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Lo sai che? Differenza persona tra fisica e giuridica

Lo sai che? Pubblicato il 24 marzo 2018

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> Lo sai che? Pubblicato il 24 marzo 2018

Per capire fino a che punto i creditori possano intaccare il patrimonio sociale o il tuo personale, vediamo in cosa differiscono i soggetti fisici e giuridici

Non sono certo questioni che si affrontano ogni giorno, ma questo non significa che non incidano comunque sulla vita di noi umili cittadini. In verità tutti siamo persone fisiche e tutti potremmo diventare in men che non si dica persone giuridiche. Meglio perciò chiarirci un attimo le idee, perché queste non sono solo definizioni scollate dalla nostra realtà. Sono situazioni di diritto che possono comportare conseguenze per una delle questioni che più ci sta a cuore: i nostri soldi. Mentre però per le persone fisiche è un po’ più chiaro quando possono venirci a rovistare nelle tasche in caso di debiti, la situazione si complica un po’ di più se diventiamo soci o se abbiamo a che fare con una persona giuridica. Vediamo innanzitutto la differenza tra persona fisica e giuridica e i vari pericoli (o sicurezze) per il nostro patrimonio.

Chi è una persona fisica?

Non è difficile entrare in confidenza con questo concetto. Tutti noi infatti, dal momento in cui nasciamo, veniamo riconosciuti dal nostro Stato come ‘persone fisiche’: soggetti individuali titolari di diritti e doveri nei confronti dello Stato stesso e della collettività in generale. La persona fisica in pratica è l’uomo. Solo che quest’uomo:

  • Dalla nascita ai 17 anni è solo titolare di diritti e doveri, quindi della capacità giuridica
  • Al compimento dei 18 anni (la maggiore età), diventa anche titolare della capacità d’agire, cioè del potere di agire per conto proprio, assumendosi obblighi, stipulando contratti giuridici ed esercitando tutti i diritti in modo del tutto autonomo.

Come incidono tutte queste definizioni teoriche sulla nostra vita di persone?

  • Finché non abbiamo compiuto la maggiore età (e quindi la capacità d’agire) siamo irresponsabili per gli illeciti civili, le obbligazioni e i debiti che contraiamo. In soldoni, se prendiamo una multa o acquistiamo qualcosa che non paghiamo, i creditori si rifaranno sulle persone che si prendono cura di noi (genitori o tutore legale). Non possiamo comunque stipulare contratti (acquisto case, richiesta prestiti, ecc…). possiamo solo acquistare cose di piccolo conto (giornali, pane, figurine, spesa, ecc).
  • Al compimento dei 18 anni, invece diventiamo pienamente responsabili di fronte alla legge. Significa che per qualsiasi debito che non riusciamo a ripagare, i creditori potranno rifarsi sul nostro patrimonio.

Tutti quindi siamo persone fisiche. E per sapere come il nostro patrimonio possa venire intaccato, dobbiamo guardare al nostro status:

Siamo persone fisiche maggiorenni? Se abbiamo un debito ne rispondiamo noi.

Siamo persone fisiche maggiorenni, genitori di persone fisiche minorenni. Se i figli contraggono un piccolo debito o prendono una multa, ne rispondiamo noi.

Siamo persone fisiche minorenni? Per illeciti civili e amministrativi, non ne rispondiamo noi, ma i nostri genitori o tutori.

Chi è una persona giuridica?

Le cose si complicano un po’ di più quando abbiamo a che fare con il soggetto che lo Stato riconosce come persone giuridica. Le persone infatti non siamo soli noi cittadini, che agiamo come singoli individui.

Persona può anche essere un ente, una società, un’associazione formate da un insieme di cittadini o un’insieme di beni e capitali e messi insieme per uno scopo ben preciso. È il succo dell’essere persona giuridica: un’unione di uomini e beni, costituita con una specifica finalità, che comunque resta necessariamente responsabile di fronte alla legge e titolare di diritti e doveri. Dal punto di vista giuridico (quindi della legge) è un soggetto di diritto autonomo rispetto al singolo individuo.

Ogni persona giuridica, a seconda delle sue peculiari caratteristiche, ha comunque elementi precisi che la rendono diversa da noi persone fisiche:

  • Una pluralità di persone fisiche o di beni riuniti
  • Uno scopo comune del soggetto giuridico che nasce, che va al di là di quello del singolo. Questo obiettivo deve essere lecito (scordiamoci quindi che un’organizzazione criminale possa essere considerato soggetto giuridico).
  • Un patrimonio autonomo rispetto a quello del singolo

Quest’ultimo punto – diciamoci la verità – è quello che interessa un po’ tutti. Le domande che la maggior parte di noi, leggendo questo articolo, si sta ponendo saranno sicuramente: cosa rischiano i soci di un soggetto giuridico? Cos’è questo patrimonio autonomo? Chi ci mette i soldi in un soggetto giuridico? Devo formare una società: cosa mi conviene aprire per evitare che, in caso di debiti, vengano a toccare il mio patrimonio? Chiariremo anche e soprattutto questi punti.

