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Regime forfettario per il collaboratore: quando conviene

24 febbraio 2018


Regime forfettario per il collaboratore: quando conviene

> Diritto e Fisco Pubblicato il 24 febbraio 2018



Sono in pensione da agosto 2017 con la mansione di impiegata di 2° livello di farmacia per raggiunto numero massimo degli scatti di anzianità. Il mio reddito lordo per l’anno 2016 era di poco inferiore ai 3000,00 euro, per il 2017 sarà uguale o poco più basso. Mi è stato proposto per € 400,00 mensili un rapporto di collaborazione per 40 ore mensili quale addetta alla cosmesi. La partita iva in regime forfettario è la scelta giusta e più conveniente per me? Se si, in quale attività dovrei essere inquadrata, forse quella di libero professionista? Inoltreè corretto: 1) l’emissione da parte mia di fatture in esenzione di IVA e di ritenuta d’acconto; 2) l’iscrizione alla gestione INPS che prevede il pagamento dell’aliquota contributiva esclusivamente sul reddito; 3) non dovere avere l’obbligo di registrazione delle scritture contabili, ovvero le fatture emesse al cliente, che andranno però conservate per la redazione ed invio annuale del modello unico? Qual è l’aliquota INPS che andrebbe corrisposta?Potrà essere messa in fattura a carico del cliente? Quale sarà il carico fiscale a cui andrò incontro per il sommarsi del reddito da pensione a quello di lavoro autonomo ( 4800,00 € annui)?Quale potrebbe essere il coefficiente di redditività stabilito dall’Agenzia delle Entrate in base alla specifica attività svolta e con il quale stabilire appunto il reddito derivantene?

La legge in generale prevede un regime contabile denominato forfettario che può essere adottato dai contribuenti che, nello svolgimento della propria attività, non superano un certo ammontare di volume di affari, variabile a seconda del tipo di attività che viene svolta.

Il volume di affari indicato nel quesito rientra certamente nel primo requisito necessario per accedere al regime agevolato.

Le altre caratteristiche per rientrare nel regime sono le seguenti:

− non aver superato nel periodo di imposta precedente il limite dei ricavi previsto per l’attività;

− non aver sostenuto spese per prestazioni di lavoro superiori a 5.000 euro lordi;

− non aver sostenuto costo per ammortamenti di beni strumentali superiore a 20.000 euro alla chiusura del periodo di imposta;

− non partecipare come socio in società di persone.

Inoltre la legge di stabilità 2016 consente l’accesso al regime forfettario anche ai dipendenti ed ai pensionati.

Una volta stabilita l’esistenza delle condizioni per accedere al regime forfettario,occorre considerare con estrema attenzione come individuare il corretto codice diattività ATECO 2007 nel quale l’attività esercitata deve rientrare, in quanto, a seconda del codice prescelto, cambia notevolmente il regime previdenziale Inps obbligatorio.

Da quanto esposto nel quesito sembra di comprendere che l’attività prescelta consiste nel fornire, all’interno di una farmacia, consulenza ed assistenza alla clientela, in materia di scelta ed utilizzo di prodotti cosmetici.

Questa attività sembra rientrare nelle attività di tipo consulenziale o in quelle dei servizi prestati alla persona.

La classificazione dei codici ATECO prevede due tipologie di attività di questo tipo, una prima inserita nel novero delle attività professionali, ed in particolare i codici: – Altre attività professionali n.c.a.74.90.93 – Altre attività di consulenza tecnica n.c.a.

Una seconda classificazione possibile è la seguente:

96.9.9 – Altre attività di servizi per la persona n.c.a.

Alla luce di quanto indicato nel quesito non sembra di potere individuare alcun altro codice attività utilizzabile nel caso specifico, ciò non esclude che, ad un approfondimento del contenuto della attività svolta non possa essere individuato altro codice maggiormente attinente, occorrendo tuttavia un ulteriore approfondimento della materia.

Il codice prescelto è molto importante allo scopo di escludere ogni contenuto di tipo commerciale o artigianale dalla attività svolta, in quanto altrimenti cambierebbe il regime previdenziale obbligatorio con aggravio insostenibile nel caso di specie,essendo i contributi della gestione Inps commercianti ed artigiani obbligatori e pari ad almeno 2.400/2.500 euro annui; tuttavia sembra di poter escludere ogni contenuto di tal genere dalla descrizione dell’attività fatta nel quesito.

Pertanto, considerato che l’obbligo previdenziale è quello della iscrizione all’Inps – gestione separata – e che la tassazione sostitutiva è applicabile nella misura del 15% calcolato sul 67% del reddito dichiarato, la risposta ai quesiti in esame è la seguente:

1. Il regime forfettario consente di emettere fatture in esenzioni da Iva e daritenuta di acconto indicando nel testo del documento la dicitura: “Operazioneeffettuata ai sensi dell’art. 1, commi da 54 a 89 della Legge n. 190/2014 –Regime forfetario”;

2. Il regime forfettario consente l’iscrizione all’Inps – Gestione Separata – concalcolo della contribuzione previdenziale obbligatoria sulla base del soloreddito imponibile;

3. Il regime forfetario consente al contribuente l’esonero dalla tenuta della contabilità, dalla presentazione delle liquidazioni e dichiarazione Iva, nonchédall’obbligo di comunicazione cosiddetto “spesometro”, mentre le fatture ricevute dovranno essere numerate progressivamente in ordine di ricevimento, restando fermo l’obbligo di presentare la dichiarazione dei redditi;

4. L’aliquota Inps da corrispondere per il caso di specie è quella del 24% – in quanto pensionata – e vi è la facoltà di addebitare in fattura il 4% a titolo di rivalsa perl’obbligo di versare i contributi previdenziali, tuttavia essendo tale addebitofacoltativo occorrerà concordarlo con il committente;

5. Il coefficiente di redditività per il codice di attività ipotizzabile nel caso specifico è il67% (per l’anno 2018) con il limite dei ricavi fissato a 30.000 euro, pertanto labase imponibile da assoggettare a tassazione, nel caso specifico, è pari ad euro3.216;

6. Per definire l’imposta occorrerà dedurre dalla base imponibile l’Inps pagata e alrisultato della sottrazione sarà applicata l’aliquota del 15%(circa 310,00 euro diimposta sostitutiva e circa 1.150,00 euro di Inps Gestione Separata);

7.Trattandosi di imposta sostitutiva non andrà a pesare sul calcolo delle impostedovute in base al reddito da pensione ricevuto annualmente;

8. Tuttavia il reddito della attività in regime forfetario dovrà essere considerato aifini del calcolo del reddito minimo ISEE (vedi limiti soglia per accedere alleagevolazioni in materia sanitaria e per altre agevolazioni pubbliche), nonché occorrerebbe richiedere una consulenza specifica per quanto riguarda l’eventuale possibile riduzione del trattamento pensionistico a seguito della maturazione dell’ulteriore reddito.

 

Articolo tratto dalla consulenza resa dal dott. Mauro Finiguerra


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