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News Aumento pensioni col rinnovo dei contratti statali

News Pubblicato il 19 febbraio 2018

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> News Pubblicato il 19 febbraio 2018

Il rinnovo dei contratti del pubblico impiego fa aumentare la pensione e la buonuscita.

Aumentano pensione e trattamento di fine servizio e di fine rapporto, grazie al rinnovo della parte economica dei contratti di pubblico impiego. Per effetto delle disposizioni dei nuovi Ccnl (contratti collettivi nazionali), difatti, i benefici economici derivanti dai rinnovi contrattuali devono essere considerati per intero a favore del personale cessato dal servizio, con diritto a pensione nel periodo di vigenza dei contratti rinnovati.

In parole semplici, chi si è pensionato dal 1° gennaio 2016, grazie al rinnovo dei contratti statali ha un aumento della pensione, in quanto viene aggiornata la base pensionabile sulla quale si calcola il trattamento. Oltre all’aumento della pensione, l’incremento dello stipendio dei dipendenti pubblici determina anche l’aumento della buonuscita, o trattamento di fine servizio, in quanto il suo ammontare è calcolato sulla base dell’ultima retribuzione: rispetto alla pensione, però, l’incremento della buonuscita sarà più leggero.

Ma procediamo per ordine e vediamo di fare chiarezza in merito all’aumento pensioni col rinnovo dei contratti statali: ai lavoratori di quali comparti spetta, come si calcola l’aumento della pensione e della buonuscita, quando viene liquidato.

Chi ha diritto all’aumento pensione per il rinnovo dei contratti statali?

L’aumento pensione interessa tutti i lavoratori pubblici i cui contratti collettivi applicati abbiano beneficiato del rinnovo della parte economica. In particolare, si tratta:

  • dei lavoratori del comparto Funzioni Centrali dello Stato, per i quali è stata raggiunta l’intesa definitiva in merito al rinnovo contrattuale;
  • dei lavoratori del settore conoscenza (scuola, formazione, università, ricerca);
  • dei lavoratori del Comparto Difesa e Sicurezza, Vigili del Fuoco.

Gli aumenti interesseranno, in ogni caso, anche gli altri comparti per i quali si stanno ancora concludendo le procedure di rinnovo contrattuale, come enti locali e sanità.

Perché sia valido il ricalcolo della pensione, la decorrenza del trattamento non deve essere precedente al 1° gennaio 2016.

Come si calcola l’aumento pensione per il rinnovo dei contratti statali?

L’aumento della pensione viene calcolato in modo differente, a seconda della data di pensionamento.

Nel dettaglio:

  • chi si è pensionato nel 2016 ottiene il ricalcolo della pensione dal 1° gennaio 2017, dal 1° gennaio 2017 e dal 1° marzo 2018;
  • chi è andato in pensione tra il 1° gennaio ed il 31 dicembre 2017 ha diritto al ricalcolo dal 1° gennaio 2017 e dal 1° marzo 2018;
  • chi è andato in pensione tra il 1° gennaio ed il 28 febbraio 2018 ha diritto al ricalcolo della pensione dal 1° marzo 2018.

In buona sostanza, il calcolo finale della pensione comprende per intero gli aumenti dello stipendio riconosciuti nel triennio 2016-2018, anche se i benefici economici possono decorrere da un momento successivo a quello della data di pensionamento.

Gli aumenti contrattuali, pari a 80-90 euro mensili, si riflettono così sulla pensione.

Come si calcola l’aumento buonuscita per il rinnovo dei contratti statali?

Aumenta in misura inferiore, invece, la buonuscita, cioè il trattamento di fine servizio (Tfs) o di fine rapporto (Tfr). I nuovi contratti, difatti, dispongono che, ai fini della buonuscita, si debbano solo considerare gli aumenti spettanti alla data di cessazione del rapporto di lavoro.

Pertanto:

  • chi si è pensionato nel 2016 ha diritto soltanto al ricalcolo dell’indennità con riferimento alle voci pensionabili relative al primo aumento, ossia all’aumento dello stipendio applicabile dal 2016;
  • chi si è pensionato nel 2017 ha diritto al ricalcolo dell’indennità sulla base delle voci pensionabili riferite agli aumenti 2016 e 2017.

I nuovi Ccnl dispongono inoltre che l’indennità integrativa speciale (IIS) debba essere conglobata nello stipendio tabellare e che, dal 1° aprile 2018, l’indennità di vacanza contrattuale debba essere assorbita all’interno dello stipendio tabellare.

Bisogna inviare la domanda per ottenere l’aumento di pensione e buonuscita?

Per ottenere l’aumento della pensione, o del Tfs/Tfr, non è necessario inviare un’apposita domanda. L’Inps infatti lavorerà tutte le pratiche d’ufficio.

Quando aumenta la pensione per il rinnovo dei contratti statali?

I tempi di lavorazione delle pratiche saranno piuttosto lunghi, in quanto le posizioni da ricalcolare sono numerosissime. Potrebbero volerci diversi mesi. Consiglio di evitare di inviare solleciti all’Inps al riguardo, che non sortirebbero alcun effetto. Nessuno verrà danneggiato dal ritardo nel ricalcolo di pensione e buonuscita, in quanto la decorrenza degli aumenti, come abbiamo visto, dipende dalla data di pensionamento; per i ricalcoli effettuati in ritardo verranno corrisposti eventuali arretrati.


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5 Commenti

  1. siamo alle solite chi più ha più deve avere …..il pensionato che come stipendio percepisce meno di quando lavorava gli si gira il dito nella ferita e pertanto lo si umilia ancora di più! ……tanto c’è tempo……..

    1. il problema è quello che riguarda le dicerie di politici, in predicato di essere premier, che dicono che chi ha una pensione inferiore a 1000 euro dovrà avere appunto i mille euro e chi ha lavorato per 35 anni con tanti fior fior di trattenute ne percepisce 1200. Bisognerebbe come minimo prenderli per le orecchie e farli pervenire alla sacrosanta ragione. Non voglio ricevere nessuna notifica.

      1. siamo in italia ,a questo punto invece di lavorare 35 anni era piu conveniente predere la sociale, non fare niente e prendere la stessa cifra ..

  2. Vorrei vedere i nostri pseudo governanti al nostro posto quali pubblici dipendenti a 1.300-1.400 mese e pensioni di minore valore o i grandi speculatori manager o gli evasori fiscali e tutti i farabutti.Piangerebbero lacrime amare!

  3. Come sempre i pensionati sono figli di un Dio minore!
    Chi e’ in servizio ha gia’ percepito quanto dovuto e per noi … c’e’ tempo.

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