Società di persone

Avete mai sentito parlare delle società di persone? Forse citando le sigle vi verranno in mente:

  • Ss (società semplici)
  • Snc (società in nome collettivo)
  • Sas (società in accomandita semplice)

In tutte queste sono società l’importanza dei soci prevale sull’importanza del capitale messo sul tavolo. Non hanno una personalità giuridica (sono solo soggetti giuridici) e, anche se godono comunque di un certo grado di autonomia patrimoniale,  i soci di una Ss, Sns o Sas, rispondono anche personalmente delle obbligazioni. In una società di persone quindi i soci rispondono sempre illimitatamente e solidalmente per i debiti contratti.

Società di capitali

Al contrario delle società di persone, nelle società di capitali (il nome non mente) è il capitale che conta (rappresentato da quote o da azioni, a seconda della forma scelta). Sono società nate per scopo produttivi e, una volta costituite, acquistano piena personalità giuridica. Facciamo sempre ricorso alle sigle per capire quali siano:

  • Spa (società per azioni)
  • Srl (società a responsabilità limitata)
  • Sapa (società in accomandita per azioni)
  • Srls (società a responsabilità limitata semplificata)

Di norma le società di capitali hanno costi di gestione più grandi delle società di persone. Di converso però i loro soci sono un po’ più protetti dal punto di vista patrimoniale: le società di capitali hanno infatti piena autonomia patrimoniale. Il patrimonio personale dei soci così è intoccabile.

Cos’è l’autonomia patrimoniale?

In caso di debiti di una società o un’associazione, chi paga? Quale patrimonio viene intaccato dai creditori? È questa la domanda che ci porta a spiegare cosa sia l’autonomia patrimoniale.

Tecnicamente è l’autonomia di patrimonio che le persone giuridiche (società di persone, società di capitali) hanno rispetto al patrimonio dei singoli soci. Ad esempio: Marco, Arianna, Cristina costituiscono la società Pinco Pallo. A seconda della forma sociale che scelgono, Pinco Pallo avrà un patrimonio sociale, costituito dalle quote conferite dai soci, separato dal patrimonio personale di Marco, Cristina e Arianna.

  • Se è perfetta (come nelle società di capitali), c’è separazione assoluta tra patrimonio sociale e patrimonio personale [1]. I soci rispondono solo nel limite della quota conferita nel capitale della società. Mai può essere intaccato il loro patrimonio personale (casa, auto, beni personali, ecc.)
  • Se è imperfetta (come nelle società di persone e negli enti non riconosciuti), i soci – in quanto persone fisiche – possono comunque essere chiamati a rispondere di debiti e obbligazioni con il loro patrimonio, oltre che con quello del fondo comune della società di cui sono membri [2].

Dipende tutto da quel forma di società si è scelto di costituire.

Debiti società di persone: chi paga?

Abbiamo detto che in una società di persone i soci rispondono sempre illimitatamente e solidalmente per i debiti contratti.

Se la società Sas PincoPallo contrae debiti verso un creditore (ad esempio una banca che ha concesso finanziamenti), questo creditore, qualora il patrimonio della società si sia rivelato insufficiente a ripianare il debito, può andare a mettere mano alle tasche patrimoniali dei singoli soci (al patrimonio personale).

Esempio: Mario e Anna costituiscono una società Sas. Ognuno di loro mette una quota di 10 mila euro di capitale. In totale il capitale è di 20 mila euro. Per avviare l’attività commerciale (un negozio di abbigliamento) richiedono un finanziamento di 60 mila euro in banca. Non riescono a ripagare il debito. Ecco che la banca creditrice può attingere dai quei 20 mila euro di capitale per coprire parte dei debiti. Ma questa cifra ovviamente non è sufficiente. Così la banca stessa può andare a intaccare anche il patrimonio personale di Mario e Anna, per riavere questi 40 mila euro mancanti.

Debiti società di capitali: chi paga?

Saranno un po’ più fortunati invece i soci delle Spa ed Srl? Decisamente si. Sono protetti dall’autonomia patrimoniale perfetta di cui godono le società di capitali. Per ripagare i debiti contratti dalla società quindi, i creditori possono avvalersi solo sul patrimonio della società e non su quello personale dei soci.

Facciamo un esempio. Luca, Giovanna, Leonardo e Miriam decidono di avviare un’attività d’impresa: l’azienda “PincoTech” di sistemi di allarme e videosorveglianza. Costituiscono una Srl (società a responsabilità limitata) e conferiscono una quota di capitale di 5 mila euro ognuno.

