferiche prevalenti ed i dati di incidentalità dell’ultimo quinquennio. In caso di precipitazioni atmosferiche di qualsiasi natura, la velocità massima non può superare i 110 km/h per le autostrade ed i 90 km/h per le strade extraurbane principali. (1) (5)

2. Entro i limiti massimi suddetti, gli enti proprietari della strada possono fissare, provvedendo anche alla relativa segnalazione, limiti di velocità minimi e limiti di velocità massimi, diversi da quelli fissati al comma 1, in determinate strade e tratti di strada quando l’applicazione al caso concreto dei criteri indicati nel comma 1 renda opportuna la determinazione di limiti diversi, seguendo le direttive che saranno impartite dal Ministro delle infrastrutture e dei trasporti. Gli enti proprietari della strada hanno l’obbligo di adeguare tempestivamente i limiti di velocità al venir meno delle cause che hanno indotto a disporre limiti particolari. Il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti può modificare i provvedimenti presi dagli enti proprietari della strada, quando siano contrari alle proprie direttive e comunque contrastanti con i criteri di cui al comma 1. Lo stesso Ministro può anche disporre l’imposizione di limiti, ove non vi abbia provveduto l’ente proprietario; in caso di mancato adempimento, il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti può procedere direttamente alla esecuzione delle opere necessarie, con diritto di rivalsa nei confronti dell’ente proprietario.

3. Le seguenti categorie di veicoli non possono superare le velocità sottoindicate:

a) ciclomotori: 45 km/h;

b) autoveicoli o motoveicoli utilizzati per il trasporto delle merci pericolose rientranti nella classe 1 figurante in allegato all’accordo di cui all’articolo 168, comma 1, quando viaggiano carichi: 50 km/h fuori dei centri abitati; 30 km/h nei centri abitati;

c) macchine agricole e macchine operatrici: 40 km/h se montati su pneumatici o su altri sistemi equipollenti; 15 km/h in tutti gli altri casi;

d) quadricicli: 80 km/h fuori dei centri abitati;

e) treni costituiti da un autoveicolo e da un rimorchio di cui alle lettere h), i) e l) dell’art. 54, comma 1: 70 km/h fuori dei centri abitati; 80 km/h sulle autostrade;

f) autobus e filobus di massa complessiva a pieno carico superiore a 8 t: 80 km/h fuori dei centri abitati; 100 km/h sulle autostrade;

g) autoveicoli destinati al trasporto di cose o ad altri usi, di massa complessiva a pieno carico superiore a 3,5 t e fino a 12 t: 80 km/h fuori dei centri abitati; 100 km/h sulle autostrade;

h) autoveicoli destinati al trasporto di cose o ad altri usi, di massa complessiva a pieno carico superiore a 12 t: 70 km/h fuori dei centri abitati; 80 km/h sulle autostrade;

i) autocarri di massa complessiva a pieno carico superiore a 5 t se adoperati per il trasporto di persone ai sensi dell’art. 82, comma 6: 70 km/h fuori dei centri abitati; 80 km/h sulle autostrade;

l) mezzi d’opera quando viaggiano a pieno carico: 40 km/h nei centri abitati; 60 km/h fuori dei centri abitati.

4. Nella parte posteriore dei veicoli di cui al comma 3, ad eccezione di quelli di cui alle lettere a) e b), devono essere indicate le velocità massime consentite. Qualora si tratti di complessi di veicoli, l’indicazione del limite va riportata sui rimorchi ovvero sui semirimorchi. Sono comunque esclusi da tale obbligo gli autoveicoli militari ricompresi nelle lettere c), g), h) ed i) del comma 3, quando siano in dotazione alle Forze armate, ovvero ai Corpi ed organismi indicati nell’articolo 138, comma 11.

5. In tutti i casi nei quali sono fissati limiti di velocità restano fermi gli obblighi stabiliti dall’art. 141.

6. Per la determinazione dell’osservanza dei limiti di velocità sono considerate fonti di prova le risultanze di apparecchiature debitamente omologate, anche per il calcolo della velocità media di percorrenza su tratti determinati, nonché le registrazioni del cronotachigrafo e i documenti relativi ai percorsi autostradali, come precisato dal regolamento.

6-bis. Le postazioni di controllo sulla rete stradale per il rilevamento della velocità devono essere preventivamente segnalate e ben visibili, ricorrendo all?impiego di cartelli o di dispositivi di segnalazione luminosi, conformemente alle norme stabilite nel regolamento di esecuzione del presente codice. Le modalità di impiego sono stabilite con decreto del Ministro dei Trasporti, di concerto con il Ministro dell?Interno.

