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Lo sai che? Rivelare un tradimento è reato?

Lo sai che? Pubblicato il 19 febbraio 2018

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> Lo sai che? Pubblicato il 19 febbraio 2018

Marito e moglie: svelare l’infedeltà di uno dei due coniugi è diffamazione anche se a dirlo è l’amate. Scatta invece la molestia se la comunicazione è diretta  all’interessato. 

Se una persona sposata dovesse avere una relazione segreta con un’altra e quest’ultima, per spavalderia o per pettegolezzo, dovesse raccontare agli amici i dettagli della relazione, facendo nome e cognome del partner, commetterebbe reato? Dire male di una persona, affermando che questa è un fedifrago perché tradisce il coniuge integra la diffamazione. E ciò anche se si hanno le prove della verità del fatto. Il punto è che l’infedeltà, pur non essendo un reato, è un illecito contrario al matrimonio, vietato dalla legge; esso quindi implica un giudizio di disvalore nei confronti del coniuge traditore. Mettere in giro voci e maldicenze – fondate o meno – resta vietato dalla nostra legge. «Chi si fa i fatti suoi campa cent’anni» e soprattutto non rischia una incriminazione. E, sempre per rimanere in tema di saggezza popolare, è proprio il caso di dire «tra moglie e marito non mettere il dito». Ma è lecito chiedersi se rivelare un tradimento è reato quando a dare la comunicazione è uno dei due soggetti coinvolti nella relazione, in quanto parte del rapporto e, quindi, “contitolare” del diritto a rivelare la notizia. La questione è stata affrontata dalla Cassazione con una sentenza di questa mattina [1].

Chi rivela al tradito l’infedeltà del coniuge commette reato?

Tempo fa la Cassazione aveva detto [2] che andare a comunicare a una persona la relazione extraconiugale del relativo coniuge è un reato di molestia perché disturba e altera la tranquillità personale della vittima e del suo nucleo familiare, causando ripercussioni negative anche sull’ordine pubblico, messo a repentaglio dalle potenziali reazioni, tutt’altro che amichevoli, della parte offesa. Nel caso di specie è stata condannata penalmente una persona che aveva rivelato alla cognata i tradimenti del marito. Comunicare al tradito che ha le corna è reato di molestie, anche se avviene tramite sms. Si parla, in questi casi, di un danno arrecato alla riservatezza e all’intimità sessuale della vittima. Insomma, adoperarsi per sfasciare una famiglia, anche a costo di dire la verità al coniuge tradito per avvisarlo, implica un grosso rischio a chi è “esterno”: il pettegolezzo può essere oggetto di querela ai carabinieri o alla polizia e chi non si è fatto i fatti suoi rischia grosso.

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L’amante che rivela la relazione con una persona sposata commette reato?

Ora la Suprema Corte si è occupata di un caso parzialmente diverso: quello in cui a comunicare la relazione con una persona sposata è proprio l’altro partner e non un terzo estraneo. Ma anche in questo caso, secondo i giudici supremi, è meglio farsi i fatti propri e non andare a rivelare il tradimento. Una cosa, infatti, è dire in giro di avere una relazione con una persona libera, un’altra è se quest’ultima è invece sposata. Così, può essere condannato per diffamazione chi fa circolare in giro, tra gli amici, sull’ambiente di lavoro, in paese o in qualsiasi altro luogo la notizia di avere una relazione con una persona sposata.

Non c’è bisogno che la divulgazione avvenga in pubblico o davanti a più di una persona; il reato scatta anche in caso di confidenze personali a una singola persona, se ciò avviene a più riprese, cioè a più persone in momenti diversi. In questo modo, infatti, si realizza la comunicazione al pubblico, anche se per “differita”.

La Cassazione ha sempre detto che, per aversi diffamazione, la comunicazione offensiva con più soggetti può avvenire tanto contemporaneamente con ciascuno di loro, quanto in tempi differenti, sotto forma di confidenze riservate che poi, proprio perché generalizzate, sono trattate alla pari della comunicazione in pubblico.

Nel caso di specie un uomo era andato a raccontare, a più di un amico, di avere una relazione con una donna sposata. Sebbene l’imputato avesse diffuso la notizia offensiva a più riprese, vale a dire a diverse persone in diversi momenti, la condotta è stata ritenuta ugualmente diffamatoria.

Perché rivelare un tradimento è reato?

Rivelare un tradimento è reato in quanto tale comportamento crea grossi problemi alla vittima, proprio perché persona sposata. Problemi che minano la serenità familiare. Solo al coniuge è dato contestare il tradimento e non a terzi che non possono elevarsi ad arbitri degli altrui comportamenti.

A tal proposito il collegio aggiunge che la divulgazione della relazione extraconiugale, «per di più corredata e comprovata anche dalla possibilità di visionare filmati di momenti intimi dei due amanti, assume un valore intrinsecamente offensivo della reputazione, intesa come il senso della propria dignità personale nell’opinione degli altri e in sostanza nella considerazione sociale». La relazione extraconiugale è «significativa di un comportamento contrario al comune sentire e ai canoni etici condivisi dalla generalità dei consociati, oltre che al dovere di fedeltà derivante dal matrimonio». La condotta, insomma, ha una potenzialità lesiva della persona offesa nella considerazione da parte della comunità sociale in cui la stessa risulta inserita, che, di regola, disapprova la violazione delle regole su cui si fonda il matrimonio.

Risultato: è reato rivelare che una persona sposata sta tradendo il coniuge. Sia che a dirlo sia uno dei due amanti segreti, sia che a dirlo sia un terzo estraneo.

note

[1] Cass. sent. n. 7856/18 del 19.02.2018.

[2] Cass. sent. n. 2597/2013; cfr. anche Cass. sent. n. 28852/2009.

 


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