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Lo sai che? Contatore Enel del vicino e servitù

Lo sai che? Pubblicato il 24 febbraio 2018

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> Lo sai che? Pubblicato il 24 febbraio 2018

Nell’ immobile di mia proprietà esclusiva è installato un contatore Enel a servizio di una proprietà altrui. In una nicchia nell’androne del portone, di mia proprietà esclusiva, sono installati i miei due contatori ed il contatore Enel di un vicino che vanta il diritto di passaggio a mezzo del predetto portone. Posso chiedere la rimozione del contatore Enel non mio o ci sono diritti di usucapione e/o servitù acquisite e consolidate nel tempo? Non è stato trascritto alcun diritto e/o servitù prediali e con il vicino non ho buoni rapporti. 

In linea generale, quando si acquista un immobile, il bene viene trasferito nello stato di fatto e di diritto in cui si trova, unitamente a tutte le relative pertinenze, azioni, ragioni, usi, diritti di servitù attive e passive. In altre parole, quando il lettore ha acquistato l’immobile, nell’acquisto era ricompresa anche la nicchia in cui è collocato il contatore Enel del vicino per la quale si è consolidata nel tempo, benché non vi sia nulla di scritto, la servitù di passaggio.

In base alla legge, il proprietario del fondo servente, ossia dell’immobile su cui grava la servitù, non può trasferire l’esercizio della servitù stessa in luogo diverso da quello nel quale è stata stabilita originariamente. Tuttavia, per raggiungere lo scopo, ossia lo spostamento del contatore, è possibile trovare un escamotage e richiedere al vicino la necessità di provvedere, a proprie spese, alla rimozione per effettuare del lavori o delle riparazioni, così come previsto dall’art. 1068 c.c.

L’art. 1068 c.c. disciplina il trasferimento della servitù in luogo diverso e statuisce che:

Il proprietario del fondo servente non può trasferire l’esercizio della servitù in luogo diverso da quello nel quale è stata stabilita originariamente.

 Tuttavia, se l’originario esercizio è divenuto più gravoso per il fondo servente o se impedisce di fare lavori, riparazioni o miglioramenti, il proprietario del fondo servente può offrire al proprietario dell’altro fondo un luogo egualmente comodo per l’esercizio dei suoi diritti, e questi non può ricusarlo.

 Il cambiamento di luogo per l’esercizio della servitù si può del pari concedere su istanza del proprietario del fondo dominante, se questi prova che il cambiamento riesce per lui di notevole vantaggio e non reca danno al fondo servente.

L’autorità giudiziaria può anche disporre che la servitù sia trasferita su altro fondo del proprietario del fondo servente o di un terzo che vi acconsenta, purché l’esercizio di essa riesca egualmente agevole al proprietario del fondo dominante.

La giurisprudenza conferma quanto detto.

L’art. 1068 cod. civ. subordina il trasferimento di una servitù prediale in un luogo diverso o su un fondo diverso da quello originario alla duplice condizione che l’originario esercizio sia divenuto più gravoso per il fondo servente ovvero impedisca al proprietario di questo di fare lavori, riparazioni o miglioramenti, e che venga offerto al proprietario del fondo dominante un luogo egualmente comodo. In tal caso, il proprietario del fondo dominante non può rifiutare il trasferimento della servitù, rimanendo altrimenti esposto all’accertamento giudiziale del trasferimento in ragione dell’esercizio da parte del proprietario del fondo servente del relativo diritto potestativo spettantegli, ovvero, in caso di mancato esercizio di tale diritto, al rigetto della propria domanda, con l’ulteriore corollario di vedersi impossibilitato ad utilizzare sia il vecchio tracciato che il nuovo percorso offerto in sostituzione e non accettato.” Cass. civ. Sez. II, 13/10/2004, n. 20204.

Nel caso in cui, in un edificio condominiale, il contatore dell’energia elettrica di una delle unità immobiliari di proprietà esclusiva di uno dei condomini, si trovi installato su una porzione di pianerottolo di proprietà esclusiva di altro condomino, con la conseguente facoltà accessoria, per il primo, di accedere a tale spazio sia per le verifiche periodiche, sia per la riattivazione dell’apparecchio in caso di interruzione, si ha una servitù con i caratteri dell’apparenza suscettibile di costituzione per destinazione del padre di famiglia, oltre che di acquisto per usucapione, e il cui possesso è tutelabile con le azioni possessorie in caso di altrui spoglio o di turbativa.” Cass. civ. Sez. II, 15/04/1987, n. 3723.

Nonostante il consolidamento della servitù, e i cattivi rapporti di vicinato, per il raggiungimento dello scopo, ossia lo spostamento del contatore, si consiglia al lettore di manifestare al suo vicino, in forma scritta mediante posta raccomandata magari anticipandosi a voce, la necessità di porre in essere dei lavori di ristrutturazione o miglioramenti.

Fare ciò, a parere dello scrivente, costituisce l’unica modalità per superare la servitù esistente.

La regola stabilisce che sia il lettore a provvedere a sue spese ma, se riuscisse ad utilizzare la diplomazia, magari potrebbe ottenere una divisione in parti uguali o quantomeno potrebbe provare.

Articolo tratto dalla consulenza resa dall’avv. Rossella Blaiotta


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