Diritto e Fisco | Articoli

Prescrizione: significato

19 febbraio 2018


Prescrizione: significato

> Diritto e Fisco Pubblicato il 19 febbraio 2018



La prescrizione dei diritti di credito, delle pene, dei reati, delle sentenze di condanna: che significa la parola prescrizione e quali sono i termini.

Avrai certamente sentito parlare di prescrizione: c’è la prescrizione dei reati, la prescrizione dei crediti (e, di conseguenza, la cancellazione dei debiti), la prescrizione  del risarcimento del danno, la prescrizione della pena, della responsabilità professionale (come quella di un medico o di un avvocato), la prescrizione delle bollette e, dulcis in fundo, la prescrizione delle tasse. Ma cosa significa questa parola? Qual è il significato di prescrizione? Nel dizionario della lingua italiana, quando si dice «prescrizione» ci si riferisce a un ordine, un comando. Quando ad esempio si dice che «lo Stato prescrive di eseguire le vaccinazioni obbligatorie» significa che si tratta di un ordine categorico. Ma nel linguaggio giuridico, la parola prescrizione ha un altro significato. Essa è la perdita di un diritto che scatta a seguito del suo mancato esercizio entro un termine prefissato dalla legge. Ciò succede tutte le volte in cui all’esercizio del diritto è collegato un obbligo di un altro soggetto per evitare di lasciare quest’ultimo in una condizione di eterna incertezza. Ma procediamo con ordine e vediamo cosa significa prescrizione.

Prescrizione: definizione

La definizione della parola prescrizione, da un punto di vista giuridico, si può riassumere nel seguente modo. La prescrizione comporta l’estinzione di un diritto in conseguenza del decorrere di un determinato periodo di tempo.

Molti diritti, soprattutto quelli di natura patrimoniale, se non vengono esercitati per lungo periodo perdono ogni protezione o, come si suol dire, cadono in prescrizione. La prescrizione è quindi l’estinzione del diritto che si verifica quando il titolare omette di esercitarlo per tutto il tempo previsto dalla legge.

Quando il diritto è caduto in prescrizione il titolare non può più avanzare alcuna pretesa e il debitore non è obbligato a pagare.

Ad esempio, il diritto di ottenere il risarcimento dei danni in conseguenza di un incidente stradale si prescrive dopo 2 anni se l’infortunato non diffida la compagnia a pagargli le somme dovute; decorso tale periodo senza che questi abbia chiesto il risarcimento del danno (non è necessaria una causa, essendo sufficiente anche una semplice raccomandata a/r o una posta elettronica certificata) si dice che il suo diritto è caduto in prescrizione: il danneggiato non potrà più ottenere alcunché a titolo di risarcimento.

Prescrizione: perché esiste?

La ragione della prescrizione è nell’esigenza di garantire una certezza nei rapporto giuridici. L’ordinamento vuole evitare che il mancato esercizio del diritto (per dimenticano,a pigrizia o altro impedimento) possa generare equivoci nei terzi e contrasti.

I principali termini di prescrizione

La prescrizione di un diritto a chiedere il pagamento di una fattura si realizza dopo 10 anni in cui però il creditore non deve essersi fatto vivo. Se però si tratta di crediti derivanti da utenze, risarcimento del danno, stipendi, affitti la prescrizione è di cinque anni. È di tre anni il termine massimo entro cui un professionista può chiedere il pagamento della propria parcella (avvocati, notai, medici). In un anno si prescrive il diritto del commerciante a ottenere il prezzo delle merci vendute, il diritto dell’assicurazione al pagamento delle rate della polizza, il diritto del mediatore al proprio compenso. Per conoscere tutti i termini di prescrizione consulta la tabella a fine articolo.

Le sentenze di condanna e i decreti ingiuntivi si prescrivono in 10 anni, sempre che – come del resto in tutti i casi appena visti – entro tale termine non arrivi un atto che interrompe i termini (come una diffida). Sul punto approfondiremo meglio dopo.

