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Società estinta: il Fisco non può chiamarla in causa

20 febbraio 2018 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 20 febbraio 2018



Società cancellata dal registro delle imprese con debiti tributari: può essere chiamata in causa? Quando c’è responsabilità del liquidatore? 

L’Agenzia delle Entrate non può presentare ricorso contro le società estinte, cancellate dal Registro delle Imprese. Secondo la consolidata giurisprudenza della Cassazione, infatti, la cancellazione volontaria dal registro delle imprese di una società, a partire dal momento in cui si verifica l’estinzione della società medesima, impedisce che essa possa agire o essere convenuta in giudizio. Il ricorso contro la società estinta è, quindi, inammissibile.

Una recente sentenza della Commissione Tributaria Regionale dell’Abbruzzo [1] ha fatto notare come, nonostante il susseguirsi di sentenze in linea con l’interpretazione appena esposta, l’Agenzia delle Entrate spesso continui a chiamare in giudizio o a proporre ricorso contro società estinte.

Società estinta: responsabilità debiti tributari

La responsabilità dei liquidatori, degli amministratori e dei soci di società in liquidazione, per l’ipotesi di mancato pagamento delle imposte sul reddito delle persone giuridiche, è responsabilità per obbligazione propria, avente natura civilistica e non tributaria, e non obbligazione della società trasmessa “per successione” a seguito della cancellazione dal registro delle imprese.

Ne consegue che, una volta liquidata e cancellata la società dal registro delle imprese, il processo tributario non può proseguire né nei confronti della persona giuridica, non più esistente, né nei confronti dell’ex liquidatore o dell’ex socio amministratore, atteso che la legge non prevede alcun subentro automatico di costoro nei rapporti con l’amministrazione finanziaria.

Società estinta: responsabilità del liquidatore

La sentenza in commento precisa che la responsabilità del liquidatore per le imposte non assolte dalla società, è applicabile solo alle imposte dirette (Ires) sul reddito dell’impresa. Non potrebbe invece applicarsi anche ad altre imposte, come Iva e Irap, dato che in materia tributaria vige il divieto di estensione analogica.

Società estinta: quando il liquidatore deve pagare i debiti

La responsabilità del liquidatore od amministratore di società tassabile in base al bilancio, per inosservanza dell’obbligo di pagare le imposte dovute con le attività della liquidazione, integra per univoco indirizzo giurisprudenziale, un debito per fatto proprio, nascente per legge, non solidale, né sussidiario, autonomo e distinto da quello tributario.

Il Tribunale di Milano [2], con una recente sentenza, ha compiutamente affrontato e motivato (richiamando anche precedenti della giurisprudenza di legittimità e di merito) il tema dei presupposti in presenza dei quali i terzi creditori possono far valere le proprie ragioni nei confronti del liquidatore o dei soci della società cancellata.

II caso affrontato dal Tribunale riguarda un’azione promossa da un imprenditore, il quale aveva ottenuto il riconoscimento di un proprio credito nei confronti di una s.r.l. in liquidazione e, quindi, cancellata dal Registro delle Imprese dopo il deposito del bilancio finale di liquidazione. Il credito, ovviamente, non era in contestazione e vi era stata la piena consapevolezza, da parte del liquidatore, dell’esistenza del medesimo.

Il titolare del credito, aveva convenuto in giudizio il liquidatore ed uno dei soci della società, chiedendo la condanna di entrambi, in via solidale ed alternativa, al pagamento integrale del credito vantato e rimasto insoddisfatto nel bilancio di liquidazione.

I giudici, chiamati a valutare le ragioni poste a base della pretesa, hanno, dapprima, esaminato la posizione del liquidatore, ribadendo che verso quest’ultimo le azioni di eventuali terzi creditori possono essere avanzate solo allorché sia dimostrata una responsabilità extracontrattuale in capo al medesimo.

Infatti, non vi è alcun vincolo obbligatorio tra il creditore della società ed il liquidatore; inoltre, vi è un esplicito parallelismo, tra la natura della responsabilità dei liquidatori e quella prevista in materia di responsabilità degli amministratori.

Più precisamente, la legge [3] sanziona – a titolo di responsabilità extracontrattuale verso i creditori sociali – le eventuali condotte degli amministratori poste in essere con inosservanza degli obblighi inerenti la conservazione dell’integrità del patrimonio sociale. Identica responsabilità (peraltro soggetta alla prescrizione quinquennale decorrente dall’iscrizione della cancellazione della Società dal Registro delle Imprese) è posta in capo al liquidatore.

note

[1] CTR Abruzzo, sent. n. 81/2018.

[2] Trib. Milano, sent. n. 3142/2011.

[3] Art. 2394 cod. civ.


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