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Lo sai che? Fac simile lettera dimissioni

Lo sai che? Pubblicato il 4 aprile 2018

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> Lo sai che? Pubblicato il 4 aprile 2018

Hai trovato il lavoro che sognavi da tempo e devi dire al tuo capo che lascerai l’azienda: come puoi farlo? Ecco la risposta

Se perfino i matrimoni si possono sciogliere, figuriamoci i rapporti di lavoro! E non sempre vengono chiusi con il licenziamento da parte del capo. Spesso può esserci tutto l’interesse del dipendente a mettere la parola fine all’idillio lavorativo per svariate ragioni: un’occasione migliore di crescita professionale, un altro colloquio andato alla grande, un trasferimento familiare in un’altra città, una crisi personale, un nuovo progetto in cantiere. Il mondo del lavoro oggi (nel bene e nel male) è davvero molto dinamico, licenziamenti e dimissioni sono all’ordine del giorno. Chiunque può dimettersi dal proprio posto di lavoro. Anche tu puoi farlo, se hai trovato un lavoro migliore, stai mettendo in piedi un nuovo progetto professionale, devi trasferirti. La domanda però è “come puoi farlo?” Esiste un fac simile di lettera dimissioni che possa facilitarti nel comunicare la tua scelta? Come si danno le dimissioni oggi? Vediamo in questo articolo.

Dimissioni: quando si danno?

Lo abbiamo già un po’ anticipato, le dimissioni si possono dare per qualsiasi motivo ti porti a voler interrompere il tuo rapporto di lavoro con un’azienda o con un datore di lavoro. Nessuno ti mette le catene alle caviglie (a meno che tu non sia un lavoratore a tempo determinato, per cui queste regole non valgono visto che il tuo rapporto di lavoro ha già un termine). Altre volte invece ci sono ragioni straordinarie o forzate che non ti lasciano altro margine, e ti spingono a dimetterti. Vediamo i casi concreti.

Dimissioni volontarie

Sei una persona ambiziosa, con l’impellente bisogno di crescere professionalmente. Hai trovato un’ottima opportunità di lavoro orientata proprio in questo senso e non vuoi lasciartela scappare. Ecco perché hai deciso di afferrarla al volo. Oppure la tua fidanzata si è trasferita in un’altra città per rincorrere i suoi sogni professionali e tu vuoi raggiungerla. Sono tutti motivi che possono portarti a presentare le dimissioni volontarie: un atto spontaneo con cui il dipendente recede dal proprio contratto di lavoro. Lo fa ad esempio per i classici motivi personali. Il datore di lavoro non può fare altro che accettarle.

Dimissioni per giusta causa

La volontarietà viene decisamente meno quando qualcuno ti ci porta a dimetterti. Tu non volevi farlo, ma sopraggiungo motivi che ti costringono a questo doloroso e fastidioso passo. Ad esempio ti ritieni vittima di mobbing, molestie, di un trasferimento aziendale illegittimo, di ritardi o mancato pagamento dello stipendio. In tutti questi casi il tuo capo ti sta mettendo davvero in difficoltà e tu non riesci più a lavorare in modo sereno e tranquillo in azienda. È l’altra faccia della medaglia del licenziamento per giusta causa. Mentre però in questo caso è il datore che ti licenzia per il venir meno del rapporto di fiducia, nelle dimissioni per giusta causa, se il rapporto fiduciario non c’è più, la colpa è della tua azienda, non tua. E in questo caso hai pure diritto a percepire l’indennità di disoccupazione!

Quale preavviso per le dimissioni?

Sul fatto che tutti i lavoratori subordinati possono presentare le proprie dimissioni, dando il benservito al datore di lavoro non ci sono dubbi. Ma si può abbandonare il posto di lavoro di punto in bianco o serve un minimo di preavviso?

È facile intuire come salutare per sempre il tuo capo dall’oggi al domani (e in modo volontario) metterebbe in difficoltà l’azienda in cui lavori. La legge (ma anche il buon senso) ti chiede un minimo di responsabilità quando presenti le dimissioni. Il codice civile [1] consente a entrambe le parti (datore e dipendente) di recedere dal contratto di lavoro a tempo indeterminato dando però un preavviso minimo.

Ma di quanto è questo preavviso? In realtà sono i contratti collettivi di categoria a stabilirlo. Può andare di norma da 25 giorni ai 3 mesi. Ma per saperlo in modo preciso devi andarti a spulciare il contratto collettivo nazionale della tua categoria. Se non rispetti il preavviso richiesto dovrai corrispondere all’azienda che stai mollando di punto in bianco un’indennità di mancato preavviso (anche questa di norma stabilita nei contratti).

Se invece le tue sono dimissioni per giusta causa, non hai alcun obbligo di preavviso.

Cosa sono le dimissioni online?

Scendiamo ancora più in profondità, analizzando come dare le dimissioni. Innanzitutto è importante dire che oggi l’unico modo per dimettersi è farlo online.  C’è una modalità esclusivamente telematica per dire addio all’azienda in cui si lavora, senza più poterlo fare con la classica lettera cartacea di dimissioni da spedire o consegnare al capo (a meno che non appartieni a una delle categorie che elenchiamo più avanti).

