Canone Rai: esenzione per reddito fino a 8.000 euro

19 febbraio 2018 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 19 febbraio 2018



Si allarga la platea degli over 75 che hanno diritto a non pagare l’abbonamento tv. Gli altri possono evitare il versamento? E cosa si rischia se non si paga?

Si allarga la platea degli utenti che hanno diritto all’esenzione dal pagamento del canone Rai. Con un decreto firmato dai ministri dell’Economia e dello Sviluppo economico ed annunciato dal presidente del Consiglio, Paolo Gentiloni, aumenta la soglia di reddito che permette l’esenzione dal canone tv e, di conseguenza, i nuclei familiari aventi diritto passano da 115mila a 350mila, privilegiando la fascia di anziani poveri.

Ma vediamo nel dettaglio chi ha diritto all’esenzione dal canone Rai dopo il decreto firmato dal Governo.

Canone Rai: chi ha diritto all’esenzione?

Il decreto firmato dai ministri dell’Economia e dello Sviluppo economico porta a 8.000 euro (prima era di 6.713,98 euro) la soglia di reddito entro la quale si ha diritto all’esenzione dal canone Rai, purché l’utente interessato abbia compiuto i 75 anni. In questo modo, i nuovi nuclei familiari coinvolti (di cui la maggior parte composti da una sola persona) sono 232.571, che si aggiungono ai 115.500 già esentati dal pagamento del canone tv. In totale, dunque, saranno 348.071 i nuclei familiari che non dovranno versare il canone Rai.

Come ha commentato anche la stessa Rai, il provvedimento mira a promuovere l’inclusione sociale in linea con i principali broadcaster europei. O almeno – aggiungiamo noi – con quelli che fanno pagare una tassa per avere il televisore in casa (non succede in tutti i Paesi europei).

Chi beneficia dell’esenzione per la prima volta deve presentare la richiesta entro il 30 aprile. Chi, invece, intende usufruire dell’esenzione a partire dal secondo semestre, la scadenza è fissata al 31 luglio.

Canone Rai: c’è l’esenzione per ciechi e sordi?

Come ogni decreto (soprattutto se firmato in campagna elettorale), anche questo presenta delle lacune. Forse la più evidente è quella che non elimina l’obbligo di pagare il canone Rai a ciechi o sordi e che, quindi, non possono usufruire completamente di un servizio che pagano a prezzo pieno.

Il problema è uno solo: che il mancato pagamento del canone Rai non fa venir meno l’utenza elettrica, erogata regolarmente. Come vedremo tra poco, in caso di mancato pagamento dell’abbonamento tv il contribuente riceve un accertamento da parte dell’Agenzia delle Entrate con una sanzione che può raggiungere dieci volte l’importo dovuto. Se non si adempie, arriva la cartella di pagamento dell’Agenzia Entrate Riscossione. Il debito con l’esattore non viene scontato neanche a chi è cieco, il quale subisce il pignoramento come ogni altro contribuente. Pignoramento che può estendersi anche alla pensione di invalidità che, per sua natura, non è impignorabile.

Stesso discorso per i muti e i sordi: nessuna esenzione sul pagamento del canone Rai è prevista dalla legge. Anche per questi, il canone tv va pagato integralmente senza possibilità di usufruire di bonus o di sconti.

Canone Rai: come non pagarlo se si è ciechi o sordi

Insomma, l’unico modo che un utente cieco o sordo ha per non pagare il canone Rai è figurare ricoverato in una casa di riposo o di cura specializzata oppure avere più di 75 anni e un reddito non superiore a 8.000 euro, come stabilito dal recente decreto.

Canone Rai: chi non ha l’esenzione quanto paga?

La Legge di Bilancio 2018 non ha portato alcuna novità riguardante l’importo del canone Rai per i prossimi mesi. La tassa, dunque, resta ferma a 90 euro, riscossi nei primi 10 mesi attraverso le fatture della società elettrica. I contribuenti verseranno 9 euro al mese oppure 18 euro se ricevono la bolletta bimestrale.

Canone Rai: che succede se non pago?

In caso di mancato pagamento del canone Rai, nulla accadrà all’erogazione della luce (in sostanza non ti staccano la corrente elettrica se non paghi il canone tv), ma il fornitore segnalerà il mancato incasso all’Agenzia delle Entrate, che attiverà le operazioni di recupero dell’importo maggiorato alle sanzioni (da 200 a 600 euro per ogni anno non pagato) fino a giungere alla cartella esattoriale.

Canone Rai: come non pagarlo e vedere comunque la tv

Resta sempre la possibilità di decidere di non pagare il canone e vedere la Rai in tempo quasi-reale attraverso il sistema che abbiamo spiegato qui: Programmi tv su internet: bisogna pagare il Canone Rai?

Canone Rai: altri requisiti per non pagarlo

Non solo anziani over 75 con un reddito inferiore a 8.000 euro. Ci sono altri cittadini che hanno diritto all’esenzione dal canone Rai. Si tratta di chi non ha in casa un apparecchio tv, purché lo possa dimostrare.

La legge ha introdotto la presunzione di detenzione dell’apparecchio tv nel caso in cui esista un’utenza elettrica nel luogo in cui una persona ha la propria residenza anagrafica e ha previsto che, per i titolari di quell’utenza di tipo residenziale, il pagamento del canone tv per uso privato avvenga mediante addebito sulla bolletta elettrica, in 10 rate mensili, da gennaio a ottobre di ogni anno.