7. Chiunque non osserva i limiti minimi di velocità, ovvero supera i limiti massimi di velocità di non oltre 10 km/h, è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 41 a euro 168.

8. Chiunque supera di oltre 10 km/h e di non oltre 40 km/h i limiti massimi di velocità è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 168 a euro 674.

9. Chiunque supera di oltre 40 km/h ma di non oltre 60 km/h i limiti massimi di velocità è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 527 a euro 2.108. Dalla violazione consegue la sanzione amministrativa accessoria della sospensione della patente di guida da uno a tre mesi. (5)

9-bis. Chiunque supera di oltre 60 km/h i limiti massimi di velocità è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 821 a euro 3.287. Dalla violazione consegue la sanzione amministrativa accessoria della sospensione della patente di guida da sei a dodici mesi, ai sensi delle norme di cui al capo I, sezione II, del titolo VI.(5)

10. Chiunque viola le disposizioni di cui al comma 4 è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 25 a euro 99.

11. Se le violazioni di cui ai commi 7, 8, 9 e 9-bis sono commesse alla guida di uno dei veicoli indicati al comma 3, lettere b), e), f), g), h), i) e l), le sanzioni amministrative pecuniarie e quelle accessorie ivi previste sono raddoppiate. L’eccesso di velocità oltre il limite al quale è tarato il limitatore di velocità di cui all’articolo 179 comporta, nei veicoli obbligati a montare tale apparecchio, l’applicazione delle sanzioni amministrative pecuniarie previste dai commi 2-bis e 3 del medesimo articolo 179, per il caso di limitatore non funzionante o alterato. È sempre disposto l’accompagnamento del mezzo presso un’officina autorizzata, per i fini di cui al comma 6-bis del citato articolo 179.

12. Quando il titolare di una patente di guida sia incorso, in un periodo di due anni, in una ulteriore violazione del comma 9, la sanzione amministrativa accessoria è la sospensione della patente da otto a diciotto mesi, ai sensi delle norme di cui al capo I, sezione II, del titolo VI. Quando il titolare di una patente di guida sia incorso, in un periodo di due anni, in una ulteriore violazione del comma 9-bis, la sanzione amministrativa accessoria è la revoca della patente, ai sensi delle norme di cui al capo I, sezione II, del titolo VI.

12-bis. I  proventi  delle  sanzioni  derivanti  dall’accertamento delle violazioni  dei  limiti  massimi  di  velocità  stabiliti  dal presente articolo, attraverso l’impiego di apparecchi o di sistemi di rilevamento della  velocità  ovvero  attraverso  l’utilizzazione  di dispositivi  o  di  mezzi  tecnici  di  controllo  a  distanza  delle violazioni ai sensi dell’articolo 4 del decreto-legge 20 giugno 2002, n. 121, convertito, con modificazioni, dalla legge 1° agosto 2002, n. 168, e successive modificazioni, sono attribuiti, in misura  pari  al 50 per cento ciascuno, all’ente proprietario della strada su  cui  è stato  effettuato  l’accertamento  o  agli  enti  che  esercitano  le relative  funzioni  ai  sensi  dell’articolo  39  del   decreto   del Presidente della Repubblica 22 marzo 1974, n. 381, e all’ente da  cui dipende l’organo accertatore, alle condizioni e nei limiti di cui  ai commi  12-ter  e  12-quater.  Le  disposizioni  di  cui  al   periodo precedente non si applicano alle strade in concessione. Gli  enti  di cui al presente comma diversi dallo Stato  utilizzano  la  quota  dei proventi ad essi destinati  nella  regione  nella  quale  sono  stati effettuati gli accertamenti.  (6)

12-ter. Gli  enti  di  cui  al  comma  12-bis  destinano  le  somme derivanti dall’attribuzione delle quote dei proventi  delle  sanzioni amministrative pecuniarie di cui al medesimo comma alla realizzazione di  interventi  di  manutenzione   e   messa   in   sicurezza   delle infrastrutture stradali, ivi comprese la segnaletica e le barriere, e dei relativi impianti, nonché al potenziamento  delle  attività  di controllo  e  di  accertamento  delle  violazioni   in   materia   di circolazione stradale, ivi comprese le spese relative  al  personale, nel rispetto della normativa vigente relativa al  contenimento  delle spese in materia  di  pubblico  impiego  e  al  patto  di  stabilità interno. (6)

