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Come denunciare un creditore

20 febbraio 2018 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 20 febbraio 2018



La denuncia contro le società di recupero crediti: quando e come è possibile sporgerla.

Una società di recupero crediti, l’ufficio contenzioso, gli uffici giudiziari e gli avvocati ti tartassano per debiti che, a causa della crisi, hai accumulato nel tempo con diversi creditori (banche, istituti finanziari, fornitori di merce, ecc.)? Assumono comportamenti intimidatori e vessatori che ti creano ansia, anche perché non sai come gestirli e cosa fare? Sappi che, nonostante agiscano per una causa lecita (un tuo debito), devono seguire delle regole ben precise. Vediamo allora insieme in che modo devono comportarsi queste società di recupero crediti e come denunciare un creditore.

Quali reati commettono i creditori?

Le agenzie di recupero crediti spesso utilizzano tecniche poco lecite volte ad intimorire il debitore e ad indurlo al pagamento del debito contratto; analizziamo qui qualche esempio di tecnica illecita (reato penale) che viene commessa dagli agenti riscossori e che può essere denunciata.

Lo stalking del creditore

Il creditore (o un suo delegato) che ti fa telefonate continue, ti invia mail e fax quotidiani intimandoti il pagamento di quanto dovuto con toni minacciosi commette il cosiddetto stalking creditizio.

Lo stalking, come sappiamo, può avere finalità personali ed economiche (vedi stalking per soldi) ed, in entrambi i casi, è reato. Ricevere mille telefonate, tantissimi messaggi indesiderati, subire appostamenti da un agente del recupero crediti  (che esiga, per esempio, il pagamento di un prestito non più onorato), realizza condotte di stalking; ovviamente per costituire reato è necessario che i comportamenti appena descritti siano opprimenti, pressanti e determinino un forte stato di ansia, un disagio psichico e fisico, oltre che un cambiamento dello stile di vita della vittima [1].

Ci sono modi e modi per pretendere un pagamento; anche se esso è dovuto, non si può perseguitare con insistenza il debitore notte e giorno, con telefonate o presso l’abitazione ed il luogo di lavoro: tutto ciò è contrario alla legge!

La minaccia del creditore

La minaccia è un delitto previsto e punito dal nostro ordinamento che si realizza quando:

  • un individuo viene intimidito con la prospettazione di un danno ingiusto;
  • rivolto alla persona o al suo patrimonio;
  • di entità tale da limitare la sua libertà morale e psichica [2].

La forma ed il modo della minaccia sono indifferenti, ciò che rileva ai fini della configurazione del reato è la prospettazione di un male futuro, il cui avverarsi dipende dalla volontà dell’agente: sicuramente semplici imprecazioni o insulti non rientrano nella categoria delle minacce.

Per integrare questo reato:

  • è necessario che il danno paventato sia realizzabile e verosimile (per cui minacciare un danno indeterminato o generico non è punibile);
  • non è necessario, invece, che la minaccia sia esplicita. La minaccia, infatti, può essere anche implicita e consistere in un semplice atteggiamento dell’agente, privo di parole o di gesti espliciti di intimidazione. Essa deve essere grave e la sua gravità non deve essere intesa con riferimento all’entità del turbamento psichico che l’atto intimidatorio può determinare nel soggetto che la subisce e può essere desunta dal complesso di circostanze soggettive e oggettive che accompagnano il fatto.

Se il tuo creditore (l’agente riscossore, ad esempio) ti minaccia di farti fallire o di pignorarti ogni tuo bene e lo fa in modo insistente e esasperato e, soprattutto, paventandoti conseguenze ulteriori rispetto a quelle legali, al fine di spaventarti, può essere punito per il delitto di minaccia.

La violenza privata del creditore

Se un terzo ti costringe, con violenza o minaccia, a tollerare od omettere qualcosa, commette un reato perseguibile penalmente, ovvero quello di violenza privata [3]. Anche in questo caso vi è una soggezione psicologica che non consente di essere liberi; si tratta di aggressione non fisica ma alla libertà psichica o di autodeterminazione.

Ciò significa che il creditore che ti costringe a tollerare le sue continue telefonate invasive può essere punito per il reato di violenza privata.

L’esercizio arbitrario delle proprie ragioni

Commette il reato di esercizio arbitrario delle proprie ragioni il creditore che, al fine di esercitare un preteso diritto, potendo ricorrere al giudice, si fa arbitrariamente ragione da sé, mediante violenza sulle cose o sulle persone [4]. Immaginiamo che un amico che ti ha fatto un prestito (tuo creditore), per ottenere la restituzione dei suoi soldi, ti costringa (con violenza) a consegnargli la tua auto (comprensiva di chiavi)  e a firmare un documento ricognitivo del debito a titolo di garanzia. Egli commetterà il delitto di esercizio arbitrario delle proprie ragioni che, in alcuni casi, è al limite con il reato di estorsione. Questi sono solo alcuni esempi dei reati che possono essere commessi da creditori ed in particolare dalle società di recupero crediti.

 I diritti dei debitori

L’agente del recupero crediti, per ottenere quanto a lui dovuto, non può agire a suo piacimento ma deve rispettare delle procedure e la privacy del soggetto debitore. Anche i debitori, infatti, hanno i loro diritti e non possono essere stressati, pressati quotidianamente, al punto di aver paura di rispondere al telefono o addirittura di cambiare numero. Le aziende di recupero crediti devono rispettare in maniera rigorosa le leggi concernenti il divieto di effettuare forzature e coercizioni sia fisiche che psichiche.

I creditori (intesi, ad esempio, come società di recupero crediti), non possono cercare l’interessato in luoghi diversi dalla sua abitazione (a casa di parenti, vicini di casa o sul posto di lavoro) o in orari impensabili; non essendo pubblici ufficiali, né ufficiali giudiziari, non possono introdursi in casa tua senza il tuo consenso; quindi puoi decidere di non aprire e non parlargli. Vediamo allora come denunciare un creditore

La diffida e la denuncia

Se sei vittima di abusi e scorrettezze da parte delle agenzie di recupero crediti, la prima cosa da fare è non andare nel panico ed inviare all’agenzia una lettera di diffida tramite raccomandata A/R, con la quale comunichi che, se non la smetteranno di infastidirti, sporgerai denuncia presso le autorità competenti per i reati che potranno eventualmente configurarsi (tra quelli, a titolo esemplificativo, descritti sopra).

Se con la diffida non ottieni nulla, puoi procedere con la vera e propria denuncia presso le autorità competenti. La denuncia segue il normale iter di qualunque altra denuncia avente ad oggetto un reato: può essere scritta o orale, deve essere dettagliata e precisa e ad essa devono essere allegate prove (per esempio i messaggi ricevuti, le lettere, le telefonate). Ricorda che, se sussistono i presupposti del reato di stalking, prima ancora della denuncia puoi chiedere al questore l’ammonimento [5].

note

 [1] Art. 612 bis cod. pen.

[2] Art. 612 cod. pen.

[3] Art. 610 cod. pen.

[4] Art. 393 cod. pen.

[5] Art. 8 L. n. 38 del 23.04.2009.


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