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Editoriali Scuola ed e-book: la solita politica italiana delle buone intenzioni

Editoriali Pubblicato il 10 dicembre 2012

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> Editoriali Pubblicato il 10 dicembre 2012

Rimandata l’adozione degli e-book nelle scuole: la farsa pubblicitaria.

“Porta a scuola i tuoi sogni” ma, per ora, lascia a casa l’e-book: la proclamata modernità degli istituti scolastici italiani, nei quali sarebbero dovuti entrare, nel 2013, a pieno regime, le nuove tecnologie, è già stata affossata e dimenticata. L’austerity consiglia di rimandare: così il maxiemendamento al Decreto Sviluppo 2 prevede lo slittamento, all’anno scolastico 2014-2015, dell’adozione degli e-book nelle scuole, con un piano di implementazione graduale e possibili forme miste tra carta e digitale.

Trecentosessantacinque giorni in più o in meno non faranno la differenza. Ma che il ministero avesse proceduto con eccessiva enfasi e toni autopromozionali, da “Istituto Luce” degli anni ’30, questo era chiaro a tutti.

Lo stesso spot pubblicitario “Porta a casa i tuoi sogni”, mandato in onda solo qualche mese fa ed cui aveva prestato la voce il buon Vecchioni [un cognome così, in una campagna per la modernità, suona un po’ ironico, N.d.r.], aveva suscitato lo sdegno di molte famiglie. Si ricorderà che, per girare il filmato, si era dovuto ricorrere a immagini rubate a scuole tedesche, con palestre tedesche e tecnologie tedesche. Il contrasto con la realtà dei fatti era così evidente da ri-qualificare lo spot in uno “sfot”.

Qualcuno, in quella occasione, ricordò che da noi, invece, ci sono famiglie che non possono permettersi neanche le fotocopie dei libri di testo. Tanta pubblicità per niente, secondo l’antico costume delle avanzate francesi e ritirate spagnole. Una sorta di ecomostro pubblicitario: tanti investimenti in immagine e nessuna sostanza. Ma gli italiani hanno ormai altri problemi per pensare anche a questo. E l’emendamento passerà inosservato, come tante altre cose più importanti.


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