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Lo sai che? I beni mobili nella casa in eredità: che fine fanno?

Lo sai che? Pubblicato il 24 febbraio 2018

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> Lo sai che? Pubblicato il 24 febbraio 2018

Mio fratello ha ereditato per testamento (riguardante i soli beni immobili) l’appartamento di mia madre nel quale da sempre vivevano i miei genitori. Mio padre in vita ha il diritto di abitazione. I mobili, l’oro (alcuni oggetti ricordo) di mia madre che mia madre ha conservato in una piccola cassaforte a muro ed alcune altre suppellettili non sono state indicate nel testamento. Beni mobili che appartengono anche a mio padre, nonostante siano nell’immobile di mia madre, sul quale mio padre ha solo il diritto di abitazione. Poiché gli stessi sono nell’appartamento ereditato da mio fratello, quando morirà mio padre, essi dovrebbero appartenere a mio fratello. Mio padre ha già predisposto il suo testamento (beni immobili). È possibile che mio padre disponga in vita con un atto di disposizione con il quale stabilisca che tali beni mobili si dividano tra i due figli secondo legittima (50%)? Sarà un testamento di beni mobili a data successiva a quello dei beni immobili, è possibile?

La norma fondamentale da cui partire per rispondere al quesito è l’articolo 457 del codice civile secondo il quale si applicano le regole della successione legittima (cioè le regole della successione di chi non abbia fatto testamento) quando manca, in tutto o in parte, la successione testamentaria.

Ciò significa che quando nel testamento non è stato disposto nulla con riferimento ad una certa categoria di beni, allora per questi beni si applicheranno le regole della successione testamentaria.

Quindi, con riferimento al caso specifico, siccome la madre del lettore non ha disposto nulla nel suo testamento per quanto riguarda i beni mobili, allora per questi stessi beni mobili che erano di sua esclusiva proprietà e per la quota di comproprietà che la madre eventualmente aveva su alcuni di essi, si dovranno applicare le regole della cosiddetta successione legittima.

Questo vuol dire che per i beni mobili di esclusiva proprietà della madre del lettore e per la quota di comproprietà dei beni mobili che erano in comproprietà fra la madre ed il padre del lettore si devono applicare, dal momento in cui la madre è deceduta, le regole della successione legittima e quindi:

– i beni mobili che erano al momento del decesso di piena ed esclusiva proprietà della madre del lettore, sono caduti in successione e sono attribuiti per 1/3 al padre del lettore, per 1/3 al lettore e per 1/3 al fratello di questi;

– per i beni mobili che, invece, erano eventualmente in comproprietà fra la madre e il padre del lettore (con quota della madre al 50%), in successione è finita ovviamente la sola quota della madre (e la quota della madre è attribuita per 1/3 al padre del lettore, per 1/3 al lettore e per 1/3al fratello di questi).

Si è dato per scontato (nel calcolo delle quote) che il lettore abbia solo un fratello.

Ovviamente su questi beni mobili, o su alcuni soltanto di essi, è possibile anche che chi li sta attualmente possedendo in modo esclusivo e totale possa un giorno affermare di avere acquistatoper usucapione anche le quote degli altri comproprietari (potrebbe, cioè, accadere che il fratello e/o il padre del lettore possano un giorno dire di avere acquistato per usucapione anche la quota di proprietà del lettore di tutti o di alcuni di questi beni mobili) e per evitare che ciò accada:

– o quest’ultimo reclama di poter godere di essi almeno per la parte che gli spetta (cioè compie atticoncreti con cui afferma di voler godere di questi beni mobili allo scopo appunto di evitareche la sua quota venga acquistata per usucapione dal fratello e/o dal padre)

– oppure sarebbe opportuno provvedere di comune accordo a dividerli in parti proporzionalialle proprie quote (che sono di 1/3 come specificato in precedenza), oppure se la divisione in quote di 1/3 fosse impossibile o difficile, provvedere ad assegnarli per intero ad uno o due dei tre comproprietari e assegnare all’altro o agli altri conguagli in danaro (corrispondenti allaquota di comproprietà di 1/3).

Articolo tratto dalla consulenza resa dall’avv.Angelo Forte


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