Per avviare l’attività e far fronte ad alcuni spese fanno ricorso a un finanziamento in banca. l’attività non va però molto bene e non riescono a ripagare quel prestito, così la banca diventa un accanito creditore alla famelica ricerca della restituzione dei soldi prestati.

Su chi può rifarsi la banca? Per riavere la somma prestata potrà solo andare a intaccare il patrimonio della società PincoTech. Non potrà in alcun modo mettere mano alle tasche dei singoli soci. I debiti della società vengono quindi pagati dal fondo presente nella società stessa e non dal patrimonio personale di Luca, Giovanna, Leonardo, Miriam.

Debiti associazioni non profit: chi paga?

Il mondo però non è solo legato ad aziende ed affari. C’è anche l’etica, la beneficienza, la politica, la cittadinanza attiva. È tutto ciò che viene riconosciuto come non profit. Senza profitto, appunto. Quando c’è un gruppo di persone che vuole mettersi insieme per realizzare scopi ideali, non si parla più di srl, ma di associazioni non profit, che sono sempre persone giuridiche contraddistinte dalle persone fisiche.

Lo sono ad esempio quelle che nascono per promuovere iniziative di beneficienza, di ricerca scientifica, per raccogliere fondi per una buona causa (un restauro, cure mediche nei paesi poveri), e qualsiasi altro obiettivo solidale che vi venga in mente.

Le associazioni però possono essere:

  • Riconosciute
  • Non riconosciute

Badate bene che questa forma è fondamentale per capire chi pagherà eventuali debiti o obbligazioni contratti. Perché le prime (quelle riconosciute) acquistano personalità giuridica, mentre le seconde (quelle non riconosciute) non hanno personalità giuridica.

Associazioni riconosciute  

Le associazioni non profit riconosciute, avendo ottenuto (a suon di burocrazia e spese) la personalità giuridica hanno il vantaggio di godere di autonomia patrimoniale perfetta. I debiti contratti quindi non vengono ripagati intaccando il patrimonio personale dei soci, ma si va ad attingere solo al patrimonio sociale.

In questo caso qualsiasi responsabilità economica ricade solo sul patrimonio dell’associazione. I singoli soci possono dormire sonni tranquilli.

Facciamo un esempio. Marco, Luca, Laura, Serena sono animati dalla volontà di portare l’acqua nei villaggi etiopi che hanno visitato. Costituiscono l’associazione “Water for Etiopia” e ne chiedono il riconoscimento giuridico. Organizzano raccolte fondi per acquistare attrezzature e materie prime utili alla realizzazione di pozzi e opere idrauliche, ma non riescono a pagarle con i pochi soldi raccolti. Hanno così contratto un debito con alcune aziende.

Su chi possono rifarsi queste aziende creditrici? Possono mettere mano solo al fondo comune dell’associazione, non al patrimonio personale di Marco, Luca, Laura e Serena.

Associazioni non riconosciute

Le cose sono un po’ più complicate per chi decide di non chiedere il riconoscimento dell’associazione costituita. In questo caso, l’autonomia patrimoniale imperfetta purtroppo fa si che anche il patrimonio personale di chi ha agito in nome e per conto di quell’associazione possa essere intaccato.

Facciamo un esempio. Sempre in riferimento all’associazione “Water for Etiopia”, e se Marco, Luca, Laura e Serena decidono di non chiederne il riconoscimento? In questo caso la loro posizione si complicherebbe, perché le aziende creditrici per avere i loro soldi potrebbero rifarsi sul patrimonio di chi in quel momento – per l’acquisto di quelle attrezzature – ha agito per conto dell’associazione.

Debiti associazioni sportive: chi paga?

Stesso discorso può essere fatto per una eventuale squadra di calcio nata sottoforma di associazione sportiva dilettantistica.

Se è un’associazione riconosciuta gode di autonomia patrimoniale. Quindi  per pagare eventuali debiti si andrebbe a intaccare solo il patrimonio sociale e non quello personale dei soci.

Qualora invece non fosse riconosciuta, in caso di debiti o altre responsabilità economiche, potrebbe essere intaccato – oltre che il patrimonio sociale – anche il patrimonio personale di chi ha agito per conto dell’associazione sportiva.

A meno che chi ha l’ha costituita non abbia deciso di darle la forma giuridica di società sportiva (che può prendere la forma di società di capitali o società cooperativa), per la quale ad essere intaccato sarà solo il patrimonio sociale.

Ecco quanto è importante capire la forma, la denominazione e l’autonomia patrimoniale, quando si fa la differenza tra persona fisica e giuridica, almeno a grandi linee. In gioco ci sono interi patrimoni!

note

[1] Artt. 2325, 2472, 2514, 2546 cod. civ.

[2] Artt. 38, 2267, 2313, 2291 cod. civ.

Autore immagine: Pixabay 


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