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Le Guide La responsabilità precontrattuale

Le Guide Pubblicato il 17 marzo 2018

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Differenza tra responsabilità contrattuale e responsabilità extracontrattuale. Cos’è la responsabilità precontrattuale? Quali sono i casi?

Tradizionalmente, si individuano due forme ben precise di responsabilità civile: la responsabilità contrattuale e la responsabilità extracontrattuale. L’evoluzione della dottrina e della giurisprudenza, però, ha portato all’elaborazione di altre forme di responsabilità, non sempre facilmente inquadrabili. Tra queste, la più nota è la responsabilità precontrattuale, direttamente prevista dal codice civile ma di difficile collocazione all’interno della grande ripartizione tra responsabilità contrattuale ed extracontrattuale. Di cosa si tratta? Cos’è la responsabilità precontrattuale? Per capirlo dobbiamo fare un passo indietro.

Responsabilità contrattuale: cos’è?

Quotidianamente le persone intrattengono tra loro rapporti: questi possono essere sentimentali, di cortesia oppure giuridici. Un rapporto giuridico è un legame che si instaura tra due o più persone e che è disciplinato dalla legge.

Il rapporto giuridico più classico che esista è quello contrattuale. Cos’è un contratto? Un contratto è un accordo tra due o più parti per regolare rapporti di natura economica [1].

Orbene, non bisogna credere che per stipulare un contratto occorre andare per forza da un notaio oppure sottoscrivere un documento formale. Secondo il principio della libertà delle forme, infatti, per concludere un accordo è sufficiente un’intesa verbale. In altre parole, il pezzo di carta scritto è necessario soltanto se la legge lo prevede espressamente.

Di conseguenza, il semplice acquisto di un pacchetto di sigarette dal tabaccaio è sufficiente a stabilire un rapporto contrattuale tra acquirente e venditore.

Spiegato ciò, viene naturale capire cosa intendiamo quando parliamo di responsabilità contrattuale: questa è la responsabilità che sorge nel momento in cui una delle parti del contratto viene meno ai suoi obblighi. Ad esempio, Tizio ordina la torta nuziale per il suo matrimonio, ma il pasticcere non gliela prepara in tempo. Il pasticcere incorrerà in responsabilità contrattuale perché inadempiente al vincolo contrattuale sorto con il cliente.

Responsabilità contrattuale: cosa comporta?

Cosa succede al pasticciere “pasticcione” che non ha rispettato l’impegno preso? Semplice: è tenuto al risarcimento del danno a favore del creditore. Quest’ultimo, tra l’altro, potrebbe avere ancora interesse alla prestazione del suo debitore: in questo caso, anziché risolvere il contratto, il creditore potrà chiedere comunque l’adempimento (seppur tardivo), fermo restando il diritto al risarcimento.

In altre parole, davanti ad un inadempimento contrattuale, al creditore si prospettano due vie:

  1. Chiedere la risoluzione del contratto e il risarcimento del danno;
  2. Chiedere comunque l’adempimento, oltre al risarcimento del danno [2].

La risoluzione del contratto, in particolare, è uno strumento previsto appositamente per tutti i contratti in cui entrambe le parti coinvolte sono tenute ad una prestazione a favore dell’altra: in giuridichese si parla di contratti sinallagmatici.

La risoluzione consente al creditore di sciogliere il contratto, liberandolo così dall’obbligo di effettuare la sua prestazione (e, se già effettuata, dandogli il diritto a vedersela restituita), oltre al risarcimento del danno derivante dall’inadempimento dell’altra parte.

Se, invece, il creditore opta per l’altra strada, cioè per chiedere comunque la prestazione del debitore, anche lui rimarrà vincolato ad effettuare la propria.

Responsabilità contrattuale: quali caratteristiche?

L’unico modo che ha il debitore per evitare la responsabilità contrattuale è quello di dimostrare che l’inadempimento o il ritardo nell’adempimento è derivato da impossibilità della prestazione a lui non imputabile [3].

In altre parole, perché il debitore possa ritenersi liberato dalla propria obbligazione deve dimostrare che non ha potuto adempiere per un motivo che non è a lui attribuibile. Tornando all’esempio di prima, il pasticciere potrà dimostrare che la consegna della torta non è avvenuta perché, durante il trasporto, il suo furgone è stato speronato da un’altra vettura, finendo così fuori strada.

Detto ancora diversamente, tra la condotta del debitore e l’esatto adempimento deve interporsi un evento straordinario, imprevedibile, che non può assolutamente essere attribuito alla parte.

Ugualmente, si va esenti da responsabilità quando la prestazione, sempre a causa di eventi sopraggiunti, è divenuta eccessivamente difficoltosa. Recuperando sempre l’esempio di prima, si immagini che il ponte che deve necessariamente attraversare il pasticciere per recarsi al banchetto nuziale sia interrotto. In questo caso, la mancata consegna (nel caso in cui, ad esempio, non vi fossero altre vie) oppure il ritardo (se ci sono altre strade che allungano il tragitto) sono giustificati, quindi non imputabili al debitore. Né a quest’ultimo si potrà chiedere di attraversare a nuoto il fiume che separa le due sponde un tempo unite dal ponte: sarebbe per lui un impegno troppo gravoso, che va al di là degli accordi iniziali.

La legge impone un’inversione dell’onere della prova: il creditore che agisce in giudizio può limitarsi a provare l’esistenza del suo credito e il fatto storico dell’inadempimento, mentre non è tenuto a fornire la prova della responsabilità del debitore. Grava su quest’ultimo, invece, il compito di provare che l’inadempimento o il ritardo è stato determinato da cause a lui non imputabili.

Responsabilità extracontrattuale: cos’è?

Ora è molto più facile spiegare cos’è la responsabilità extracontrattuale. Il nome già chiarisce tutto: si tratta della responsabilità che sorge a seguito di un fatto che lede un diritto altrui, pur in assenza di un vincolo contrattuale [4].

Potrebbero essere fatti infiniti esempi: un sinistro tra autovetture; il danneggiamento di un prezioso cimelio; la rottura del vetro di una finestra causata da una pallonata. In tutte queste circostanze, l’autore del fatto è tenuto a pagare il risarcimento al danneggiato.

Caratteristica della responsabilità extracontrattuale, quindi, è l’estraneità tra il danneggiante e il danneggiato: tra loro non sussiste alcun legame contrattuale, se non un generico dovere (che incombe in capo a tutti i consociati) di astenersi dal danneggiare gli altri.

Responsabilità extracontrattuale e responsabilità contrattuale: differenze

L’assenza di un accordo tra le parti non è l’unica differenza tra la responsabilità contrattuale e quella extracontrattuale. Volendo offrire una panoramica rapida ed efficace, possiamo dire che le differenze essenziali riguardano i seguenti aspetti.

Onere della prova: qual è?

Nell’ipotesi di responsabilità extracontrattuale il danneggiato deve dimostrare non solo il danno patito, ma anche il fatto illecito, l’entità del danno, la colpa o il dolo (cioè l’intenzionalità) dell’agente e il nesso di causalità tra la condotta del danneggiante e il danno.

Esempio: lo sposo che ha ordinato la torta mai arrivata deve soltanto dimostrare che aveva incaricato il pasticciere di prepararla e di recapitarla (responsabilità contrattuale); dovrà essere poi il debitore (cioè il pasticciere) a dimostrare che non è stata colpa sua se non ha potuto rispettare l’impegno.

Colui che subisce un danno da una persona con cui non ha stipulato alcun accordo, invece, deve dimostrare tutto, anche il fatto del terzo, l’elemento psicologico (dolo o colpa) con cui è stato commesso e il nesso che lega il danno alla condotta illecita.

Danni risarcibili: quali sono?

Il danneggiato ha diritto non solo ai danni prevedibili al momento dell’illecito (come avviene nella responsabilità contrattuale), ma anche a quelli imprevedibili. Facciamo un esempio. Se il nostro famoso pasticciere non riesce a portare la torta alle nozze, pagherà un risarcimento commisurato al danno patito dagli sposi. Se, però, a causa del suo inadempimento, dovessero sopraggiungere complicanze ulteriori, come ad esempio, una lite tra gli ospiti causata proprio dall’assenza del dolce nuziale, lite che cagiona danni al ristorante, di certo non potrà risponderne il pasticciere, seppur la contesa sia nata dal suo inadempimento. La discussione con tanto di danni al locale non era di certo prevedibile al momento dell’incarico affidatogli.

Nella responsabilità extracontrattuale, invece, il limite della prevedibilità non sussiste.

Prescrizione: qual è il termine?

in caso di responsabilità contrattuale, il diritto al risarcimento del danno si prescrive, normalmente, entro dieci anni, mentre nell’ipotesi di responsabilità extracontrattuale il diritto al risarcimento si prescrive nel termine di cinque anni (nel caso di sinistro tra autoveicoli il termine è ridotto a due anni).

Responsabilità precontrattuale: cos’è?

Abbiamo spiegato, per sommi capi, cosa siano la responsabilità contrattuale e quella extracontrattuale. Rimane da rispondere alla domanda di fondo dell’articolo: cos’è la responsabilità precontrattuale? Andiamo con ordine.

Il codice civile dice che le parti, nello svolgimento delle trattative e nella formazione del contratto, devono comportarsi secondo buona fede [5]. L’articolo che cita questo dovere parla testualmente di responsabilità precontrattuale. Cosa significa?

In buona sostanza, la norma impone a coloro che sono in trattative in vista della stipula di un futuro contratto di comportarsi lealmente, secondo correttezza, senza ingannare l’altra parte. Le trattative possono essere definite come il contatto sociale instaurato tra le parti interessate alla conclusione di un contratto.

La fase delle trattative è molto particolare in quanto, pur non essendo ancora sorto un vero e proprio vincolo, i soggetti coinvolti sarebbero già tenuti al rispetto di alcuni obblighi di lealtà. Detto ancora in altre parole, le persone che si siedono allo stesso tavolo per discutere di un futuro contratto (ad esempio, della vendita di una vettura, della costruzione di una casa, ecc.), pur non avendo assunto ancora un impegno giuridico vincolante a tutti gli effetti, devono comunque comportarsi in una determinata maniera.

La violazione di questo obbligo comporta il sorgere, appunto, di responsabilità precontrattuale e, quindi, l’obbligo di risarcire il danno.

Due sono le tematiche più importanti riguardanti la responsabilità precontrattuale: la natura giuridica di questo particolare tipo di responsabilità; i casi più frequenti che la fanno sorgere.

Responsabilità precontrattuale: quale natura?

Le tesi che si contendono il campo circa la natura della responsabilità precontrattuale sono tre:

  • Secondo la prima, il contatto instauratosi tra le parti a seguito delle trattative fa sorgere tra di esse un vincolo equiparabile a quello contrattuale vero e proprio. Di conseguenza, la violazione dei doveri di lealtà e buona fede fa scaturire una responsabilità di tipo contrattuale a tutti gli effetti;
  • Secondo altra teoria, invece, poiché tra le parti non si è formato ancora alcun vincolo, chi viola la buona fede durante le trattative risponderà secondo lo schema, sopra analizzato, della responsabilità extracontrattuale. È questa la tesi accolta dalla giurisprudenza prevalente [6].
  • Secondo una terza tesi, invece, si tratterebbe di una speciale forma di responsabilità a sé stante, diversa sia da quella contrattuale che da quella extracontrattuale.

È chiaro che l’accoglimento dell’una o dell’altra tesi si ripercuote concretamente sul regime giuridico da applicare all’inadempimento, in tema di prescrizione del diritto al risarcimento, onere della prova, entità del risarcimento, come visto sopra.

Responsabilità precontrattuale: quali casi?

Le ipotesi di responsabilità precontrattuale sono tante. Le più comuni riguardano i casi di recesso ingiustificato dalle trattative e l’omessa informazione della controparte.

Nel primo caso, si ritiene sia contrario a buona fede recedere ingiustificatamente dalle trattative che erano state condotte fino al punto da far sorgere nella controparte la ragionevole convinzione circa la prossima conclusione del contratto.

Nella seconda circostanza, invece, sorge responsabilità precontrattuale quando una parte è a conoscenza della possibile causa di invalidità che colpirebbe il contratto una volta concluso, ma non avverte la controparte [7]. Ad esempio, Tizio, mentre è al tavolo delle trattative con Caio, si accorge che il contratto sarebbe nullo perché ha ad oggetto la vendita di un bene demaniale (cioè dello Stato), ma non dice nulla a Caio.

Più in generale, incorre in responsabilità precontrattuale chi inganna l’altra parte, spingendolo a concludere un contratto che non vorrebbe oppure inducendola volontariamente in errore.

note

[1] Art. 1321 cod. civ.

[2] Art. 1453 cod. civ.

[3] Art. 1218 cod. civ.

[4] Art. 2043 cod. civ.

[5] Art. 1337 cod. civ.

[6] Cass., sezioni unite, sent. n. 9645/2001 del 16.07.2001.

[7] Art. 1338 cod. civ.

Autore immagine: Pixabay.com


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