La prescrizione del reato e della pena

Di solito, la prescrizione viene collegata spesso ai diritti di credito e, quindi, al termine entro cui è possibile chiedere un pagamento nei confronti di un debitore e, quindi, fargli causa. Ma non è l’unico caso. Ad esempio si prescrive in 20 anni il diritto di usufrutto o di servitù sui beni altri. C’è poi la prescrizione del reato, ossia il termine entro cui l’illecito penale si estingue e il colpevole non più essere più punito. Il termine di prescrizione varia in funzione del tipo di reato contestato, della pena prevista per quel reato e dei periodi di sospensione e/o di interruzione da considerare. Esiste infine la prescrizione della pena che consiste nella possibilità dello Stato di eseguire una condanna. Non è mai soggetta a prescrizione la possibilità per la pubblica amministrazione di chiedere la demolizione di un abuso edilizio.

La proprietà cade in prescrizione?

Un diritto che non cade mai in prescrizione è la proprietà. Il titolare di un bene può astenersi dall’utilizzarlo anche per tutta la propria vita senza perdere i diritti che gli spettano per legge. L’unica ipotesi in cui si rischia di perdere la proprietà per mancato uso è se il bene viene posseduto da un’altra persona che si comporti pubblicamente come unico proprietario; in tal caso scatta l’usucapione.

Ad esempio, se Mario emigra in Brasile e, dopo essersi rifatto una vita in quel Paese, ritorna dopo 40 anni per rivedere il suo paesino natio, egli non potrà riprendersi la casetta che aveva lasciato e che qualcun altro ha occupato dopo la sua partenza, atteggiandosi quale proprietario della stessa.

Come fare per impedire la prescrizione?

Il tempo della prescrizione può essere “bloccato” e fatto decorrere nuovamente da capo, così all’infinito, evitando che il diritto “scompaia”: per impedire la prescrizione basta esercitare almeno una volta il diritto.

Chiariamo meglio questo concetto e facciamo un esempio. Se il creditore di una somma di denaro vuol evitare che il proprio diritto di credito cada in prescrizione ha due possibilità:

  • richiedere per iscritto il pagamento al debitore con una raccomandata a/r o una Pec (cosiddetta costituzione in mora). In tal caso il termine di prescrizione si interrompe e inizia a decorrere nuovamente da capo dal giorno dopo il ricevimento della diffida.
  • avviare una causa contro il debitore.

La prescrizione inizia a decorrere da quando matura il diritto: ad esempio, da quando il cliente deve pagare la merce acquistata, da quando scade una bolletta, da quando si verifica un incidente stradale. Tuttavia il termine si interrompe e ritorna a decorrere da capo ogni volta in cui detto diritto viene esercitato tramite uno dei due comportamenti appena indicati.

Che succede se una persona paga un debito prescritto?

Chi paga un debito prescritto non può più chiedere la restituzione dei soldi versati.

Quali diritti non cadono mai in prescrizione?

Non cadono mai in prescrizione i cosiddetti diritti indisponibili, ossia quelli che sono così “importanti” da non poter essere trasferiti neanche dietro compenso. Sono quelli che tutelano alcuni fondamentali valori umani e sociali e l’ordinamento non vuole che il cittadino ne rimanga privo, né per scelta propria né tantomeno per prescrizione. Si pensi, tanto per fare un esempio, al diritto al nome: se tutti chiamano una persona con un nomignolo, questa non perde il diritto al proprio nome. Si pensi anche al diritto al voto: chi non va mai a votare può sempre farlo anche dopo molto tempo.

Quanto tempo occorre perché si realizzi la prescrizione?

La regola generale stabilisce che la prescrizione è sempre di 10 anni salvo che la legge disponga diversamente. In questa tavola vedremo i principali termini di prescrizione.