Il motivo della conversione al metodo online anche in tema di dimissioni è quello di combattere il triste e vergognoso fenomeno delle dimissioni in bianco: lettere firmate dal dipendente senza la data, in modo da poter essere messo alla porta dall’azienda in caso di gravidanza, infortuni o malattie e in qualsiasi momento, semplicemente modificando la data.

Ecco perché ora se ti vuoi dimettere devi seguire la procedura telematica e compilare un modulo online, da spedire poi alla tua azienda [2]. Vediamo come.

Come dare dimissioni online?

Appurato che l’unico modo per dare le dimissioni è quello telematico, come funziona? Cosa devi fare esattamente? Ecco la procedura da seguire.

Innanzitutto hai due modi per farlo. Puoi scegliere se:

  • entrare tu direttamente nel sito del ministero del lavoro (procedura autonoma);
  • farti aiutare da un soggetto abilitato (Caf/Patronato, Centro per l’impiego, Direzione territoriale del lavoro, sindacato, ente bilaterale) che lo farà al posto tuo.

Dimissioni online fatte autonomamente

Se hai dimestichezza con portali e siti web, puoi tranquillamente pensarci tu a compilare il modulo di dimissioni online. Si fa così:

  • accertati prima di essere in possesso del codice Pin dispositivo Inps. Se non ce l’hai richiedilo sul portale Inps o in una sede locale dell’Istituto;
  • entra nel sito del Ministero del lavoro – lavoro.gov.it;
  • scorri in fondo alla pagine e clicca sulla finestrella ‘servizi-dimissioni telematiche’;
  • clicca sulla voce ‘cittadino’ e accedi al servizio;
  • si apre una pagina di autenticazione, qui inserirai il tuo codice fiscale e il tuo Pin dispositivo;
  • si apre una pagina riservata, sul menu a sinistra clicca su ‘dimissioni volontarie’;
  • poi clicca su ‘nuovo’ (che sta per nuovo modulo di dimissioni);
  • inserisci codice fiscale e email o Pec del tuo datore di lavoro e data di decorrenza delle dimissioni;
  • dopodiché compila tutti i campi richiesti nel modulo (occhio ai tempi di preavviso);
  • clicca su ‘conferma’;
  • ecco che la tua lettera online di dimissioni è stata inviata. Il sistema online l’ha già recapitata al tuo datore di lavoro dall’indirizzo creato ‘dimissionivolontarie@pec.lavoro.gov.it’;
  • a questo punto puoi salvare in pdf una copia.

Dimissioni online fatte da Caf/patronati/sindacati

Questa procedura online autonoma è troppo brigosa? Puoi rivolgerti allora a uno degli enti abilitati a presentare le dimissioni per tuo conto: Caf/Patronato, Centro per l’impiego, Direzione territoriale del lavoro, sindacato, ente bilaterale. In questo caso sarà sufficiente andare in una delle sedi dell’ente scelto e penseranno a tutto loro.

Dimissioni online: si possono revocare?

Uno volta compilato questo modulo online, che succede se hai un ripensamento e vuoi annullare o revocare le dimissioni? Semplice, è sufficiente cliccare sul tastino ‘revoca’ in cima all’homepage della tua area riservata e la procedura sarà annullata. Puoi farlo però solo entro 7 giorni dalla compilazione del modulo dimissioni.

Fac simile lettera dimissioni

Appurato che l’unico modo di rassegnare le tue dimissioni è la procedura online, che ne è del nostro fac simile di lettera dimissioni? Bé, in alcuni casi vale ancora.

Questo perché dalle dimissioni online possono essere esentati [3]:

  • i lavoratori domestici;
  • i lavoratori marittimi;
  • i lavoratori pubblici;
  • le lavoratrici nel periodo di gravidanza;
  • i contratti di collaborazione;
  • i recessi durante i periodi di prova;

In questi casi e in quelli in cui il datore di lavoro può ancora chiedere la tradizionale lettera di dimissioni, ci sono degli standard da rispettare nel redigerla e presentarla.

  • la lettera va scritta su carta semplice;
  • va spedita a mezzo raccomandata con ricevuta di ritorno oppure consegnata a mano;
  • deve contenere queste informazioni: dati del dipendente, dati dell’azienda, data di assunzione, volontà di concludere il rapporto di lavoro, data di decorrenza della dimissioni.

Ecco un fac simile di lettera di dimissioni volontarie:

Nome e cognome dipendente

Indirizzo

Cap e città

                                                                                                                                                                            Spett.le azienda

Indirizzo

Cap e città

Roma, 1° marzo 2018

Oggetto: dimissioni volontarie

Con la presente, sono spiacente di doverLe comunicare in data odierna le mie dimissioni volontarie per motivi personali.

Considerando il preavviso di [..giorni], come stabilito dalle norme contrattuali, il rapporto di lavoro con la Vostra azienda avrà termine il [giorno……]. Da questa data cesseranno le mie prestazioni lavorative.

RingraziandoVi per l’opportunità concessami , Vi porgo i miei più cordiali saluti,

(nome e cognome dipendente)

Firma

Per accettazione

(Datore di lavoro)

Firma  

note

[1] Art. 2118 cod. civ.

[2] Art. 26 dgs n. 151 del 15 settembre 2015

[3] Ministero del lavoro, circolare n. 12 del 14 marzo 2016

Autore immagine: Pixabay 


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