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Se ci sono più testamenti quale vale?

19 febbraio 2018


Se ci sono più testamenti quale vale?

> Diritto e Fisco Pubblicato il 19 febbraio 2018



Ciascuno può revocare un testamento scrivendone un altro ma non sempre la presenza di due testamenti implica che il primo sia senza valore.

Potrebbe succedere che, alla morte di una persona, vengano fuori più di un testamento. Poiché uno degli elementi essenziali del testamento è la data, è facile stabilire quale dei due atti è stato redatto prima e quale dopo. Potrebbe succedere che il testatore, nello scrivere un nuovo testamento, dimentichi di strappare il precedente o semplicemente intenda integrarlo senza volerlo revocare. In questi casi si pone il problema di stabilire la compatibilità tra due o più testamento. In altri termini se ci sono più testamenti quale vale? Di tanto ci occuperemo in questo articolo.

La revoca del testamento

Il testamento è un atto revocabile fino alla morte del testatore (colui cioè che scrive il testamento). Chi fa un testamento è sempre libero di cambiare idea quando vuole. In altri termini il testamento non è mai definitivo e può essere strappato o sostituito anche sul punto di morte.

Il testatore può revocare l’intero testamento o singole parti di esso. Ad esempio, una persona che ha dato una casa a una figlia, il conto corrente alla moglie e un terreno all’altro figlio potrebbe decidere di mutare solo in parte il testamento lasciando una quota del conto corrente al figlio che ha avuto l’immobile di minor valore.

Allo stesso modo, chi fa un testamento è ben libero di scriverne un altro che regoli la successione di beni non indicati nel primo, magari perché ne è divenuto proprietario dopo. Si pensi a un uomo che, inizialmente proprietario di due case, faccia testamento con cui decide di lasciarne una a ciascuno dei figli; successivamente, acquistando un terzo immobile, decide di lasciarlo a un amico. In questo caso non siamo davanti a una revoca di testamento ma a due testamenti che possono convivere tra loro e non c’è necessità di stabilire una prevalenza dell’uno o dell’altro.

Come avviene la revoca del testamento

La modifica del testamento, sia essa totale o parziale, del testamento viene chiamata «revoca del testamento».

Esistono tre modi per modificare un testamento (ossia per disporre la revoca del testamento):

  • revoca espressa,
  • revoca tacita
  • revoca legale per sopravvenienza di figli. Quest’ultima è automatica nell’ipotesi in cui una persona, dopo aver fatto testamento, diventi padre e tale circostanza non gli era nota all’atto della redazione delle ultime volontà.

La revoca espressa del testamento

Si può modificare il proprio testamento in modo formale, dichiarando di voler togliere ogni validità al precedente testamento. Ciò si può attuare in due modi:

  • con un nuovo testamento, scritto secondo le stesse regole del testamento “revocato” (ossia di proprio pugno, con data e firma);
  • con un atto scritto ricevuto dal notaio in presenza di due testimoni.

In tal caso, il precedente testamento cessa di esistere e, quindi, non si può parlare di un vero e proprio contrasto tra due testamenti.

La revoca tacita del testamento 

Si può revocare un testamento in quattro modi diversi:

  • scrivendo un testamento successivo rispetto al precedente e incompatibile con il primo. Ad esempio, se una persona decide di lasciare la propria casa alla figlia Maria, nominandola così erede nel proprio testamento, e un anno dopo scrive un altro testamento in cui dichiara di lasciare la medesima casa all’altro figlio Antonio, tra i due prevarrà quest’ultimo. In pratica, non si avrà una situazione di contitolarità dell’immobile tra Maria e Antonio, visto che il secondo testamento – in quanto incompatibile con il precedente – lo ha revocato tacitamente. Non serve che i due testamenti abbiano la stessa forma: un testamento olografo può revocare un testamento notarile (cosiddetto «testamento pubblico») purché venga “scoperto” e pubblicato;
  • distruggendo il precedente testamento (ossia strappandolo, bruciandolo, ecc.). Ciò può avvenire solo per il testamento olografo poiché quello pubblico si può revocare solo tornando dal notaio e dichiarando a questi detta intenzione. La distruzione del testamento deve essere fatta ovviamente dallo stesso testatore poiché se fatta da altri è reato;
  • con il ritiro del testamento segreto;
  • con la vendita o trasformazione delle cose lasciate in eredità. Ad esempio, se nel testamento una persona lascia la casa al figlio Giuseppe ma in seguito quella casa viene venduta, il testamento sarà da considerarsi revocato.

La revoca legale per sopravvenienza di figli

La revoca legale per sopravvenienza dei figli è disciplinata dal codice civile [1] che stabilisce «Le disposizioni a titolo universale o particolare, fatte da chi al tempo del testamento non aveva o ignorava di aver figli o discendenti, sono revocate di diritto per l’esistenza o la sopravvenienza di un figlio o discendente del testatore, benché postumo, anche adottivo, ovvero per il riconoscimento di un figlio nato fuori del matrimonio.

La revocazione ha luogo anche se il figlio è stato concepito al tempo del testamento».

Quando l’erede designato muore prima del testatore, i beni destinati tramite tramite testamento passo ai figli del defunto se ce ne sono. Altrimenti il documento si intende revocato.

Tra più testamenti quale vale?

Sulla base di quanto abbiamo appena detto, stabiliamo ora delle regole pratiche di comportamento da seguire nel caso in cui, al momento della divisione dei beni del defunto, saltino fuori più testamenti.

Se ci sono più testamenti, per stabilire quale vale tra questi bisogna seguire questi passi:

  • innanzitutto bisogna leggere il contenuto dei due testamenti e vedere se il successivo intende revocare espressamente quello precedente. Se così dovesse essere, non vi sarebbero dubbi sul fatto che a prevalere è il testamento con data posteriore;
  • se invece il testamento successivo non revoca espressamente quello precedente, bisogna verificare se l’uno è incompatibile con l’altro perché, se così fosse, si tratterebbe di una ipotesi di revoca tacita. Pertanto, due sono le possibili alternative: a) se vi è perfetta compatibilità tra i due testamenti (nel senso che essi regolano e disciplinano beni differenti) allora restano in vita entrambi gli atti e i beni vengono divisi tenendo conto di tutti e due; b) viceversa, se vi è incompatibilità, prevale sempre il testamento con data posteriore.

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