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Lo sai che? Contratto statali 2018: aumento stipendio per docenti, Ata e ricercatori

Lo sai che? Pubblicato il 19 febbraio 2018

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> Lo sai che? Pubblicato il 19 febbraio 2018

Un nuovo contratto siglato tra gli statali e i sindacati: un aumento del salario e altri vantaggi: ma quali sono? Vediamoli insieme

Chi ha detto che insegnare non conviene più ed è un mestiere che si continua a fare solo per passione? Un precariato eterno, sottopagato, che porta – se va bene – a una pensione di miseria. Uno scenario scoraggiante che sembra ridurre l’istruzione a una remissione. E poi, perché fare ricerca con un guadagno che è pari a zero? Finora il quadro che si presentava a chi volesse inserirsi nel mondo della scuola sembrava questo. Poi qualcosa è cambiato poco a poco. E ora vi potrebbero essere sempre più dei risvolti positivi. Innanzitutto il concorso indetto il per personale Ata, che ha fatto ben sperare nell’inserimento e nell’inquadramento di molta gente disoccupata o precaria. Poi la cosiddetta Riforma Madia [1] che ha cercato di apportare migliorie significative proprio in tale ambito (puntando soprattutto ad un’evoluzione nella digitalizzazione della pubblica amministrazione e nella sua riorganizzazione). Ed è così che si è arrivati a siglare un importante accordo con i sindacati di categoria (ma non Gilda e Snals – Sindacato Nazionale Autonomo Lavoratori Scuola) e con l’organo di rappresentanza legale delle pubbliche amministrazione in fase di contrattazione collettiva nazionale, ovvero l’Aran [2] (l’Agenzia per la rappresentanza negoziale delle pubbliche amministrazioni). Un altro significativo passo in avanti per tutti i cosiddetti statali. Vediamo nel dettaglio quali sono i vantaggi di tale nuovo contratto.

Nuovo contratto per tutti gli statali: aumento di stipendio e altri vantaggi, ma per chi?

Quest’ultima categoria comprende docenti, personale Ata (ovvero amministrativo, tecnico e ausiliario), ricercatori. Per tutti loro, per quest’anno è previsto un aumento dello stipendio (variabile da 80,40 euro fino a un massimo circa di 110, 70 euro, con una media pari a 85 euro lordi mensili) fino a tutto il dicembre prossimo; poi dal 2019 si vedrà e potrebbe esserci un ulteriore incremento. Tutto ciò è un beneficio scaturito del contratto stipulato, che ha validità per il triennio dal 2016 al 2018. Ma questo nuovo contratto porta anche altri incentivi. Non è solo una sorta di bonus aggiuntivo allo stipendio, per merito o altro, derivante da un cambiamento del costo della vita un po’ sulla linea del ‘bonus mamme’ o ‘bonus bebè’ per le nascite. Nulla di tutto questo, è cosa ben più complessa che cerca di inquadrare e superare diverse problematiche legate al mondo dell’istruzione e della scuola. Innanzitutto è rilevante poichè riguarda più di un milione di dipendenti statali (un milione e 200mila circa per la precisione); non solo, ma anche amministrativi degli Enti di ricerca e delle università e – ancora -, oltre ai ‘ricercatori universitari’, anche addetti dell’Alta formazione artistica e musicale (Afam) – calcolati in altri 200mila circa -.

Non solo aumento salariale per gli statali, ma anche altri aspetti positivi: quali?

Una precisazione è oltremodo doverosa. Dicevamo appunto, specificando, che occorre sottolineare fortemente il fatto che non è un semplice bonus, aggiuntivo o sostitutivo. Non è da confondere o equiparare, infatti, al bonus fiscale di circa 80 euro (detto anche Bonus Irpef) ricevuto dai docenti più disagiati con un reddito annuale che si aggira dai 24mila ai 26mila euro (senza superare mai tale cifra); anzi, tale misura è stata estesa, dalla Legge di Bilancio 2018, ampliando la fascia di reddito, salita – rispettivamente – a 24mila e 600 e 26mila e 600 euro [3]. Infatti l’aumento salariale, di cui abbiamo detto, prescinde da altri ‘bonus’ inclusi dal nuovo contratto firmato.