Tuttavia, è possibile superare questa presunzione ed evitare l’addebito in fattura. Per fare ciò, i cittadini che non possiedono l’apparecchio televisivo devono presentare una dichiarazione sostitutiva all’Agenzia delle Entrate, con cui dichiarano che in nessuna delle abitazioni per le quali il dichiarante è titolare di un’utenza elettrica è detenuto un apparecchio tv (da parte del dichiarante stesso o di altro componente della famiglia anagrafica).

Il modello può essere utilizzato anche da un erede per dichiarare che, nell’abitazione in cui l’utenza elettrica è ancora temporaneamente intestata a un soggetto deceduto, non è presente alcun apparecchio tv.

La dichiarazione di non detenzione ha validità annuale: va presentata ogni anno se ne ricorrono i presupposti.

Canone Rai: come presentare la dichiarazione di non detenzione Tv

Il modello di dichiarazione sostitutiva è disponibile sui siti internet dell’Agenzia delle Entrate www.agenziaentrate.gov.it e della Rai www.canone.rai.it.

I contribuenti possono inviarlo direttamente, tramite un’applicazione web disponibile sul sito internet delle Entrate, utilizzando le credenziali Fisconline o Entratel rilasciate dall’Agenzia. In alternativa, i cittadini possono avvalersi degli intermediari abilitati (Caf e professionisti) per la presentazione telematica della dichiarazione sostitutiva.

Nei casi in cui non sia possibile l’invio telematico, è prevista la presentazione del modello, insieme a un valido documento di riconoscimento, tramite servizio postale, in plico raccomandato senza busta all’indirizzo: Agenzia delle Entrate Ufficio di Torino 1, S.A.T. – Sportello abbonamenti tv – Casella Postale 22 – 10121 Torino.

La dichiarazione sostitutiva può essere presentata anche tramite posta elettronica certificata, firmata digitalmente, all’indirizzo cp22.sat@postacertificata.rai.it.

Canone Rai: posso cambiare intestatario?

C’è chi vorrebbe smettere di pagare il canone Rai non perché vuole fare il furbo ma perché la tv non gli interessa. Nonostante ciò, il televisore deve tenerselo in casa o nella propria attività commerciale a beneficio degli altri. Questa persona può cambiare l’intestatario dell’abbonamento? Certamente. Sia che si tratti di un canone residenziale sia che si tratti di un abbonamento destinato ad un’attività commerciale.

Canone Rai: cambiare intestatario per utenza domestica

Chi paga il canone Rai per l’abitazione principale, cioè nel luogo in cui abita, è perché ha firmato un contratto con una società elettrica, grazie alla già spiegata presunzione di detenzione dell’apparecchio tv. In questo caso, per cambiare l’intestatario del canone Rai non deve far altro che volturare l’utenza della luce e modificare il nome del titolare. Deve, quindi, rivolgersi alla società che fornisce la corrente. Non è necessario eseguire più alcuna comunicazione alla Rai, come un tempo avveniva poiché già la semplice variazione dell’utenza elettrica è sufficiente per modificare l’intestatario dell’imposta sulla televisione.

Ricordiamo che con la voltura della luce, l’utente trasferisce il contratto di fornitura ad un altro utente senza interruzione della fornitura stessa. La voltura può essere richiesta dall’utente che intende intestarsi il contratto di fornitura già attivo a nome di altro utente. È, ad esempio, il caso del conduttore o dell’acquirente a cui si vuole intestare il contratto già in essere a nome del vecchio proprietario dell’immobile. Il nuovo utente deve fare richiesta al fornitore, il quale ha il compito di informare l’impresa distributrice. A carico del nuovo utente è previsto il pagamento di un costo stabilito dal fornitore.

Chi, invece, occupa un appartamento in affitto e la luce è intestata al padrone di casa, deve pagare il canone Rai con l’F24 secondo le scadenze annuali previste per legge. In questo caso, dovrà versare il canone solo fino a quando rimane dentro l’appartamento in cui c’è un apparecchio tv (anche se non utilizzato o guasto). Pertanto, non ha bisogno di cambiare l’intestatario del canone Rai.

Canone Rai: cambiare intestatario per attività commerciale

Come detto, i titolari di un esercizio commerciale al cui interno sono presenti apparecchi televisivi devono pagare il canone Rai con i vecchi bollettini. In tal caso, nulla è cambiato rispetto al passato per pagare il canone. Infatti, specifica la Rai sul proprio sito, in caso di trasferimento dell’apparecchio in un locale diverso da quello indicato sul canone oppure di cambiamento della ragione sociale o di successione nell’attività da parte di eredi, l’attuale titolare del canone tv dovrà comunicare alla sede regionale della Rai competente per territorio la nuova intestazione (oppure utilizzare l’apposita richiesta qui predisposta: www.abbonamenti.rai.it/Speciali/VariazioneAbb.aspx).

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2 Commenti

  1. Scusate ma il decreto è già effettico da ora? che decreto è. Ho fatto richiesta solo per tre anni perché per i 3 precedenti non ci rientravo ma con questo nuovo limite di reddito sì, devo rinviare la documentazione quindi? e perché i fogli da compilare non m permettono di inserire più di tre anni di arretrati? mah, come al solito si fa la legge ma non si danno tutte le info e gli aggiornamenti modulistici adeguati. Molti pensionati sociali pensano di non rientraci ad es. perché percepiscono una pensione sociale over 75 superiore a 8 mila euro, mentre invece ci rientrano perfettamente proprio perché non è un reddito imponibile la pensione sociale.

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