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Naspi: cumulabile con altri redditi, ecco come

15 Aprile 2017
Naspi: cumulabile con altri redditi, ecco come

La vecchia indennità di “disoccupazione” è compatibile con i redditi da lavoro accessorio e subordinato. A chiarirlo era stata direttamente l’Inps.

La Naspi è stata introdotta il primo maggio del 2015 [1], e non è altro che la nuova prestazione di assicurazione sociale per l’impiego che sostituisce la vecchia indennità di disoccupazione.

Viene erogata dall’Inps ai dipendenti che perdono involontariamente il lavoro a causa di un licenziamento per giustificato motivo oggettivo o dimissioni per giusta causa.

La Naspi è cumulabile con altri redditi? In linea di principio, sì. Ma con alcune limitazioni. L’Inps, infatti, ha chiarito [2] la piena cumulabilità e compatibilità della Naspi con i compensi derivanti “dallo svolgimento di lavoro occasionale di tipo accessorio nel limite complessivo di euro 3mila per anno civile”. In poche parole, è possibile ottenere la Naspi e, allo stesso tempo, guadagnare altri 3mila euro con prestazioni di lavoro accessorio, senza incorrere in ipotesi di sospensione o riduzione dell’assegno erogato dall’Istituto di previdenza sociale.

 

Naspi e lavoro subordinato

Si perde la Naspi in caso di nuova occupazione, sia a tempo indeterminato che a tempo determinato, superiore a 6 mesi, con un reddito maggiore di 8mila euro.

Se il nuovo lavoro comporta redditi annui maggiori di 8.000 euro ma non supera i 6 mesi, la Naspi è sospesa per la durata del lavoro, per poi venire di nuovo concessa fino al termine del contratto.

Al di là dalla durata del nuovo contratto, se il reddito è inferiore o pari a 8mila euro all’anna, l’indennità viene ridotta di dell’80% dei redditi previsti rapportati al periodo intercorrente tra la data di inizio della prestazione lavorativa e la data finale della Naspi.

È necessario comunicare il reddito del nuovo impiego entro il termine di 30 giorni dall’inizio dell’attività. Pena la decadenza.

Naspi e lavoro autonomo

La Naspi è compatibile con lavori che generano redditi inferiori a 8mila euro all’anno, in caso di lavoro parasubordinato, e 4.800 euro all’anno, in caso di lavoro autonomo. Il beneficiario decade dal diritto a percepire la Naspi se inizia una nuova attività lavorativa che produca redditi superiori a dette soglie.

L’indennità è ridotta di un importo pari all’80% dei redditi presunti rapportati al periodo intercorrente tra l’inizio dell’attività e la data in cui termina il godimento della Naspi.

Anche in questo caso, pena la decadenza, è necessario comunicare il reddito del nuovo impiego entro il termine di 30 giorni dall’inizio dell’attività.

Quando si può richiedere e quando si deve restituire?

Nell’approfondimento NASPI: quando si deve restituire? avevamo analizzato i casi in cui l’indennità si deve restituire e quando si può richiedere.


note

[1] Legge Delega 183/2014.

[2] Messaggio Inps 494/2016ò.

Autore immagini: Pixabay.com


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