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Addebito separazione e testamento: l’ex marito è erede?

24 febbraio 2018


Addebito separazione e testamento: l’ex marito è erede?

> Diritto e Fisco Pubblicato il 24 febbraio 2018



Mia mamma era in separazione dei beni con mio papà da cui era legalmente separata. All’atto della separazione a lei è stato assegnato un assegno di mantenimento mensile. Non so se le è stata “addossata” la colpa della separazione. Mia madre è morta da qualche anno. Mio papà ha ereditato insieme a me ed ai miei due fratelli ciò che ci aveva lasciato. Ora mi domando, dato che stiamo vendendo un immobile che faceva parte di un’eredità di mia mamma: il ricavato delle vendita di questa casa spetta anche a mio papà?

Per rispondere al quesito occorre sapere se la separazione intervenuta tra i genitori della lettrice fu addebitata a suo padre (mentre ha scarso rilievo sapere se fu addebitata a sua madre).

Infatti venendo a mancare la madre, il padre della lettrice poteva ereditare dalla madre della stessa solo se a lui non fu addebitata la separazione.

Pertanto, se al padre non fu addebitata la separazione egli, venendo a mancare quella che all’epoca del decesso era ancora legalmente sua moglie (non essendo ancora passata in giudicato in quel momento la sentenza di divorzio), ha ereditato la quota che per legge (in assenza di testamento) o in base alle disposizioni testamentarie (se la madre lasciò testamento) gli spettava in assenza dell’addebito della separazione a suo carico (l’articolo 548 del codice civile, infatti, stabilisce che il coniuge a cui non è stata addebitata la separazione con sentenza passata in giudicato ha gli stessi diritti successori del coniuge non separato).

L’immobile al quale la lettrice accenna nel quesito se, come riferito nel quesito stesso, era di proprietà esclusiva di sua madre, nel momento in cui lei venne a mancare è caduto in successione e, perciò, divenne di proprietà per quote dei suoi eredi legittimi (coniuge e figli) e quindi, in presenza o in assenza di testamento, l’immobile in questione deve considerarsi in comproprietà tra la lettrice, suo padre e i suoi due fratelli (se la madre lasciò testamento è possibile che vi sia anche un altro comproprietario oltre alla lettrice, a suo padre e ai suoi due fratelli, se sua madre decise di lasciare ad un terzo la quota disponibile, cioè la quota che il defunto è libero di attribuire a chiunque egli voglia).

Se adesso questo immobile viene messo in vendita (mentre esso è ancora in regime di comunione ereditaria tra i coeredi) è chiaro che il ricavato della vendita, salvo diverso accordo tra i comproprietari, dovrà essere ripartito tra i comproprietari in proporzione alle rispettive quote di comproprietà.

Va aggiunto, infine, che se la madre della lettrice non lasciò testamento e se al padre non fu addebitata la separazione, le quote spettanti agli eredi legittimi sono le seguenti:

– un terzo al coniuge (cioè al padre della lettrice);

– due terzi ai figli da dividersi in parti uguali (perciò due terzi divisi in tre parti uguali e, quindi, due noni per ciascun figlio, se i figli sono tre).

Articolo tratto dalla consulenza resa dall’avv.Angelo Forte

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