TABELLA A: I TERMINI DI PRESCRIZIONE DELLE CARTELLE

TIPOLOGIA DEL DEBITO TERMINE DI PRESCRIONE COMPETENZA
IRPEF 10 anni Commissione Tributaria
IVA 10 anni Commissione Tributaria
IRES 10 anni Commissione Tributaria
Imposta di Registro 10 anni Commissione Tributaria
Imposte ipocatastali 10 anni Commissione Tributaria
Crediti accertati con sentenza (a prescindere dalla natura del credito) 10 anni Non è più impugnabile se la sentenza è divenuta definitiva
Canone RAI 10 anni Commissione Tributaria
Diritti CCIAA 10 anni Commissione Tributaria
Contributi INPS e INAIL anteriori al 1.01.2016 10 anni Tribunale ordinario sez. lavoro
Contributi INPS e INAIL successivi al 1.01.2016 5 anni Tribunale ordinario sez. lavoro
Contributi per Gestione separata 5 anni Tribunale ordinario sez. lavoro
Contributi minori 5 anni Tribunale ordinario sez. lavoro
TASI 5 anni Commissione Tributaria
TARSU 5 anni Commissione Tributaria
TARI 5 anni Commissione Tributaria
ICI 5 anni Commissione Tributaria
IMU 5 anni Commissione Tributaria
Sanzioni per multe stradali 5 anni Giudice di Pace
Sanzioni per omesso o ritardato versamento tributi 5 anni Commissione Tributaria
Altre sanzioni 5 anni Giudice di Pace
Bollo auto 3 anni Commissione Tributaria

TABELLA B: I TERMINI DI NOTIFICA DEL DEBITO

TIPO DI DEBITO TERMINE PER LA NOTIFICA DELLA CARTELLA DI PAGAMENTO
somme dovute a seguito dell’attività di liquidazione delle dichiarazioni entro il 31 dicembre del terzo anno successivo a quello di presentazione della dichiarazione
somme dovute a seguito dell’attività di controllo formale delle dichiarazioni entro il 31 dicembre del quarto anno successivo a quello di presentazione della dichiarazione
somme dovute in base agli accertamenti dell’Ufficio entro il 31 dicembre del secondo anno successivo a quello in cui l’accertamento è divenuto definitivo
somme dovute in base agli atti di recupero emessi a seguito dell’utilizzo in compensazione di crediti inesistenti entro il 31 dicembre del secondo anno successivo a quello in cui l’accertamento è divenuto definitivo