Tra questi ultimi abbiamo, in primis, il cosiddetto bonus per merito [4]. Poi un forte incentivo viene dato soprattutto alla formazione del corpo docente, con ben 500 euro circa a testa stanziati a favore di tale settore (destinati all’acquisto di computer, tablet e ad eventuali corsi di aggiornamento e formazione). Se la formazione in servizio con tale contratto è assolutamente obbligatoria, diventa sempre più rilevante la figura del tutor (e con essa diviene centrale allora l’alternanza scuola-lavoro) ‘premiata’ per la prima volta, tanto da essere pagata a parte con un supplemento aggiuntivo sullo stipendio. Formazione da intendersi sia quella richiesta dai vari albi ed ordini professionali, sia quella in linea con il diritto allo studio per cui vengono istituiti lavoratori a termine, ma soprattutto il cosiddetto libretto formativo.

Ma questa non è la sola premialità. C’è un’altra forma altrettanto fondamentale, che va a collimare con la tutela e la sicurezza del dipendente pubblico sul luogo di lavoro e si fanno più stringenti le sanzioni disciplinari. Per quanto riguarda la tutela, essa viene fornita con la concessione di maggiori permessi e congedi per visite specialistiche o cure mediche (sia per effettuare terapie che esami ); tali misure sono rivolte soprattutto ai malati colpiti da gravi patologie, in particolare se croniche ed invalidanti. Non solo. Sempre in tema di salvaguardia del lavoratore sul luogo di lavoro, si vuole fare di più per le dipendenti vittime di violenza alle quali vengono concessi ben tre mesi di aspettativa ulteriori rispetto agli altri tre di congedo sanciti e stabiliti dalla legge.

Altro filone legato alla ‘tutela’, rilevante poiché legato all’uso sempre più esteso sul lavoro delle nuove tecnologie, è il cosiddetto diritto alla disconnessione notturna: niente più e-mail, sms, comunicazioni varie di notte ai dipendenti, anche che riguardino informazioni di servizio e di lavoro circa riunioni o altre comunicazioni importanti.

Per ciò che concerne l’ambito ‘sanzioni’, verrà punito in maniera drastica l’assenteismo non giustificato di qualunque dipendente. Già la Riforma Madia aveva irrigidito le punizioni per i cosiddetti “furbetti del cartellino”, facendo scattare anche il licenziamento disciplinare immediato. I fatti le hanno dato ragione: un esempio è venuto dai recenti episodi sia a Torino (dove circa venti dipendenti pubblici risultano indagati per tale reato) sia a Roma (con altri dodici indagati quali ‘furbetti del cartellino’, per ore di lavoro retribuite ma non svolte in realtà, con un danno all’amministrazione in migliaia di euro).

Infine, se l’obiettivo del nuovo contratto è garantire, tutelare e valorizzare la libertà d’insegnamento, un’altra misura non meno significativa è quella di salvaguardare l’integrità psicologica del lavoratore, proteggendolo da ogni forma di stress eccessivo che impedisca il reale svolgimento del proprio mestiere in armonia e serenità, permettendogli un benessere psico-fisico che favorisca un maggiore e migliore rendimento e una condizione più piacevole in cui adoperarsi ed operare. Agire in un ambiente salutare non può che far bene al lavoratore e a chi con lui interagisce. Salutare nel senso ampio del termine. Contro ogni forma di quello che viene definito con il vocabolo inglese bornout: letteralmente significa ‘bruciato’ ‘fuso’, e indica uno stato di stress psicofisico dovuto a uno sforzo lavorativo molto forte e prolungato, che conduce a demotivazione e disinteresse, per cui si perde la passione nello svolgere il proprio lavoro. Dunque mai più nessuna pressione, né fisica né psicologica; e questo è riconducibile al sanzionare qualsiasi forma di violenza sulle donne, come attraverso lo stalking stesso (nel privato come sul lavoro), ma anche di mobbing per quanto riguarda il lavoro più nello specifico.

note

[1] Ovvero la legge 124/2015 in tema di riorganizzazione della pubblica amministrazione e successive modifiche.

[2] L’Aran è stata istituita dall’articolo 50 del decreto legislativo 3 febbraio del 1993, n. 29, a norma di quanto dettato dal cosiddetto Statuto dei lavoratori (ovvero la legge n. 421 del 23 ottobre 1992) all’articolo 2.

[3] La variazione dell’ammontare del reddito che dà diritto al bonus è comunicata nell’articolo 13 del testo unico delle imposte sui redditi (di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917) al comma 1-bis.

[4] Il bonus per merito, assegnato ai docenti più meritevoli di ogni scuola di ciascun ordine e grado, è sancito dall’articolo 1, comma 126 della legge 107/2015. Per l’anno scolastico 2017/2018 è stato stanziato un fondo per il MOF (fondo per il Miglioramento dell’offerta formativa) pari a 24mila euro.

Autore Immagine: Pixabay.com


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