12-quater. Ciascun ente locale  trasmette  in  via  informatica  al Ministero delle  infrastrutture  e  dei  trasporti  ed  al  Ministero dell’interno, entro il 31 maggio di ogni anno, una relazione  in  cui sono  indicati,  con  riferimento  all’anno  precedente,  l’ammontare complessivo dei proventi di propria  spettanza  di  cui  al  comma  1 dell’articolo 208 e al  comma  12-bis  del  presente  articolo,  come risultante  da  rendiconto  approvato  nel  medesimo  anno,   e   gli interventi realizzati a valere su tali risorse, con la specificazione degli oneri sostenuti per  ciascun  intervento.  La  percentuale  dei proventi spettanti ai sensi del comma 12-bis è ridotta  del  30  per cento annuo nei confronti dell’ente che non trasmetta la relazione di cui al periodo precedente, ovvero che utilizzi i proventi di  cui  al primo periodo in  modo  difforme  da  quanto  previsto  dal  comma  4 dell’articolo 208 e dal  comma  12-ter  del  presente  articolo,  per ciascun  anno  per  il  quale  sia  riscontrata  una  delle  predette inadempienze.  (6)

(1) Comma sostituito dall’art. 9 del d. legisl. 15 gennaio 2002 n.9. (2) Per l’art. 1, d.m. 29 ottobre 1997, nell’impiego di apparecchi automatici per gli accertamenti della velocità deve essere applicata una riduzione pari al 5%, con un minimo di 5 km/h. Nella riduzione è compresa anche la tolleranza strumentale. (3) Vedi anche art. 4 del decreto-legge 121/2002, come modificato dalla legge di conversione, n. 168/2002, in G. U. 6 agosto 2002, con decorrenza 7 agosto 2002 (ulteriormente modificato dal decreto-legge n. 151/2003, conv. con legge n. 214 del 1° agosto 2003), il quale stabilisce : 1. Sulle autostrade e sulle strade extraurbane principali di cui all’articolo 2, comma 2, lettere A e B, del decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285, gli organi di polizia stradale di cui all’articolo 12, comma 1, del medesimo decreto legislativo, secondo le direttive fornite dal Ministero dell’interno, sentito il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, possono utilizzare o installare dispositivi o mezzi tecnici di controllo del traffico, di cui viene data informazione agli automobilisti, finalizzati al rilevamento a distanza delle violazioni alle norme di comportamento di cui agli articoli 142 e 148 e 176 dello stesso decreto legislativo, e successive modificazioni. I predetti dispositivi o mezzi tecnici di controllo possono essere altresì utilizzati o installati sulle strade di cui all’articolo 2, comma 2, lettere C e D, del citato decreto legislativo, ovvero su singoli tratti di esse, individuati con apposito decreto del prefetto ai sensi del comma 2. 2. Entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, il prefetto, sentiti gli organi di polizia stradale competenti per territorio e su conforme parere degli enti proprietari, individua le strade, diverse dalle autostrade o dalle strade extraurbane principali, di cui al comma 1, ovvero singoli tratti di esse, tenendo conto del tasso di incidentalità, delle condizioni strutturali, plano-altimetriche e di traffico per le quali non è possibile il fermo di un veicolo senza recare pregiudizio alla sicurezza della circolazione, alla fluidità del traffico o all’incolumità degli agenti operanti e dei soggetti controllati. La medesima procedura si applica anche per le successive integrazioni o modifiche dell’elenco delle strade di cui al precedente periodo. 3. Nei casi indicati dal comma 1, la violazione deve essere documentata con sistemi fotografici, di ripresa video o con analoghi dispositivi che, nel rispetto delle esigenze correlate alla tutela della riservatezza personale, consentano di accertare, anche in tempi successivi, le modalità di svolgimento dei fatti costituenti illecito amministrativo, nonchè i dati di immatricolazione del veicolo ovvero il responsabile della circolazione. Se vengono utilizzati dispositivi che consentono di accertare in modo automatico la violazione, senza la presenza o il diretto intervento degli agenti preposti, gli stessi devono essere approvati od omologati ai sensi dell’articolo 45, comma 6, del decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285

(4) Articolo modificato dall’art. 3 del decreto-legge n. 117 del 3 agosto 2007, convertito con modificazioni dalla legge 2 ottobre 2007, n. 160.

(5) Così modificato 29 luglio 2010, n. 120 ( G.U. n. 175 del 29 luglio 2010 suppl. ord.).

(6)Commi introdotti dalla legge cit. cfr. nota 5, che si applicano a decorrere dal primo esercizio finanziario successivo a quello in corso alla data dell’emanazione del decreto di cui al comma 2.


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