TABELLA C: I TERMINI DI PRESCRIZIONE DEL DEBITO NON IN CARTELLA

TIPO DI DEBITO CON PRESCRIZIONE DI 10 ANNI
debiti derivanti da contratti o atti leciti
debiti con banche e finanziarie e rate di mutuo
riconoscimento della qualifica superiore per il lavoratore dipendente
demansionamento da parte del datore di lavoro
diritto al pagamento del risarcimento in caso di assicurazione sulla vita
pagamento del prezzo per acquisti in genere
TIPO DI DEBITO CON PRESCRIZIONE DI 5 ANNI
debiti derivanti da atti illeciti
debiti per bollette del telefono (due anni per le bollette di acqua, luce e gas (se si perde la causa, prescrizione di 10 anni). Il termine è di 5 anni per tutte le altre bollette
spese condominiali
singole annualità rendite vitalizie
singole annualità delle pensioni alimentari: 5 anni
canone d’affitto
oneri di condominio
fitti di beni rustici
interessi dovuti alla banca o a qualsiasi altro creditore
tutto ciò che deve pagarsi periodicamente ad anno o in termini più brevi
diritto al pagamento dello stipendio per il lavoratore dipendente
diritto al pagamento del Tfr e di tutte le altre indennità spettanti per la cessazione del rapporto di lavoro
pagamento degli utili da parte di una società
possibilità dei soci di agire contro gli amministratori della società, per responsabilità nella gestione
pagamento dei contributi da parte del datore di lavoro
pagamento della retribuzione (busta paga) del lavoratore dipendente part time o full time, sia nel pubblico che nel privato
TIPO DI DEBITO CON PRESCRIZIONE DI 3 ANNI
pagamento dei corsi di lingua inglese o altre lingue ad insegnanti privati
pagamento delle lezioni private a insegnanti che impartiscono però le lezioni a termini più lunghi di un mese
pagamento dei prestatori di lavoro, per le retribuzioni corrisposte a periodi superiori al mese
pagamento dei compensi dei professionisti, per l’opera prestata e per il rimborso delle spese vive sostenute (se il professionista ha fatto firmare al cliente un contratto, vale il termine generale di 10 anni)
pagamento del notaio
cambiali
TIPO DI DEBITO CON PRESCRIZIONE DI 2 ANNI
diritto al risarcimento in caso di incidenti stradali
altri diritti derivanti dal contratto di assicurazione e dal contratto di riassicurazione
causa per contestazione di danni e vizi su contratti di appalto (denuncia entro 60 giorni dalla scoperta)
TIPO DI DEBITO CON PRESCRIZIONE DI 1 ANNO
diritto del mediatore a vedersi pagata la propria provvigione
diritto dell’agente immobiliare al compenso per una vendita o un affitto
diritti derivanti dal contratto di spedizione e dal contratto di trasporto
pagamento del premio da pagare all’assicurazione per la polizza (di qualsiasi polizza si tratti)
pagamento delle lezioni private a insegnanti che impartiscono però le lezioni entro i limiti prestabiliti, a giorni o a singole ore, e comunque non oltre un mese
pagamento delle retribuzioni per prestazioni di lavoro non superiori a un mese
pagamento di convitti
pagamento dei commercianti, per il prezzo delle merci vendute a chi non ne fa commercio
pagamento dei farmacisti per le medicine acquistate presso la farmacia
iscrizione a scuole e palestre private
causa per contestazioni per lavori affidati a ditte di riparazione, manutenzione (la contestazione va fatta entro 8 giorni)
TIPO DI DEBITO CON PRESCRIZIONE INFERIORE A 1 ANNO
pagamento per il pernottamento in un hotel, albergo, ostello, affittacamere, bed &
diritto di recesso in caso di acquisto di un prodotto fuori dal negozio (vendite su internet, su corrispondenza, televendite, telemarketing, ecc.): 14 giorni
diritto di recesso su pacchetti viaggio, su contratti bancari o assicurativi o su finanziamenti acquistati su Internet: 14 giorni
diritto di recesso da una polizza vita: 30 giorni
assegni: 6 mesi
CASI PARTICOLARI DI PRESCRIZIONE DEL DEBITO
risarcimento o restituzione del prezzo, da parte del negoziante, per aver acquistato un oggetto difettoso: per contestare il difetto ci sono 60 giorni
contestazioni al costruttore del palazzo per gravi difetti strutturali: la garanzia opera per 10 anni
vacanza rovinata per pacchetto viaggi non conforme alle promesse: presentazione reclamo: 10 giorni dal rientro
Per avere il pdf inserisci qui la tua email. Se non sei già iscritto, riceverai la nostra newsletter:

Informativa sulla privacy
DOWNLOAD

ARTICOLI CORRELATI

1 Commento

  1. Buongiorno, su vari siti ci sono varie sentenze pro contribuente dalla quale si capisce che tutte le cartelle esattoriali si prescrivono IRPEF, registro, iva Se non impugnate nel termine di 5 anni mentre voi continuate a dire 10 anni, esempio cassazione civile sentenza.
    N.930 del 18 gennaio 2018 che conferma i 5 anni imposta registro 5 anni sentenza n.1997del 26 gennaio 2018 richiamandosi alla sentenza cassazione sezioni unite n. 23397- 2016, forse sono io che non ho ancora capito. Grazie

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema. Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 



NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI